L’ESTATE DI CIP E BUM

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CLAUDIA DE LUCA

“Cip dove ci stanno portando?”
“Bum, non lo so, ma sicuramente stiamo andando a farci una passeggiata notturna col fresco, tranquilla fifona!”
“Cip, dici? È tardi, è notte…”
“Ecco guarda ci siamo fermati! Sei proprio una fifona Cip!”
Scende dalla macchina una persona, apre la portiera, e prende i piccoli Cip e Bum:
“Cip, ho paura, dove mi porta,….aiuto…oopss, ahia!”
“Bum, che succede…aiuto….aiha che volo!”
“Cip dove siamo finiti? Ehi la macchina è andata via!! Che facciamo Cip?”
“Bum non lo so, siamo in un giardino, è buio, accucciamoci qui, aspettiamo faccia giorno!”
È mattina presto, una signora apre l’inferriate della finestra e Bum le corre incontro seguito da Cip, tutti scodinzolanti, e saltellanti; la signora crede di avere le allucinazioni, chiama il marito, ci sono due cani nel giardino? Sono proprio due cani!! Ed ora?
Cip e Bum corrono dal lato del balcone, i due signori sono usciti, li stanno accarezzando:
“Visto Cip? Sei proprio una fifona!”
“Già Bum…ha le mani morbide questo signore, le posso mordicchiare bene!”
“Guarda ci hanno messo l’acqua, mamma mia che sete!”
-Slap slap,- slurp slurp,- e finiscono le prime due ciotoline d’acqua; riempite le seconde i cuccioli decidono, perché no, di farsi anche una lavata di zampette. La famiglia non sa che fare, non può tenere i due piccoli, né tanto meno lasciarli al loro destino, intanto la signora, tra le lacrime per il dispiacere di questo abbandono, e la coscienza e la forza tipica delle mamma anche umane, prepara loro una bella pappa per rifocillarli. La pappa è pronta!
“Bum senti che profumino?”
“Si Cip, è la pappa!”
“Si mangia, si mangia!”
-Crunch, Crunch,- Grrr “ Cip vai nella tua ciotola”-crunch crunch- “Buona, io ho quasi finito, sei lento Bum!”….- crunch crunch-…
Intanto la famiglia è dilaniata, l’animo a pezzi, non può tenere questi due monelli, sono di taglia grande, la signora non sta benissimo, non può prendersi cura dei piccoli che da grandi non saranno poi più tanto piccoli. Purtroppo per la prima volta nella sua vita ha dovuto chiedere aiuto alle istituzioni!
Ho cercato brevemente di raccontare cosa accade quando ci sono degli abbandoni.
I cuccioli, incolpevoli, non sanno cosa sarà di loro, chi li incrocia sul suo cammino non sempre ha la forza di poter provvedere, e cosa accade? Accade che quattro anime vengono indirettamente (e forse nemmeno tanto) malmenate: due perché purtroppo devono chinare la testa davanti ad ignoranza e cattiveria, due perché devono subire la “bastardaggine” di chi li ha buttati come rifiuto “ingombrante”!
Siamo in una città dove ancora si considerano le sterilizzazioni come un atto di violenza nei confronti delle cagne, perché: “Se Dio le ha fatte così, chi siamo noi per cambiare l’ordine della natura?”, “ Vabbè c’è la selezione naturale!”; certo la selezione c’è, sotto una macchina, o morti di stenti, o per malattia!! Bella civiltà!! Bella umanità!!
Siamo in una città in cui vige ancora il principio dell’ “Ha detto mio -CUGGGGINO- che ha sempre avuto cani…” oppure “Guarda lo vuoi dire a me? Ho cani da una vita e so!”  BEATI VOI CHE SAPETE TUTTO!!
Siamo in una città dove, ahimè, non si fa squadra, in una città dove non si lavora con un obiettivo comune, in una città dove non c’è una rete forte tra associazioni, istituzioni, volontari e singoli cittadini, siamo in una città dove ancora non si capisce che il singolo, con la sua sfilza di medaglie, non ha vinto nulla se ancora ci sono storie come quella di Cip e Bum.
Spesso leggo commenti velenosi tra cittadini, volontari, associazioni che, per carità, pur consapevole delle mille difficoltà che incontrano (perché ne incontrano), non lavorano insieme, ma da singoli, anteponendo, non me ne vogliate tutti, spesso il proprio ego ad un obiettivo comune.
Nella città che vorrei, nella realtà che vorrei, l’obiettivo dovrebbe essere quello di proteggere gli animali; da cinofila conosco meglio i cani, ma la situazione è analoga per quanto riguarda i gatti, se rimaniamo nell’ ambito più ristretto dei piccoli animali d’affezione: i gatti non hanno sette vite ad esempio, vorrei che lo si capisse!!
Forse il mio è solo un sogno utopico e romantico di chi crede che le cose possano cambiare se lo si vuole veramente, forse perché credo che la forza sia nel gruppo e non nel singolo, forse perché quelle quattro zampe scodinzolanti, quei nasini umidi, ed i manti morbidosi sono la mia gente (e so per certo anche di qualcun altro), ed io cerco di salvare la mia gente, la mia famiglia!

Mi auguro di poter scrivere prima o poi di un cambiamento…intanto chiedo scusa a nome mio, e di quanti soffrono come me questa realtà, a tutti i Cip e Bum:

“Scusate non sono ancora abbastanza, non siamo ancora abbastanza per voi!”

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Claudia De Luca

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