ABUSIVISMO, SI INTERVENGA PRIMA CHE VOLINO GLI ORTAGGI

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L’abusivismo commerciale a Potenza è una mala pianta che non è stata mai sradicata per il semplice fatto che una vigilanza seria su questo fenomeno non c’è mai stata da quando hanno abolito i vigili annonari. Tutti al traffico sembrerebbe essere il motto di ogni comandante di turno . E naturalmente trovano la scusante che le unità sono poche e che non bastano a tutto. La verità è un’altra ed è che combattere questi abusi  richiede una forte volontà politica e un input preciso da parte degli Amministratori. E questo non c’è, se è vero che l’attuale Assessore al Commercio fa di tutto per scansare i problemi del settore, a giudicare da quanto gli stessi commercianti dicono.  E’ nota la preoccupazione di molti fruttivendoli potentini , penalizzati da  un lato da obblighi notevoli sul piano delle regole e su quello dei tributi e dall’altro da una concorrenza che definire sleale è poco, giacchè  si mettono dove vogliono, si spostano come vogliono e vendono quello che vogliono, nonostante leggi e regolamenti. Le norme sul commercio difatti sono chiare: a) possono vendere , previo permesso, solo quei contadini che hanno una produzione propria e solo i prodo15424674_10207876978264542_566649054_ntti che riguardano la loro azienda b) possono vendere solo in alcuni giorni e nei luoghi appositamente indicati.   Quello che avviene invece è esattamente il contrario: non vendono prodotti delle loro aziende ma acquistati da grossisti o da altre aziende; b) si sistemano in locali di fortuna che sono assolutamente fuori norma ed inidonei, secondo tutte le norme sanitarie esistenti. Nasce da qui il quesito da parte di tutti quelli che , per aprire un negozio di frutta, debbono tenere un locale idoneo, provvisto di bagni, munito di tutti gli accorgimenti igienico sanitari. Ma siamo forse i fessi della citta? Perché mai dobbiamo tenere un locale a norma, una licenza da rinnovare, un tributo Ici da pagare, la spazzatura da pagare se poi altri queste cose le bypassano allegramente senza che nessuno intervenga. Da qui le petizioni, le suppliche, le raccolte di firme che sono solo l’espressione di  un disagio da disuguaglianza che si sta facendo ossessivo e straripante. Una volta c’era il mercatino delle verdure, con tutti quelli che arrivavano con le ceste da Picerno, da petizionePignola: ora al posto delle ceste arrivano i camion e non ci sono solo le verdure o i prodotti di stagione, ma veri e propri negozi di frutta ambulanti: arrivano, vendono e portano a Foggia o Canosa i soldi guadagnati. Così è se vi pare.  La domanda è: perché non si controllano con le città di provenienza l’esistenza e la quantità di prodotto di una singola azienda? E quella di riserva è : perché non si allestisce un’area per tutti questi camion, come si fa con il mercato? Allora si, ci sarebbe un servizio utile  alla città , lasciando all’utenza la scelta di andare sotto casa oppure di spendere qualcosa in benzina. Così invece è troppo facile : vengono sotto casa e fanno cucu al fruttivendolo del rione.  

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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