E ADESSO IL CONTE INGLESE !

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ROCCO SABATELLARocco Sabatella adesso conte inglese

L’accoglienza agli aereoporti di Milano e Roma alla squadra azzurra è stata la conclusione più positiva dell’avventura dell’Italia in Francia. Un affetto meritato sul campo da Conte e dai suoi ragazzi da parte dei tifosi italiani che hanno voluto riconoscere in questo modo tutto la loro soddisfazione per quanto fatto negli stadi francesi. E ciò assume un significato ancora maggiore se si considera che  l’Italia non ha vinto gli europei, ma coloro i quali si sono recati a Milano e Roma dove sono sbarcati gli azzurri hanno voluto riconoscere in questo modo gioioso tutta la riconoscenza a Conte e al suo gruppo  per le prestazioni super sciorinate nell’appuntamento continentale. Non altrettanto bene si può parlare di quegli pseudo tifosi che, attraverso i social, hanno riempito di improperi Zaza e Pellè per gli errori dal dischetto contro la Germania. Come se i due giocatori azzurri avessero voluto sbagliare a posta i tiri dagli undici metri. Evidentemente coloro i quali si nascondono dietro ai social solo per insultare, non capiscono minimamente di pallone. E probabilmente non sanno che i rigori semplicemente si possono segnare, ma si possono anche sbagliare. Anche perché Zaza e Pellè sono in ottima compagnia in questa casistica: l’episodio più recente e clamoroso è stato l’errore di Messi, il migliore giocatore oggi in circolazione, che ha mandato alto il pallone nella finale della Copa America del centenario contro il Cile. Errore ancora, se possibile, più marchiano perché trattandosi del primo ha avuto effetti deleteri sul piano psicologico per i compagni che involontariamente lo hanno imitato consegnando la vittoria al Cile. E poi i rigori Messi e di Zaza sono stati anche identici: hanno tutte e due spiazzato i portieri avversari Bravo e Neuer, ma hanno alzato troppo la mira in altezza. Chi ha fatto il pieno di entusiasmo, pari quasi alle lacrime versate a Bordeaux insieme a tutta la squadra, è stato Conte apparso a Malpensa molto commosso per le attestazioni di stima dei tifosi. Adesso il tecnico si potrà concentrare sulla nuova esperienza che lo attende al Chelsea. A proposito della quale ha voluto dire la sua Massimo Marianella di Sky che si ritiene il più profondo conoscitore del calcio del Regno Unito. Con una tesi molto personale sui rischi che correrebbe Conte a Londra e con una serie di inesattezze che non fanno onore a cotanto esperto. In sintesi Marianella ha detto che Conte appena arriva a Londra deve adeguarsi al calcio inglese e non pensare di poter dettare le sue regole. Aggiungendo che sarà difficile eliminare le abitudini dei calciatori di oltre Manica, per esempio, nel consumo del ketch up o della birra. Poi ha sostenuto che Abramovich mette i soldi ed è impossibile che possano consentire a chicchesia o a Conte di comandare. Infine Marianella ha sparso pessimismo sull’avventura di Conte aggiungendo ulteriori perplessità sulle chance di vincere con il Chelsea perché per lui(Conte) è stato più facile vincere con la Juventus al primo anno perché i bianconeri, è stato il ragionamento di Marianella, sono più abituati storicamente  a questi traguardi.  Partiamo quindi dalle inesattezze molto grossolane. La prima quando dice che Abramovich mette i soldi e vuole comandare: ma perché la famiglia Agnelli nella sua ultranovantenne guida della Juventus non ha fatto la stessa cosa? Forse a Marianella sarà sfuggito, perché in quel periodo era nel suo amatissima Inghiltera, che una delle cause del divorzio tra Conte e la Juve è stata proprio la non conciliabilità tra le posizioni di Conte che voleva avere più peso nelle decisioni e quella della proprietà, nella fattispecie il presidente Andrea Agnelli, che non sentiva ragioni sulla centralità della società. Un situazione che, vogliamo ricordare a Marianella, si registra non solo al Chelsea o alla Juve, ma in tutte le società del mondo. Poi veniamo alla seconda fesseria: che per Conte sarebbe stato facile vincere con la Juve ed un po’ più problematico farlo adesso con la squadra di Londra.E allora rinfreschiamo la memoria al telecronista di Sky. Quando Conte è diventato allenatore dei bianconeri che venivano da due consecutivi settimi posti, la proprietà non gli ha comprato Ronaldo, Messi, Iniesta, Ibraimovic o via discorrendo, ma Pirlo a parametro zero, poi Vidal e infine Vucinic e la conferma di tutto il precedente roster. E soprattutto la proprietà non gli ha chiesto di vincere lo scudetto ma di proporsi come obiettivo massimo il ritorno nella Champions League. Poi sappiamo come è andata con 38 gare senza sconfitte, scudetto al primo colpo, organizzazione di squadra, motivazioni altissime, grande spettacolo, migliore attacco e miglior difesa, la completa valorizzazione di quei giocatori che adesso sono diventati il simbolo dell’Italia e che nei due anni precedenti un po’ di fischi se li erano buscati e 38 pienoni allo Stadium. Il merito di Conte è stato quello che gli viene riconosciuto adesso con l’Italia: aver creato un gruppo ed un collettivo e  aver portato a fare grandi cose giocatori come Matri, Pepe, De Ceglie, Krasic, Elia, Quagliarella che veniva da un brutto infortunio, Vucinic che in vita loro non avevano vinto tanti trofei. Oltre ad aver contribuito alla crescita tecnica, tattica, di concentrazione dei vari Bonucci, Chiellini, Barzagli che da 5 anni a questa parte insieme a Buffon sono considerati, come minimo, i migliori difensori che ci sono in Italia. Forse al Chelsea il compito di Conte sarà facilitato perché la squadra inglese ha deluso nella scorsa stagione, ma è imbottita di fuoriclasse e di grandi giocatori. Più ovviamente quelli che arriveranno su indicazioni di Conte. Infine è facilmente contestabile anche la tesi che dovrà essere Conte ad adeguarsi ai ritmi e alle tradizioni inglesi. Conte è stato chiamato alla guida del Chelsea per farlo ritornare ai vertici e state sicuri che per quanto attiene alle cose del campo l’unico, vero responsabile sarà Conte e i giocatori, si chiamino Hazard, Willian, Diego Costa, Terry o Cahil, non potranno derogare per nulla dalle regole che detterà l’allenatore italiano. Anche per quanto attiene l’alimentazione. Siccome crediamo che  Abramovich e i suoi più stretti collaboratori non vedono l’ora di tornare ad essere protagonisti prima in Premier e poi in Europa,non succederà, come nostalgicamente pensa Marianella, che al Chelsea prevarranno le tradizioni  e che i dirigenti frapporranno ostacoli a Conte. Il calcio inglese, checchè ne pensi Marianella tra l’altro tifoso dell’Arsenal, attraversa una profonda crisi testimoniata dai continui flop della nazionale e anche dagli scarsi risultati che ottengono in Europa i top club inglesi. Nonostante investimenti continui e cospicui che nessun altra nazione in Europa si può permettere nelle quantità complessive che bruciano le società inglesi. La verità è un’ altra e non quella che dice Marianella: vanno bene, a livello folcloristico, le tradizioni, ma il calcio si deve evolvere anche in Inghilterra e la prova che un tentativo di questo genere cominci ad essere fatto, è data dalla circostanza che nella prossima stagione saranno ben quattro i tecnici italiani in Inghilterra e che,  è storia recente, Claudio Ranieri ha vinto la Premier con il Leicester. Come siamo sicuri, nonostante le perplessità e i dubbi di Marianella, che anche Conte diventerà un protagonista in Inghilterra. Concludendo si può dire che il calcio inglese, palla lunga e pedalare e le tradizioni ad esso legate, tanto care a Marianella che per fortuna degli inglesi esprime solo pareri discutibili e non può decidere il suo destino, non sono più funzionali a quello che è considerato il calcio più ricco del mondo e che bisogna fare qualsiasi tentativo per migliorare le cose. FOTO DI COPERTINA TRATTA DA LO STIVALEPENSANTE.IT

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