
ROCCO SABATELLA
Il Potenza interrompe la serie negativa delle tre sconfitte consecutive e pur avendo giocato per oltre un’ora in inferiorità numerica per l’espulsione di Felippe con rosso diretto per un entrata a gamba tesa su Comenencia, alla fine conquista un prezioso pareggio uscendo dal campo con un po’ di rammarico per non aver portato a casa il successo dopo essere passato in vantaggio con il delizioso pallonetto di Schimmenti su assist di Rosafio. Perché c’era il timore che la Juve Next Gen avrebbe fatto tutto il possibile nella ripresa per sfruttare l’uomo in più e per ottenere la vittoria. Invece il Potenza è rientrato in campo molto sereno e ha conservato gli stessi dieci che erano in campo nel corso della prima frazione di gioco. Era sicuramente ipotizzabile un cambio conservativo con l’ingresso di un altro centrocampista per uno degli attaccanti esterni. Invece De Giorgio ha pensato bene di non mutare nulla né a centrocampo e nemmeno sul fronte offensivo. E questo per due motivi. Visto che anche la Juve giocava con soli due centrocampisti, ha ritenuto che Castorani e Erradi bastavano per contrastare gli omologhi bianconeri. Come ha pensato bene di tenere in campo sia Rosafio a destra che Petrungaro sull’altro lato per tenere impegnati i difensori esterni e non ritrovarseli nella propria metà campo. Oltre all’altra mossa di mettere in campo Milesi al posto di Novella e spostare sulla destra Riggio. E indubbiamente la situazione è nettamente migliorata perché il Potenza non ha mai dato l’impressione di giocare con un uomo in meno. In pratica la squadra di De Giorgio ha potuto sviluppare il suo solito gioco con grande continuità e ha costruito anche interessanti azioni offensive. Probabilmente la Juve Next Gen è rimasta sorpresa dall’organizzazione complessiva del Potenza e ha dovuto fare più attenzione al Potenza molto propositivo piuttosto che cercare di attaccare con continuità per mettere in difficoltà i rossoblù lucani. Ovviamente per avere il migliore equilibrio possibile, è stato fondamentale il contributo di tutti e tre gli attaccanti bravi a rinculare per aiutare i compagni in mezzo al campo e andare a raddoppiare le marcature sulle corsie per impedire agli esterni bianconeri di trovarsi in superiorità numerica. Oggi dobbiamo dare a Cesare quello che è di Cesare nel senso di dare i meriti a De Giorgio per avere in pratica azzeccato tutte le mosse fatte nella ripresa, compresa anche quella dell’ingresso di Schimmenti molto attivo e con tanta voglia di dare il suo contributo ai compagni. Milesi è entrato bene in partita conservando la giusta concentrazione fino al termine. E Riggio a destra ha frenato molto bene i tentativi di incursione di Turicchia e Afena Gyan entrato al posto di Adzic. Al contrario di quanto successo nel primo tempo quando su quel lato la Juve ha avuto sempre la meglio provocando seri pericoli per Alastra. Peccato solo che nell’unico tiro in porta effettuato in tutta la ripresa dalla Juve Afena Gyan, imbeccato da Mulazzi, abbia trovato il pareggio con un gran tiro all’angolo opposto di tiro. Sul gol vibranti proteste di Alastra, ammonito, nei confronti dell’arbitro Grasso di Ariano Irpino per un sospetto fuorigioco attivo di Guerra che ha impedito al portiere del Potenza di avere la visuale del tiro. Episodio, insieme all’ammonizione di Felippe per simulazione per una caduta nell’area della Juve, che hanno indispettito assai il presidente Donato Macchia che è venuto in sala stampa per annunciare una sua azione forte con il presidente della Lega Pro Marani e con quello della Federcalcio Gravina, oltre che con tutte le sessanta società della C per chiedere dalla prossima stagione agonistica l’introduzione del Var anche nel campionato di serie C. Aggiungendo che in caso non si raggiunga l’obiettivo, lui sarebbe pronto a lasciare il calcio. Si è trattato più che altro di una presa di posizione molto forte e provocatoria affinchè anche la classe arbitrale della serie C venga messa nelle condizioni di poter essere aiutata dal mezzo tecnologico per correggere i tanti errori che vediamo ogni domenica sui campi della serie C. E l’introduzione del Var soddisferebbe tutte le società che investono nel calcio per avere tutti i chiarimenti utili dal Var sulle tante situazioni dubbie che farebbero cessare ogni polemica. La partita è stata molto godibile e ben giocata da tutte e due le squadre con predominio bianconero nei primi venti minuti. 7all’inizio con il cross da sinistra di Semedo con deviazione di Riggio che colpisce il palo esterno, poi con lo stesso Semedo al tiro fuori . La risposta del Potenza + immediata con una sgroppata di Rillo che serve Petrungaro il cui tiro è respinto da Daffara. Poi è Castorani con un tiro cross a impegnare Daffara nella respinta in angolo. Capovolgimento di fronte e Comenencia serve Turicchia il cui tiro è parato da Alastra. Ma è il Potenza che prende le misure agli avversari e sviluppa il gioco come gli piace. Alla mezzora Felippe cade in area toccato da un avversario. Non ci sono gli estremi del rigore ma per l’arbitro si tratta di simulazione che costa il giallo per il brasiliano. Un paio di minuti dopo Felippe entra a gamba tesa su Comenencia e si becca il rosso diretto lasciando i compagni in dieci. Situazione che non spaventa il Potenza che crea la migliore occasione per il vantaggio: angolo di Rosafio per Caturano che manda fuori da invidiabile posizione. Nella ripresa Potenza in campo con autorevolezza. E’ molto attento a non commettere errori in difesa, prende l’iniziativa e comanda il gioco. Fino a d arrivare al vantaggio ad una ventina di minuti dalla fine della gara. I rossoblù accarezzano il sogno di una grande vittoria ma la gioia si spegne con il pareggio di Afena Gyan. Un gol che, se ci fosse stato il Var, sarebbe stato annullato per l’evidente fuorigioco attivo di Guerra ad impedire la visuale al portiere Alastra. La prestazione più del pareggio dimostra che il Potenza è vivo, che ha superato il momento negativo e che potrà avere tutte le chances per conquistare la migliore posizione nella griglia play off. Visto che alcuni risultati di ieri sono stati favorevoli ai rossoblù. Come i pareggi interni di Benevento, Trapani e Catania e la sconfitta del Crotone ad Avellino.