
rocco sabatella
Allo stato attuale non si capisce ancora quale potranno essere i provvedimenti che la Federcalcio dovrà, inevitabilmente, adottare per mettere mano alla ristrutturazione dei campionati. Con particolare attenzione rivolta alla serie C. Di certo, al momento, ci sono lo stop dei campionati dilettantistici e la decisione ufficiale di far riprendere la serie A, B e C. Ma nell’ultimo consiglio federale che ha adottato questi provvedimenti, ufficialmente non si è affrontato il problema della riforma dei campionati. Secondo alcune indiscrezioni il presidente della Figc Gravina avrebbe annunciato che è il momento di aprire un tavolo per riformare alcuni campionati allo scopo di ridurre le società professionistiche dal numero attuale di 100 a 60. Questa inderogabile necessità è caldeggiata quasi unanimemente, dalle componenti del mondo calcio, alla stampa e ai tifosi e non trova nessuna opposizione. Sul tavolo restano sempre le proposte che stanno circolando da tempo sul modo di fare queste benedette riforme. Non sembra tramontata la riforma Caiata che prevede una serie B con 40 squadre divise in due gironi e una serie C semiprofessionistica con 60 formazioni. Anche se questa soluzione appare difficile perché dalle società della serie B attuale cominciano a prendere forma prese di posizione nettamente contrarie all’allargamento della categoria. Questo a causa di motivi esclusivamente economici. Ossia nessuna società di B è disposta a vedersi ridurre il contributo di oltre 5 milioni di euro dei diritti televisivi nel caso fosse deciso di portare il numero delle squadre a 40. Per superare quest’ostacolo occorrerebbe reperire una somma supplementare non inferiore a 100 milioni di euro. E di questi tempi non è impresa da poco. Tra l’altro questa soluzione della B a due gironi comporterebbe un vantaggio non indifferente: renderebbe perfettamente inutile la ripresa del torneo di serie C anche se fosse limitato solo ai play off e play out, perché si procederebbe d’ufficio e a tavolino a comporre gli organici. E accontenterebbe la stragrande maggioranza dei club di terza serie che sono contrari alla ripresa dell’attività in serie C. Ma con il problema, difficilmente superabile, delle ulteriori risorse economiche è più facile che prenda piede un altro tipo di riforma che sembra trovare il favore del presidente federale Gravina: serie A e B con 20 squadre e una serie C di Elite sempre con 20 società. E a scendere la solita serie C semiprofessionistica con 40 squadre. Il tempo per fare la riforma ci sarebbe eccome visto che fino al primo settembre, data dell’ inizio dei campionati, ci sono tre mesi pieni per fare tutte le riforme che si vogliono. Occorre solo la decisa volontà politica di procedere con speditezza per arrivare alla fumata bianca. Intanto adesso quasi tutte le società della terza serie sono alle prese con il problema di pagare gli stipendi, quattro, ai tesserati. Su quest’ aspetto l’associazione calciatori non transige e ha fatto pressioni sul presidente Gravina per avere posizioni chiare che non si prestino a equivoci. E, infatti, il presidente Federale ha affermato che la Figc non si mai sognata di dire che gli stipendi arretrati non si dovessero pagare. Fatta questa doverosa precisazione, Gravina si è rimesso a lavorare con il Governo per arrivare alla data della ripartenza della serie A. Se ciò accadesse, come ormai pare probabile, diventerebbe poi tutto più facile per far riprendere anche la serie B e la serie C. Per questo Potenza e Picerno non possono fare altro che aspettare le decisioni che verranno prese sia sulla ripartenza del torneo che sul come si evolverà il tema della riforma dei campionati. Anzi il Picerno ha approfittato di questi tempi morti per programmare la prossima stagione. Che proseguirà ancora con Mimmo Giacomarro al timone della squadra. Lo ha confermato il direttore generale Mitro dopo l’incontro con l’allenatore siciliano affermando che “ il Picerno metterà a disposizione del mister una squadra ambiziosa che vorrà ben figurare. Facendo tesoro degli errori fatti in questa prima storica stagione tra i professionisti già corretti a gennaio, abbiamo fatto una seconda parte di stagione molto positiva che ci fa ben sperare per il futuro. Un futuro ambizioso programmato con il presidente Curcio con il quale i contatti sono quotidiani”. Anche Giacomarro ha voluto esprimere la sua soddisfazione per la prosecuzione del rapporto aggiungendo di non aver avuto mai l’intenzione di lasciare il Picerno. Con ciò facendo capire che le sue idee sulla composizione dell’organico saranno tenute in grande considerazione. Intanto proseguono, a ritmo sostenuto, i lavori allo stadio Curcio che si spera conclusi per l’inizio della prossima stagione per giocare il secondo torneo tra i professionisti sul proprio campo e mettere fine all’esilio al Viviani. Non è stato un buon giorno, quello di ieri, per le due squadre lucane della serie D Grumentum e Francavilla che, per effetto dello stop definitivo del torneo deciso dal Consiglio Federale e per la decisioni del Consiglio direttivo della Lega Dilettanti, prese all’unanimità, di stabilire di promuovere le prime dei gironi e di retrocedere le ultime quattro al momento della sospensione, torneranno nell’Eccellenza lucana. Dopo che il Consiglio Federale del 2 o 3 giugno prossimo avrà ratificato questa decisione, le due società lucane avranno la possibilità di fare il ricorso ai nuovi tre gradi della giustizia sportiva (Collegio Coni, Tar e Consiglio di Stato) previsti nel Decreto Rilancio del Governo. Ricorsi che si dovranno concludere improrogabilmente in 45 giorni.