Mario Faggella

Irsina, 21/1/1910
Al Sindaco di Imola
Anche a nome del Consiglio Comunale pregovi rappresentarci funerale Andrea Costa di cui non sarà mai spenta nelle anime nostre l’eco della parola redentrice. Sindaco Damati.
I telegrammi venuti dalla Lucania, tra cui quelli di Giustino Fortunato e del comune di Irsina, in occasione dei solenni funerali di Andrea Costa, illuminano a ritroso il lungo rapporto intrattenuto dal imolese con i suoi corrispondenti meridionali dal 1876 al 1909 e ci confermano l’attenzione ai problemi del Mezzogiorno anche mediante la sua partecipazione alle iniziative elettorali e politiche per le quali veniva continuamente invitato. ( 1)

Delle tre lettere provenienti da Potenza, le due del deputato Ettore Ciccotti (del 1901 e del 1902) sono di giustificazione per l’assenza ai lavori del gruppo parlamentare socialista, mentre assai più significativa risulta quella che il 26 settembre 1882
Giuseppe Perilli di Calvello (PZ) invia a Costa per accludere “un vaglio di una lira come abbonamento di un trimestre per l’Avanti. La ringrazio pure dell’almanacco inviatomi e le vite di quei martiri per pensieri ed operazioni saranno per me lo specchio e la guida dell’avvenire. Solo il suo nome basta per farmi sussultare nell’ardore santo della libertà e nell’idea dei popolari diritti… Ho propagato qualche idea almeno da quel poco che ho letto essendo sprovvisto di un programma e libri all’uopo e la voce non riuscirebbe infruttuosa in questa terra obbliata da tutti… e caro mi sarebbe un programma o libri addetti anche pagandoli. Come elettore voterò per Cipriani, Costa, Cafiero e Bovio, son certo che farò un buco nell’acqua ma è meglio che i voti vanno perduti per i nomi di Lacava, Lovito, Branca, Arcieri uomini tutti del servaggio dinastico. Sicuro di un suo giudizio con qualche lettera, mi dico dopo mille ossequi suo aff.mo Giuseppe Perilli”. ( 2 )
Il testo dello storico e deputato lucano Giovanni Calice Lotte politiche e sociali in Basilicata 1898-1922 si è però subito rivelato fondamentale per ampliare la ricerca al “circolo socialista di Irsina legato all’influenza e alla propaganda dell’avvocato Canio Musacchio di Gravina in Puglia” e soprattutto per approfondire le seguenti circostanziate notizie: “Il 1° maggio 1896 viene solennemente celebrato dai lavoratori irsinesi per la prima volta e si inaugura la lega di resistenza; l’8 novembre dello stesso anno A.Costa parla a contadini e braccianti, a testimonianza della necessità di dare respiro aperto, non localistico, non grettamente municipale alla lotta politica e rivendicativa”.(3)
Delle 600 lettere del Fondo Costa riconducibili a luoghi e personaggi del Mezzogiorno, le sette che Musacchio gli scrive dal 1892 al 1908 risultano di notevole rilievo per capire la continuità e l’incisività della presenza politica di Costa in luoghi minori e assai distanti dal proprio collegio elettorale e per comprendere pienamente quanto fosse profonda e sincera l’eco della parola redentrice che Egli lasciava alla democrazia e alle successive generazioni.
Nella prima del 2 gennaio 1892 Musacchio si rivolge al Cittadino Andrea Costa- Deputato al Parlamento, per chiedere “ uno Statuto con relativo Regolamento di qualche Società di Resistenza tra braccianti e in generale tra lavoratori di campagna, essendomi proposto di iniziarle in queste regioni eminentemente agricole, con movimento di seria e pratica propaganda socialista. Le condizioni economiche, intellettuali e morali di questi lavoratori in genere sono infelicissime… In attesa di un pronto riscontro…
Costa dovette certamente condividere l’intento di seria e pratica propaganda socialista e dare a Musacchio un sollecito riscontro se questi, oltre che alla sezione di Gravina e di altri paesi della Puglia, già nel febbraio 1894 poté contribuire alla costituzione di un Circolo socialista ad Irsina, composto in prevalenza da artigiani, tra i quali Nicola Matilde che fu eletto segretario, ma anche da esponenti della borghesia delle professioni.
Proprio questo circolo darà vita nel 1896 alla Festa del Primo Maggio e alla Lega di resistenza, iniziale embrione della Camera del Lavoro subito soppresso dopo pochi mesi, come specificato nella lettera del 3 settembre. Avendo appreso dalla “Lotta di Classe del 22 Agosto” che Costa avrebbe fatto un giro di conferenze nella provincia di Foggia, e memore della promessa che mi facesti al congresso di Firenze di venire in questi luoghi , Musacchio lo invita formalmente, a nome di questa segreteria provvisoria della Federazione Socialista pugliese-lucana e di tutti i compagni di qui a recarti anche tra noi. Nel finitimo paese di Irsina, comune di Basilicata, oltre al Circolo Socialista, sciolto arbitrariamente il 14 del decorso mese, esiste una Lega di Resistenza tra contadini di 1.000 soci. Qui la tua presenza trasformerebbe il paese in una seconda Piana dei Greci di Barbato. Faremmo un breve giro in alcuni paesi della regione pugliese-lucana. Tu non dovresti pensare ad altro che a venire qui per la linea ferroviaria Foggia-Barletta-Spinazzola-Gravina… ( 4)
Il comizio dell’8 novembre 1896 dovette costituire un evento eccezionale per i lavoratori di Irsina e una memoria tanto persistente e fruttuosa che portò il Consiglio comunale, alla notizia dell’aggravarsi dello stato di salute del deputato imolese, a deliberare il 16 gennaio l’invio del seguente telegramma: Ad Andrea Costa- Imola Irsina socialista che vi assegnò il miglior posto nel vivo del suo cuore da quando la vostra parola irradiò luce di redenzione tra i suoi lavoratori, Irsina degli umili che non dimenticano,vuol sapervi presto guarito. Consiglio Comunale 
La successiva delibera del 9 febbraio 1910, che mi è stata gentilmente trasmessa dal Comune di Irsina, è risultata così un’essenziale testimonianza storica perché da un lato conferma la straordinaria attenzione di Costa alla richiesta pervenutagli e lo spirito di sacrificio nell’affrontare viaggi spesso disagiati pur di rafforzare la crescita del socialismo dovunque se ne manifestasse l’esigenza, dall’altro si rivela
importante per le vicende politiche che Irsina vivrà nei successivi anni. Vi si legge infatti: L’assessore Matilde Nicola dice che la perdita di A. Costa, mancato ai vivi il 19 gennaio ultimo dopo penosa malattia, produsse ovunque dolorosissima impressione. Questo Municipio si fece rappresentare ai funerali, dirigendo apposito telegramma al Sindaco di Imola. Tutti ricordano che l’otto novembre 1896, ad iniziativa di Canio Musacchio, Andrea Costa si recò in questo Comune a portare la sua parola fascinatrice, che irradiò luce di redenzione fra i suoi lavoratori. In memoria del Maestro e del Duce propone che si collochi una lapide nel luogo dove egli parlò e che se ne collochi altra dirimpetto per ricordare l’opera prestata, con fede d’apostolo, dal compianto avvocato Canio Musacchio, mancato ai vivi il 17 novembre 1909. La rappresentanza municipale dovrebbe votare il contributo di sole lire cento, a titolo di semplice adesione morale, dovendo la spesa delle due lapidi essere fatta con ispontanea offerta dei cittadini. Il Consiglio plaude alla proposta e unanimemente l’approva…(5)
L’effettiva presenza di Costa ad Irsina ( l’unica al momento documentata per la Lucania) dovette, quindi, realmente lasciare oltre all’eco della parola fascinatrice una più duratura luce di redenzione tra i lavoratori attraverso l’azione politica di un qualificato gruppo dirigente che gradatamente si era formato con la guida di Musacchio che in altre lettere accenna al proprio ruolo ad Irsina per la ricostruzione del partito (4 febbraio 1900) e per la conferenza di Randini domani sera ad Irsina (31 gennaio 1901). Ma lo spessore dell’influenza costiana va colto soprattutto nel forte radicamento in questo paese di uno degli obiettivi politici più saldi del parlamentare imolese, quello cioè della conquista democratica dei comuni e della soluzione amministrativa dei problemi che la comunità presentava. Già nel febbraio del 1898 vennero eletti tre consiglieri comunali socialisti, il falegname Matilde, il muratore Ferrara e l’avvocato De Mase, i quali seppero svolgere “ un’incisiva opposizione denunciando senza paura i soprusi dell’amministrazione e riuscendo a far sciogliere lo stesso Consiglio Comunale. (6)
Nel 1904 poi il partito socialista ottenne la maggioranza con ben 13 consiglieri su 20 ma, come riferisce Strazza nell’opera citata, l’iniziativa politica era stata bloccata dalle autorità che si erano rifiutate di convocare il consiglio comunale per motivi di ordine pubblico, a seguito della decisione del sindaco socialista di non prestare giuramento di fedeltà al re”.
Nelle elezioni del 1908 i socialisti conquistarono definitivamente il Comune mantenendolo ininterrottamente fino al 7 settembre 1922 in cui i fascisti irsinesi, con l’aiuto di camerati di altri paesi guidati da Starace, assalirono il “ Comune Rosso ”, “distrussero le due lapidi, imposero le dimissioni del Sindaco Matilde e dell’intero Consiglio Comunale e avviarono la pratica del carcere e del confino per numerosi antifascisti. (7)
1) Marco Pelliconi, Andrea Costa e il Mezzogiorno, Bacchilega Editore, Imola 2010. 2 ) Fondo Costa, n. 194. BIM Imola ( www.archiviostorico.comune.imola.bo.it ). Non si hanno notizie al momento sulla figura di Giuseppe Perilli.
3) Giovanni Calice, Lotte politiche e sociali in Basilicata, Editori Riuniti, Roma 1974, p. 48.
4) Fondo Costa, n. 1281( lettera 2/1/1892) e n. 1931 (lett.3/9.1896 ) BIM Imola.
- Archivio Comunale Irsina. Deliberazioni n. 123-129. Le due lapidi furono murate nel corridoio del vecchio municipio, come è riportato a pag 48 da Delillo Michele nel suo libro “ Il nostro paese tra cronaca e storia “ , Biblioteca comunale di Irsina,
- Michele Strazza, Gli Intransigenti – La Federazione Socialista del Melfese 1905- 1915” p. 14. Centro UNLA-Melfi
- Giovanni Calice, Lotte politiche, cit., p. 156. La conferma di tale definizione ci viene, oltre che dai dati delle elezioni politiche e comunali di Irsina dal 1898 al 1922, anche dall’“Avanti!” del 9 ottobre 1910 in cui per la Federazione di Potenza viene riportato il numero degli iscritti delle sezioni del PSI regolarmente costituite per poter partecipare al Congresso Nazionale: Irsina 26, Lavello 10, Melfi 16, Potenza 10, Venosa 10. Quello di Irsina risulta il più alto di tutta la regione ma è anche importante rispetto ad altre realtà demograficamente similari, come quelle romagnole di Bagnacavallo e Brisighella rispettivamente con 20 e16 tesserati.