
FEDERICO VALICENTI
E all’improvviso tutto ritorna come prima.
Finite le elezioni, fatto il governo, le aree interne ma forse tutta la Basilicata ritornano nel silenzio.
I paesi si svuotano, i giovani continuano ad andare via e la cosa assurda e che la Regione sembra non accorgersi di questo lento declino, sembra non aver sentore di quello che succede dentro i suoi confini.
Eppure raccontiamo, io per primo, tutti i giorni di una Basilicata bella, vivace, forte, ricca di bellezze naturali, ambientali, gastronomiche, culturali.
Castelli, palazzi marchesali, case in tufo, in pietra, in legno, costruzioni scavate nella roccia fino a raccoglierne gli umori, location rubate alla sana terra, palazzi eretti a sentinelle su piccoli colli che si specchiano nei fiumi, nei laghi, nei ruscelli.
Tutto questo non basta per far rimanere i giovani, le menti, le professionalità!?
No, evidentemente non basta.
Manca un progetto, una visione globale a cui far riferimento, a cui agganciare i pensieri e tramutarli in azioni.
Un silenzio assordante invade i piccoli paesi e avviluppa nel suo decoroso tacere il villano, il paesano, l’abitante dei piccoli agglomerati interni che scambia il posto al bar per la poltrona del teatro della vita.
Non in platea e neppure in galleria, ma nell’angusto davanzale di un bar qualsiasi, e qui che vive chi potrebbe domani cambiare le sorti del suo paese, della regione, della nazione.
Trasforma il silenzio assordante in modello di vita, diventa quasi letteratura.
Si lamenta ma non crea fastidio, si accontenta di poco e questo gli permette di vivere la sua orizzontale vita.
Avrebbe diritto di voto questa persona? Ha diritto di voto chi con la sua matita non cambierebbe il suo status ma influenza in negativo lo status di chi vorrebbe cambiare i percorsi, di chi vive di sane utopie!?
Si accontenta e diventa maggioranza, ecco allora la minoranza andare via.
Non è solo Davide contro Golia, ma la cultura che abdica, nulla si può contro la sana ignoranza.
Acqua, petrolio, gas, ricchezze che si tramutano da economie in malattie, in Basilicata.
Promesse di compensazioni hanno preso il posto della famosa cambiale pagherò sempre in protesto, la parola royalties scambiata in economic exploitation.
Avremmo dovuto possedere cammelli invece che asini, Jaguar invece che Panda, invece siamo qui a parlare di fughe e di pagherò!
Quando si diventa adulti forse è meglio emigrare in città dove esiste un minimo di sanità, nei piccoli paesi anche per un giovane l’infarto può diventare fatale!