
LUCIO TUFANO
Vico Addone, ramo grigio, braccio inerte, confuso intrigo di povera urbanistica, multiplo di dita articolate, falangette divaricate del Santo locale, sottovicoli stretti pieni di vociare, sventolio di stracci, di panni stesi su fili tesi da una finestruccia ad un balconcino, vico famiglia aperto, segnato dai lampioni e dalle frasche.
Gira il boccale di porta in porta per l’assaggio delle botti spillate. Ma le cantine di sera si riempiono di mulattieri che giocano al tressette, professionisti registi della fatica e dell’arguzia. Cantine di granoni, di tavole e di muffe, calde di fiato, appena illuminate.
Nei veglioni della sede alla sede dell’Unione, Angelo Marchese è il direttore dell’orchestrina Cantore.
Vico Addone di grate sui davanzali delle finestre, lucerne di un piano, abitati sottani, vestiti di toppe.
Uapparia di gruppi e di passi, Napolicchio, subspicchio di città. I giovani corteggiatori svernano al caffè Caselli, frangibevono cicoria catalogna, parole di guascogna. Tra studenti e studentesse, le zitelle soldatesse. I balconi traboccano gerani, strizzatine d’occhi, lettere con bacioni. Il postino, domani, porta un altro salutino domani!
Vico leggenda, cupo di notte, tenebroso portone. Vico lungo a quattro gambe con spalliera, vico per chiasso. Si migra nell’armonica di Attilio Cacciamano. A casa di donna Checchina si balla sugli abbaini.
Don Luigi Manta gestisce l’Appennino, i servizi, i cristalli, i diurni e vieta l’ingresso ai disturbi notturni.
Si sposano tutte, belle e brutte. Con la luna passa la ronda. La mastaredda usa la sonda. I pennacchi, mantello e sciabola, si contendono i passi rivali, scattano colpi di stivali.
Ecxema, maestro di banda, guida i pasticcieri per i matrimoni nazionali.
L’Espresso del 27 ottobre 1947, nr. 251 – numero speciale a quattro pagine
Più di ottanta ragazzi hanno composto una “compagnia teatrale”, la regia è di Gerardo Crisci.
Al Teatro delle Vittorie, ormai consacrato agli spettacoli domenicali per i ragazzi è stato rappresentato il 26 ottobre 1947 “L’Aquilotto”, una commedia musicale di Romolo Corona che dal 2 al 5 ottobre ha tenuto il cartellone, e con molto successo, al Teatro della Mostra Campionaria di Roma.
Gli attori della commedia sono ottantacinque ragazzi dai dieci ai diciotto anni e che non avevano mai visto un palcoscenico, mai recitato, mai cantato né da soli, né in coro. Sono stati presi per così dire pescati un po’ qua e un po’ là per i quartieri romani e messi insieme, poveri o agiati senza alcuna distinzione …
IN COPERTINA:
1924 – caccia, pesca, musica e pranzo … sigg.: Michele Riviello, Mario Armento, Eugenio Druda, Gerardo Arleo, Fulvio Mascariello, Giovanni Guna, Vittorio Cerverizzo, Rocco Albano, Giuseppe Germino, Giovanni Cerverizzo