In una intervista a TRM il Sindaco Dario De Luca interviene sulla polemica aperta intorno all’ipotesi di un impianto di compostaggio a Potenza e smorza i toni, senza dire se si farà o meno ,ma semplicemente dicendo che non è quella cosa inquinante e puzzolente che la gente crede, comprendendo nella gente ovviamente chi, come noi, ha contrastato e contrasta iniziativa. D’accordo su tutto, tranne che sul fatto che quella cosa si debba fare a Potenza: primo, perché non ce n’è bisogno e secondo perché comunque è una iniziativa che ha influenze negative sul territorio, che lo si voglia fare alla zona dell’ex aeroporto o meno. I camini o gli sfiatatoi che dir si voglia comunque funzionano e quando funzionano bene , le zone sottovento si prendono sgradevoli odori; se poi, come succede, ogni tanto non funzionano bene si prendono una puzza micidiale. Poi bisogna calcolare che ,una volta messo un impianto del genere, non c’è chi va a metterci una azienda a fianco, se si fa eccezioni per quelli che comunque ineriscono al ciclo dei rifiuti. Dicevo provocatoriamente in un mio recente intervento che è tornata la logica della suinicola: che era ed è quella di portare comunque investimenti nel capoluogo, di qualsiasi cosa si tratti. Quello che si poteva fare in cento comuni, ognuno con un piccolo allevamento di una cinquantina di suini, lo si è voluto fare portandone uno di diecimila esattamente ai piedi della città. Con quello che ne è derivato. Quindi, lasciamo stare questa idea di portare soldi comunque, e cerchiamo di scegliere quello che ci serve per essere a posto con il nostro ruolo di città nel sistema regionale e provinciale dei rifiuti. Serve un centro di trasferenza con gli impianti più sofisticati che ci siano. Esattamente la strada che sta percorrendo Matera e che per ora le consente di intervenire in una selezione meccanica dei rifiuti e nel prosieguo si porrà come stazione logistica per lo smistamento razionale della differenziata. A Potenza,anche quando la raccolta differenziata funzionerà al meglio , questo centro potrà avere il ruolo strategico a valle del sistema di raccolta , abbassando notevolmente i costi, migliorando la qualità del servizio, affrontando eventuali emergenze, attivando forme di recupero del materiale che possono produrre utilities. Dunque a Potenza serve altro , e il problema se lo debbono porre a livello regionale: se cioè una volta aperto a Venosa un impianto di diciannovemila tonnellate, ci sia bisogno di farne un altro a Potenza, e non invece nel Metapontino dove lo smaltimento delle derrate alimentari , degli scarti di lavorazione della frutta e del materiale organico richiede con urgenza un luogo idoneo di trasformazione di quei rifiuti in compost utile al riavvio del ciclo alimentare. Non credo che la logica della Regione sia quella di dire: ecco i soldi e fatene quello che volete. Una volta ( saltiamo di palo in frasca) si faceva così con le centrali del latte, a Tramutola, a Metaponto, a Potenza: Il risultato è che nessuna è rimasta in piedi. Razionalizziamo dunque il ciclo dei rifiuti, togliendo erba ai privati, ed evitando che il pubblico si muova ancora nella logica di creare impianti il cui costo di funzionamento è superiore a quello di smaltimento in impianti dedicati. Investiamo dunque nel servizio, ma investiamo in cose che servono, come ad esempio le isole ecologiche sotto sorveglianza,in zone specifiche della città, un modo per aiutare la differenziata ,fruendo della collaborazione e della convenienza dei cittadini a smaltire al grado massimo di efficienza. E’ di questo che abbiamo bisogno: perfezionare al massimo il sistema della raccolta e quello a valle del deposito e dello smistamento.Per quanto riguarda Vallone Calabrese poi c’è da fare la caratterizzazione del terreno. L’Unica novità è che di fronte all’acclarato inquinamento della falda acquifera hanno messofinalmente il diviieto di divieto di emungimento al posto di quello iniziale di transito, ma evidentemente bisogna procedere ai lavori di bonifica, se vogliamo riutilizzare le vasche esistenti. R.R.
ASSESSORE PIETRANTUONO: PERCHE’ A POTENZA UN IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO?
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