C’è una sentenza del Consiglio di Stato che mette in tranquillità gli imprenditori balneari rispetto a fughe in avanti che alcuni Comuni avevano messo in atto nel voler applicare da subito la direttiva Bolkestain, senza attendere il verdetto della Corte di Giustizia cui il Governo italiano si è rivolto.
Con tre ordinanze dello stesso contenuto, Palazzo Spada ha affermato che prevale l’interesse privato a continuare l’attività, ancorché decaduto dalla concessione, non essendo i Comuni nelle condizioni di affidare a terzi il e infatti il Consiglio di Stato ha chiarito che, nel bilanciamento degli interessi contrapposti, appare preminente quello del privato, tenuto conto che in questo modo sono soddisfatti gli interessi pubblici alla manutenzione dell’area e alla percezione dei canoni demaniali senza soluzione di continuità.
La sentenza è importantissima, non solo perché legittima la conservazione del diritto a gestire i lidi, fino alla conclusione della vicenda ,ma introduce anche un principio di valutazione nella eventualità che un domani gli stabilimenti dovessero essere messi a gara. E cioè il ruolo che i concessionari hanno avuto per la preservazione dell’ambiente, gli anni nei quali hanno esercitato questa funzione e la previsione di punteggi correlati al miglioramento della condizione delle spiagge messe in concessione. Ci sono , soprattutto nel nostro territorio, persone che da quarant’anni esercitano questa funzione, con piccoli concessioni che su quel lavoro estivo non solo hanno portato avanti una famiglia ma hanno creato anche le condizioni per un lavoro ai figli. E’ giusto che questi abbiano una sorta di diritto di prelazione rispetto ad eventuali speculatori o società finanziarie che si precipitano su questo nuovo business per far soldi.
