DINO DE ANGELIS

Piuttosto negativo il giudizio dei Tour Operator di tutto il mondo giunti in Basilicata per un giro esplorativo atto a facilitare la valorizzazione del prodotto lucano nel mondo.

Il tour era stato organizzato con cura ed entusiasmo dall’agenzia di promozione turistica, come notiziava anche il principale mezzo di informazione televisivo  regionale. Al termine del tour, tuttavia, lo stesso notiziario regionale riportava alcune interviste agli operatori turistici che hanno lasciato piuttosto amareggiati gli spettatori. In particolare il primo degli intervistati riferisce delle note carenze strutturali della regione, in specie riferite alla mancanza di aeroporti. Dice l’operatore: “come faccio a convincere i turisti a venire in Basilicata se l’aeroporto più vicino è a Bari, a oltre 60 chilometri? Il turista mi risponde che a quel punto se ne resta in Puglia”. E già questa mi pare una prima, gigantesca cazzata, per diverse ragioni. La prima è che non mi risulta che gli aeroporti delle principali destinazioni turistiche siano collocati direttamente all’interno della destinazione stessa, a meno che non si tratti di turismo delle capitali, ma è evidente che la Basilicata non attrae quel genere di visitatori. Se uno sceglie di venire in Basilicata sa che non verrà a fare un city break (tipo Parigi o Londra tanto per intenderci), ma viene in Basilicata per altre ragioni. In secondo luogo la teoria della mancanza di aeroporto sembra ancora meno convincente laddove si consideri che infinite sono le mète turistiche sprovviste di aeroporto, raggiungibili soltanto in macchina o in treno eppure sono piene di visitatori gran parte dell’anno. Infine il solerte operatore turistico intervistato dovrebbe sapere molto bene che la distanza che  intercorre tra gli aeroporti e le località da raggiungere non è mai in genere molto ravvicinata e, tanto per fare un esempio, se prendi un volo low cost per arrivare a Londra Stansted, ci vogliono più di 80 chilometri per arrivare al centro della città. Ma la stessa cosa vale anche per aeroporti di altre città europee e non solo.

Più preoccupante, a mio modo di vedere, il giudizio riferito da una operatrice brasiliana che all’intervistatore afferma quanto segue: “In Basilicata non c’è una vera ragione che giustifichi un viaggio da parte di turisti brasiliani direttamente in questi luoghi. Perché dal Brasile i turisti dovrebbero visitare la Basilicata?”.  Queste parole mi hanno fatto un po’ sobbalzare dalla sedia. Se, nonostante anni di promozione e copiosi investimenti turistici atti a creare un prodotto Basilicata “unico ed irripetibile”, allora forse qualcosa abbiamo sbagliato. L’affermazione del tour operator brasiliano dovrebbe aprire una riflessione profonda in seno ai vertici dell’Apt e di tutti gli istituti preposti alla diffusione del prodotto Basilicata nell’immaginario turistico internazionale. A mio avviso, per una serie di motivazioni che vanno da ragioni naturalistiche alla politica degli “attrattori” (termine orribile, ma che uso per capirci), la Basilicata un prodotto di eccellenza ce l’ha, basti pensare al caso Matera. Ma se questa eccellenza non viene percepita all’esterno la cosa smette di aver valore, ed ecco che la ricettività non trae alcun vantaggio sul mercato turistico globale. Per cui non ha alcun senso una discussione circa le infrastrutture (aeroporto si / aeroporto no), bensì su come riuscire a veicolare il prodotto Basilicata quale prodotto di eccellenza a livello internazionale. Fa specie che non si sia stati all’altezza di farlo rilevare neppure ad operatori specializzati chiamati a fare un tour esplorativo di persona direttamente sul posto.

Una delle conseguenze di questo ragionamento potrebbe essere riassunta nella tabella che segue, pubblicata dall’ENIT, il portale nazionale del turismo. Ecco una vera ragione per preoccuparsi, molto al di là di quello che possono affermare gli operatori intervistati, molto al di là dei dati percentuali di arrivi e presenze e molto al di là del campanilismo e del tifo che ci raccontiamo. Se, da un anno all’altro, la spesa complessiva dei turisti stranieri in Basilicata – ovvero l’unico dato che realmente abbia una valenza concreta –  è crollata di oltre il 50% passando dagli 83 milioni di euro spesi nel 2014 ai 41 mln/€ spesi nel 2015, ecco che si manifestano in tutta la loro drammaticità  gli effetti della crisi internazionale ai quali, con evidenza perfino spietata, non ha saputo porre rimedio la definizione delle strategie turistiche locali, anche – e nonostante – il dirompente effetto Matera 2019.

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