BASILICATA,TERRA DI…..

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Margherita Marzario

 

Basilicata, terra di 131 paesi, dalle famose Matera e Maratea ai quasi omonimi Marsicovetere e Marsico Nuovo, terra consacrata e devota alla Madonna, terra delle “masciare”, terra dei due mari, terra di mani segnate da ogni lavoro, terra di tanti martiri ignoti, terra ricca di ogni materia, terra attraversata da tanti fiumiciattoli tra cui il Marmo Platano, terra da alcuni maltrattata, terra malinconica: terra materna e talvolta matrigna, ma comunque magica!

Cuore del Sud, terra ricca di “ri-sorse” umane e naturali da ben impiegare e condividere e non da sfruttare o sottrarre. I lucani devono “ri-sorgere” e far “ri-sorgere” la lucanità, talvolta obnubilata o obliata.

Terra di “etnografia gustemologica”: dalla minestra a base di ceci (considerata la prima forma di pasta) descritta dal grande poeta Orazio alla salsiccia lucanica (le cui origini sono rivendicate anche da altre regioni), menzionata da Cicerone e Marziale, agli involtini di interiora, con varie denominazioni dialettali.

“[…] ci rivela che viviamo in una terra di confine tra aspirazione alla felicità e ansia di morte e che il presente non può essere mai disgiunto dal passato” (dalla recensione del libro su un immaginario elefante bianco in Basilicata “Fernanda e gli elefanti bianchi di Hemingway” del giornalista e scrittore lucano Raffaele Nigro). La Basilicata, terra da scoprire nella sua storia e da scolpire nella propria memoria!

La Basilicata può essere considerata l’Umbria del Sud per varie affinità, tra cui l’essere anche una terra di santi, dalla leggenda del passaggio di S. Antonio da Padova nei pressi di Rotonda (PZ) a S. Giovanni da Matera (che si ricorda il 20 giugno).

A testimonianza delle antiche radici culturali e dell’antica devozione mariana della Basilicata, da ricordare il culto della Madonna scura di Viggiano (PZ), patrona di tutta la regione e il nome della Madonna della Bruna di Matera, patrona della città (secondo l’antica tradizione derivante dai versetti del Cantico dei Cantici 1, 5-8, la Madonna aveva un colorito scuro, concezione, poi, cambiata nel Medioevo).

La sacralità della Basilicata è avvolta in un abbraccio dall’alto dei cieli: ad est i bracci della croce sulla rupe della chiesa rupestre di S. Maria de Idris a Matera, ad ovest le braccia del Cristo Redentore sulla roccia a Maratea, che volge emblematicamente le spalle al mare.

La Basilicata è anche una terra cinematografica. Tre i film girati dal grande regista Francesco Rosi (1922-2015): “C’era una volta” (1967), “Cristo si è fermato a Eboli” (1979), “Tre fratelli” (1981). Sperando che i titoli di questi film non diventino tristi presagi delle sorti di una regione indebolita dallo spopolamento ed altri problemi.

Terra e cattedra di “paesologia” e “paesanologia”. Dai calanchi lungo il fiume Cavone al piccolo canyon del torrente Gravina a Matera, dai resti greci della Piana del Metapontino alle Piccole Dolomiti Lucane, dalle varie dighe ai laghi vulcanici di Monticchio, dal paese fantasma di Craco vecchio al castello di Melfi. California, Scozia, Irlanda, Cappadocia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Umbria…: tutto concentrato nella piccola Basilicata.

Basilicata, fucina di studi di dialettologia con i suoi 131 comuni con dialetti differenti, ricchi di grecismi, latinismi, francesismi, arabismi ed altro ancora. In Basilicata esiste questa ricca e curiosa varietà di dialetti per varie ragioni: distanze geografiche tra un paese e l’altro, passaggi di popoli diversi, paesi collocati su alture, ritrosia atavica delle varie comunità.

Basilicata, terra di particolarità botaniche: dalla melanzana rossa di Rotonda (PZ) all’orchidea mateolana della Murgia materana.

Terra di sonorità: dai versi dei vari uccelli della fauna locale, come la calandra (allodola) da cui forse ha preso il nome il paese Salandra (MT), ai campanacci delle mucche podoliche lungo le sponde del fiume Basento; dall’apparente silenzio di Craco vecchio al lento o tumultuoso flusso dei torrenti, nei periodi di secca o di piena; dai tanti bambini che giocavano rumorosamente o riottosamente in strada (e che non ci sono più) ai vecchietti che chiacchierano pigramente e sommessamente nei paesi semispopolati.

La Basilicata, una piccola perla tutta da scoprire all’interno di un’ostrica ancora attaccata al suo scoglio: regione ovunque semplicemente bella, dalla forma rotonda di Rotondella ai particolari centri storici di Atella e Bella.

Matera, Metaponto, Maratea, Monticchio, Melfi. 5 M, un pentagono di meraviglie e di ricchezze della Basilicata: storia, arte, cultura, enogastronomia, mare! Maratea: isolotto di Santo Janni da raggiungere, grotte da scoprire, mare da ammirare, porticciolo cui attraccare, centro da visitare, reliquie di S. Biagio da venerare, statua di Cristo, “sempre giovane e senza tempo”, cui volgere lo sguardo e aspirare dopo tanti tornanti. Maratea può essere l’emblema di tutta la Basilicata: terra “sempre giovane e senza tempo”, da raggiungere, da scoprire, da ammirare, cui attraccare, da visitare, da venerare, cui volgere lo sguardo e aspirare nonostante tanti tornanti!

La Basilicata, da Ferrandina ad Irsina, da Metaponto con ogni sua Tavola Palatina a Castel Lagopesole con la sua Cappella Palatina, da Matera sul torrente Gravina e la Cripta del Peccato Originale, che delle chiese rupestri è la Cappella Sistina, ad ogni altra zona lontana o vicina: una regione tutta carina ed una continua scoperta per chi vi si incammina!

“La Luna è lo specchio del tempo” (poeta persiano). La Basilicata con i suoi paesaggi lunari è lo specchio del tempo: Matera con i Sassi e la Murgia, le spiagge grigie di Maratea, i siti archeologici, i calanchi, il marmorizzato pino loricato tra i massi del Pollino, il greto dei torrenti nei periodi di secca, i terreni argillosi riarsi e spaccati dalla siccità. La Basilicata, regione senza tempo e oltre il tempo, è proprio come la Luna: rispecchia e suscita vari stati d’animo.

Basilicata: dalla pietra di Gorgoglione ai calanchi lungo il fiume Cavone, dall’antichissimo Rapone a Montemilone sul roccioso sperone. Ogni escursione è una piccola emozione che fa grande la lucana regione!

Basilicata fa rima con “disgraziata” ed “immobilizzata”; dipende da ognuno renderla “riscattata” e “ridestata”.

“Là dove è passato l’uomo, dove ha lasciato qualche impronta della sua vita e della sua intelligenza, là sta la storia” (uno storico francese). La Basilicata, terra di passaggio di tanti popoli e di molti uomini: dagli antichi Enotri ai Greci che fondarono la Magna Grecia, da Federico II di Svevia alle soste dei Cavalieri di Malta (per es. a Grassano), dai monaci di ogni ordine ai briganti, sino a giungere agli imprenditori che sfruttano risorse e poi abbandonano la regione rovinando aspettative e ambiente.

“[…] vorrei ripetere, questa mattina, a voi pellegrini lucani: “Siate ottimisti! Non lasciatevi mai sopraffare dallo scoraggiamento e dalla paura! Non cedete alla tentazione della mediocrità e dell’abitudine! Coltivate nell’animo desideri alti e generosi! Seguite le orme del Divin Maestro, che vuol fare di voi i suoi testimoni! Vi sostiene e vi sorregge la speranza cristiana”. Sì, il Signore chiama ciascuno di voi ad essere realizzatore infaticabile del suo disegno di salvezza, che cambia i cuori. Cristo ha bisogno di voi per fare della vostra Regione una terra di pace e di speranza” (Giovanni Paolo II ai pellegrini lucani, in visita al Vaticano il 30 maggio 1992). Indipendentemente dalla fede cristiana, la Basilicata è e può essere sempre di più “terra di pace e di speranza”: basta crederci!

Basilicata, terra di tanto e tanti! Terra da salvaguardare dentro e promuovere fuori: basta impegnarsi e coalizzarsi dallo Jonio al Tirreno, dal Pollino al Vulture, da Matera a Maratea!

Evviva la Basilicata, evviva i lucani!

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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