IL BEATO FALCONE DELLA ANTICA NOJA DI BASILICATA

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Leonardo Pisani beato falcone della antica noja basilicataBy Leonardo Pisani

 

Personaggio poco noto ma fondamentale sia per la storia della SS. Trinità a Cava dei Tirreni della quale fu priore sia per la storia del giovane Regno di Sicilia fondato da Ruggero II  a Melfi, proprio nella terra di origine del beato  Falcone. Non si conosce la sua data di nascita ma solo il luogo l’antica Noja appartenente al feudo di Chiaromonte  in appannaggio   della famiglia normanna dei Sanseverino ossia l’attuale Noepoli.

beato falcone della antica noja basilicataFalcone entrò sin da giovanissimo nell’ordine dei benedettini e si formò sotto la guida dell’abate s. Pietro I Pappacarbone, che governò l’abbazia dal 1079 al 1123, con più di 3000 monaci.
Seppur  giovanissimo  fu nominato priore dell’importante monastero di Cersosimo in provincia di Potenza e di altri in Calabria, tutti dipendenti dall’abbazia di Cava.
Falcone il 6 novembre 1141, succedette all’abate beato Simeone come superiore generale, nell’abbazia madre, dove si distinse come eccellente oratore e ottimo amministratore, la sua opera è documentata in otto volumi di ‘Index chronologicus’.Con il suo  carisma e influenza fu artefice di  donazioni di beni e di vassalli che con la sua opera affluirono a favore dell’abbazia e la fondazione e l’aggregazione di nove monasteri e chiese, estese dalla Campania alla Basilicata. Il lucano fu una vera eminenza grigia del Regno di Ruggero il Normanno che spesso lo chiamò nella capitale Palermo, una città cosmopolita dove le lingue ufficiali erano il latino, il greco e l’arabo.
Il benedettino di Noepoli oltre a un fine teologo era anche un giurista eminente ed apprezzato, tanto da essere richiesto per dirimere intricate questioni giuridiche ed amministrative civili, sia le problematiche  tra il regno e  il Papato sia  da re Ruggero il Normanno che dai vescovi della regione . beato falcone della antica noja basilicata
Il beato Falcone morì il 6 giugno 1146 e il suo corpo fu deposto presso l’altare di s. Caterina; nel 1675 venne traslato nella cappella detta dei Santi Padri, ristrutturata e rivestita di marmi policromi, contenente oltre le sue, anche le reliquie di altri 11 beati e santi abati successori del fondatore s. Alferio, venerato al centro, sotto l’altare della cappella.
Il 16 maggio 1928, papa Pio XI confermò il culto del beato Falcone, insieme agli altri sette beati, abati dell’abbazia della SS. Trinità.
La sua festa è celebrata il 6 giugno.

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