CRONACHE DI FINE OTTOCENTO
LUCIO TUFANO
«Siamo sotto la tormenta… La campagna è tutta coperta di neve caduta abbondantissima e di lontano la foresta dell’Arioso ed i boschi della Pallareta biancheggiano del candido velo, di cui le secolari querce ed arse frondi son recinte… triste questo pezzo di cielo lucano quando si appressa l’uragano, e la tempesta batte e flagella la campagna brulla.
In questi tristi e grigi inverni si organizzano feste di beneficenza al teatro Stabile. Lo scopo è duplice, da una parte quello di aiutare i poveri della città, dall’altro quello di dare una mano al piccolo commercio locale che così ha occasione di liquidare buona parte delle scorte di magazzino invendute con il sistema delle lotterie.
Il comitato di beneficenza organizza concerti musicali, veglioni, festival, e si suddivide in sotto comitati dei quali il più importante è quello delle signore.
Gli impiegati affollano la drogheria di Paolo Diamante per comprare le caramelle di zucchero vetrato conio la tosse e l’influenza, menie gli artigiani e gli operai si distribuiscono nelle cantine, specie in quella di Vincenzo Saponara, al Vico 2 di Portasalza, la cantina di Chianizzo, dove si beve il vero vino di Tolve. I giornalidel tempo: quest’ultima decade di gennaio si è distinta pel tempo pessimo e l’atmosfera carica di elettricità, e quindi abbiamo avuto neve in diverse volte ed in quantità non indifferente, pioggia alternata con nevischio, lampi e tuoni, un tempo maldestramente uggioso per le classi povere. Per fortuna il comitato delle signore lavora senza soste per assicurare ai poveri un buon gruzzolo con i divertimenti in programma. Tutti sanno però che, più delle feste e dei soccorsi, vi sarebbero voluti seri provvedimenti di governo capaci di risollevare le condizioni dei commercianti noi facciamo l’augurio, scrive La Giovine Lucania, che alle feste carnevalesche faccia seguito una maggiore energia ed un maggiore interessamento delle autorità locali nel favorire e promuovere le iniziative private e nell’assicurare alla città quel miglioramento economico cui tanto aspira».
Delle buone signore della borghesia, parla Il Lucano: Mentre i bianchi fiocchi sfarfallando capricciosamente turbinano nell’aria e vanno ad accrescere i candidi e soffici strati di neve che uguagliano le misere capannucce e i più ricchi palazzi, le nostre donne, dall’animo forte e dal cuore gentile, indovinando le miserie, che la rigidezza del verno fa accrescere e rende più spaventose, sfidando coraggiose il gelo e il freddo, si avventurano per le vie più malagevoli della città. Come le buone fate delle favole abbandonavano i palazzi di diamanti e di oro, così le signore lasciano i loro eleganti salottini, dove scoppietta allegro nel caminetto un buon fuoco, per riunirsi in comitati e sottocomitati, i quali dovranno fare in modo che le feste che si daranno a pro della carità, siano più proficue….
Il successo è sicuro per il fatto che a capo della provincia vi è un Prefetto come il comm. Bettioli. Il comitato delle signore è presieduto dalla contessa Bettioli.
La classe impiegatizia ed in ispecie quella dei funzionali, per la maggior parte forestieri, risponde largamente all’appello con questa considerazione della stampa: che appunto confrontando la condizione dei popolani e operai di qui, con quelli delle altre città e, trovatala più misera, ne sentì maggiore pietà di quella classe della cittadinanza, la quale, essendo paesana, è abituata alla vista di questa povertà e miseria e non ci fa più tanto caso. Anche la signora Anna Branca Caracciolo di Forino, mandando la sua ragguardevole offerta di lire cento, scrive: sono lietissima di poter fare qualche cosa per Potenza, e ringrazio il comitato di aver pensato a me. Mi riserbo di inviare qualche piccolo dono per la pesca di beneficenza.
LE FOTO SONO TRATTE DALLA PAGINA FB POTENZA D’EPOCA, CHE SI RINGRAZIA
