Antonio Bochicchio
“Francamente non riesco a capire tutto questo entusiasmo dei partiti di governo sia a livello nazionale che locale sull’approvazione del cosiddetto decreto sicurezza del governo Meloni. Il ricorso al decreto, che ricordo, dovrebbe utilizzarsi solo in casi di urgenza e di particolare necessità, ma che Meloni & C. in due anni e mezzo di governo hanno già utilizzato 89 volte (è record assoluto per un governo italiano), la stessa Meloni quando era all’opposizione lo ha sempre combattuto definendolo come strumento di mortificazione delle prerogative del Parlamento”. Lo dichiara il consigliere regionale e esponente nazionale del Psi Antonio Bochicchio , il quale aggiunge; “Dunque al netto del metodo utilizzato a me sembra che questa nuova “trovata” del Governo sia l’ennesimo colpo di teatro per distrarre la massa dai veri problemi che attanagliano il Paese. Con la produzione industriale ormai bloccata da mesi, con una galoppante perdita del potere d’acquisto, con una sanità al collasso che oltre ai proclami non ha visto nessun provvedimento risolutivo delle liste di attesa, il Governo non trova di meglio da fare per impiegare il proprio tempo, che far approvare un decreto che è solo una dimostrazione di forza inutile. Con questo decreto l’Italia non sarà più sicura perché non combatte a viso aperto il potere malavitoso rilanciando una nuova stagione di lotta alla mafia. L’Italia non sarà più sicura perché uno Stato che reprime il dissenso è uno Stato che diventa cattivo solo con i suoi cittadini, quelli che combattono per l’affermazione dei diritti e lottano per uno stato di diritto. Sono almeno tre le ricadute negative e dirette di questo decreto: cambia il rapporto tra forze dell’ordine e cittadini con una disparità nei confronti dei secondi; rende il dissenso un crimine (però solo per le proteste in materia ambientale e non considerando quelle degli agricoltori); i reati commessi dai servizi segreti non saranno più punibili”.
