CAIATA FA APPELLO ALLE FORZE VIVE DELLA CITTÀ

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Giovanni Benedetto

Destino ha voluto che il primo ciclo della Presidenza Caiata si chiudesse con una crisi. Questa volta non una crisi societaria ma globale, di sistema; una crisi che ha riguardato tutto il mondo produttivo  nazionale e internazionale.
Tutta l’Italia è ferma da due mesi.
Stiamo entrando nella cosiddetta fase 2 , quella  del riavviamento scaglionato, a partire dalle grandi e medie industrie, per giungere al commercio e alla ristorazione. Sulla ripresa del calcio ci sono proposte provenienti dai presidenti di lega e federazione, che il governo, con gli organismi tecnici, sta vagliando con attenzione per provvedere a stilare le condotte a cui le società devono adeguarsi per salvaguardare la salute dei calciatori e di tutto il personale coinvolto.
La lega pro, a differenza della lega di serie A, propende  per sospendere i tre gironi e pensare al prossimo campionato.
Questi aspetti saranno discussi prossimamente nella riunione di lega.
In casa Potenza, come in tutte le società di serie C, c’è stato un tracollo economico, che ha messo in ginocchio i conti di tutte le società. E la situazione sarà la stessa fino a quando gli stadi non si riempiranno di tifosi e l’economia dell’indotto che circola intorno ad una società di calcio non si riprenderà pienamente.
Intanto il mese di giugno, che è il mese della programmazione del prossimo campionato, è vicino, e mancano almeno due passaggi importanti che saranno fatti a livello di Lega insieme alla Fgic nel mese in corso:
una nuova ridisegnazione dei gironi, un diverso inquadramento normativo ed economico dei calciatori della lega pro e la rivisitazione delle regole delle licenze per il diritto d’iscrizione delle società ai rispettivi campionati.
I problemi sul tappeto sono tanti e le certezze sono pochissime.

Caiata, Iovino e Fontana

Il Presidente Caiata, oggi in conferenza stampa, ha spiazzato tutti e ha anticipato le strategie societarie  che vuole mettere in atto per non darsi per vinto.

Chi si aspettava un addio al sogno dell’ avventura sportiva di Caiata può  trarre un sospiro di sollievo.

Come un giocatore di poker, ha rilanciato insieme ai suoi due soci Antonio Iovino e Maurizio Fontana.
Davanti a tutto, ha posto il cuore, la passione, i sentimenti, la maglia del Potenza, l’appartenenza ad una comunità, ad una regione a cui vuole continuare a dare il suo contributo.

Il combattivo e trascinatore Caiata ha fatto un caloroso appello a tutte le forze vive della città, di unirsi tutti intorno al progetto Potenza, lasciando alle spalle invidie e colori partitici. Bisognerebbe dargli ascolto.

 È vero, il momento è difficile in tutti i settori, ci sono bisogni più immediati da soddisfare, ma offrire anche nei momenti recessivi, divertimento, serve comunque a conquistare spazi di libertà e qualità  di vita.

Si riparte dalle fondamenta, non da zero, sappiamo che i muri sono crollati ma le fondazioni hanno retto: Caiata, Fontana e Iovino sono li, pronti a reggere sulle loro spalle la nuova casa.
C’è bisogno di molta manodopera: dai manovali, ai muratori ai tecnici, più sono e meglio è.
Fuori di metafora bisogna che si faccia una grande squadra dove ognuno deve fare la sua parte in base alle proprie possibilità.
Le energie in città ci sono e sono chiamate a raccolta affinché nella Potenza città europea dello sport 2021 ci sia anche il calcio professionistico.
Non ci sono obiettivi immediati: l’importante è partecipare, esserci, poi si costruisce in base alle risorse a disposizione.
Anche da questo punto di vista conosciamo l’equilibrio e la gestione oculata che Caiata ha fatto e continuerà a fare della società: senza passi falsi, si bada sempre alla qualità in funzione delle risorse a disposizione.
Come tre anni fa, si affrontò una sfida difficile se non impossibile , oggi ,alla luce dei ripetuti successi passati, possiamo convenire che con la rinnovata TROIKA societaria, si riprende nel solco degli anni precedenti.

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Sull' Autore

Giovanni Benedetto

Mi sono occupato per 40 anni prima in Rai e poi in Rai way dell' esercizio degli impianti alta frequenza della Rai in Basilicata. Per vent'anni in qualità di quadro tecnico sono stato responsabile del reparto di manutenzione degli impianti alta frequenza: ripetitori, trasmettitori tv e mf, ponti radio e tutti gli impianti tecnologici connessi. Ho presieduto tutta la fase della swich-off analogico- digitale della rete di diffusiva della Basilicata. Nel 90 per tre mesi come tecnico della Rai Basilicata ho lavorato al centro , ibc, di Saxa Rubra, per inoltrare i segnali televisivi e radiofonici provenienti dai dodici stadi accreditati ai mondiali 90, attraverso i ponti radio e i satelliti in tutto il mondo. Fuori dal mondo produttivo, mi sento un cittadino libero e curioso, che osserva con attenzione la realtà che mi circonda. Attento al comportamento della politica e delle istituzioni e alle decisioni che esse assumono e che incidono sul nostro destino , sensibile ai fenomeni e ai cambiamenti che attengono la nostra società: comprese le virtù e le miserie che essa esprime; sempre raffrontando il presente col passato per schiarire meglio la visione del futuro.

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