CALCIO, ASPETTANDO UN MIRACOLO A MILANO

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by ROCCO SABATELLAcalcio aspettando un miracolo milano

Che cosa c’è da segnalare di importante nel campionato di serie A che si è appena concluso? Alcuni fatti molto positivi ed altri negativi che non sarà facile superare. Il crac è sicuramente il quinto scudetto consecutivo della Juve che ha battuto anche tanti altri record in una  stagione cominciata nel peggiore dei modi e proseguita invece con una serie impressionante di successi che prima le hanno consentito di recuperare lo svantaggio e poi di cavalcare vittoriosamente verso il titolo. Degno di essere magnificato è anche l’exploit di Gonzalo Higuain che con i 36 gol segnati ha superato il record di Nordhal che resisteva da diverso tempo, esattamente dalla stagione 1949-1950.  E grazie alle sue prodezze il Napoli rientra nella Champions direttamente dalla fase a gironi. Che invece dovrà conquistare con i preliminari la Roma di Spalletti. Al quale va il grande merito, dopo aver preso una squadra quasi allo sbando sotto Garcia, di aver ridato gioco, stimoli, entusiasmo e anche risultati. Per il Sassuolo questa, invece, resta una stagione da ricordare perché con il sesto posto avrà la possibilità di prendere parte all’Europa League se la Juventus conquisterà la Coppa Italia superando il Milan. E’ un giusto premio per la società emiliana che in quanto a programmazione e ad organizzazione può essere annoverata tra le migliori del nostro panorama calcistico. Anche meglio e non è assolutamente un’esagerazione delle due società milanesi. Inter e Milan, infatti, sono stati senza dubbio gli autentici flop della stagione. E non traggano in inganno le dichiarazioni di Mancini e dei dirigenti che si dicono soddisfatti di quanto fatto in questa stagione solo perché hanno acquisito il diritto di partecipare all’Europa League con il misero quarto posto che certamente non era l’obiettivo che i nerazzurri si erano prefissati ad inizio stagione. E le premesse per il futuro non sono certamente rosee sotto l’aspetto economico se è vero come è vero che Thoir sta cercando partner cinesi come il pane per avere agibilità economica e accontentare le richieste di Mancini per la prossima stagione. Come sarà necessario anche sacrificare qualche pezzo da novanta dell’Inter ( Handanovic o Icardi) per cercare di mettere in piedi un mercato in entrata di buon livello. E non puntare solo sulla ricerca di parametri zero di valore come già fatto con l’argentino Banega e il turco Erkin. O come potrebbe succedere con l’olandese Vilhena al quale la società nerazzurra ha offerto un contratto di cinque anni. Sta di fatto che lo stesso tecnico nerazzurro proprio perché si rende conto dell’evidente fallimento, non sarebbe affatto scontento se ci fossero le condizioni per operare un’altra rivoluzione tecnica che coinvolgerebbe oltre metà dell’organico dell’Inter. Ma questo progetto cozza pesantemente con il fattore economico atteso che la società del presidente Thoir dovrà obbligatoriamente presentare all’Uefa l’esercizio economico 2016-2017 chiuso in pareggio. Per cui è probabile che Mancini si dovrà “accontentare” solo di ritocchi per migliorare l’organico. Ancora peggio è la situazione del Milan che ha chiuso ignominiosamente la stagione facendosi travolgere dalla Roma e beccandosi la standing ovation al contrario da parte dei tifosi che si sono alzati in piedi ed hanno subissato di fischi la squadra estendendo il dissenso anche nei confronti della società. E’ vero che il Milan ha ancora la possibilità di prendere parte all’Europa League se riuscisse a vincere la Coppa Italia. Ma come possono pensare i rossoneri ormai allo sbando di poter battere sabato prossimo all’Olimpico di Roma i pentacampioni della Juventus? Solo affidandosi al motto che la speranza è l’ultima a morire. Per il resto questa stagione ha certificato il fallimento totale del Milan: tecnico, economico e ovviamente di risultati. Una società che fino a tre anni veniva additata per le vittorie internazionali e per la solidità finanziaria, adesso non ne azzecca davvero più una. Soldi, 122 milioni di euro, investiti male nello scorso mercato estivo, il patron Berlusconi che sbaglia tutte le scelte compresa l’ultima, chissà da chi suggeritagli, di esonerare Mihalovic e promuovere Brocchi, un tecnico come Di Francesco che preferisce il Sassuolo ai rossoneri. Insomma nella Milano rossonera regna sovrano il caos. Con Berlusconi ancora dubbioso sul dilemma: cedere la società ai cinesi oppure orgogliosamente continuare ma preparandosi a sborsare un’altra quantità industriale di soldi per il tanto atteso rilancio delle ambizioni del Milan. Non c’è da aspettare molto per avere il quadro esatto della situazione e di conoscere le decisioni finali.

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