by DINO
ROSA
Ho conosciuto Camillo Ciorciaro quando aveva i pantaloni corti e seguiva Mario, il fratello maggiore, come se fosse un Dio, pronto ad emularne i comportamenti, per sentirsi più grande anche lui. La storia di tutti i fratelli minori che a un certo punto si stancano di seguire e se ne vanno per la loro strada. Lui, Camillo Marcello Ciorciaro, ha preso una strada che mai ci saremmo aspettati, riservato e timido com’era allora e propenso al riserbo, tutte caratteristiche che sono il contrario di uno che si pone, per mestiere, al centro dlla scena. Ma forse già da allora era un modo inconscio, da attore, di dissimulare la sua creatività nascosta.
– Come è nata la tua passione per la recitazione?
In verità non pensavo che avrei percorso questa strada. Ero andato a Bologna per studiare Giurisprudenza, non perché avessi una passione per la toga ma per quella certa sicurezza che allora la carriera di avvocato faceva intravvedere Vivere a Bologna però di apre l’orizzonte, ti stimola: piazza Maggiore, il Pratello, i Giardini del Guasto, piazza Verdi, i portici che caratterizzano le vie della città, eccetera. Proprio sotto i portici, la notte, amavo andare a pattinare. Fu lì che il mio futuro inizio’ a presentarsi. Una nuova amica, Mila, anche lei amante dei pattini, dopo qualche km percorso insieme lancio’ una proposta: spaghetti aglio e olio a casa mia? Io rimasi molto colpito dalla sua espansività e accettai di buon grado. Quando arrivammo a casa sua, poco lontano da via Zamboni, mi ritrovai davanti agli occhi uno spettacolo incredibile. In una cucina di non più di 20 mq c’erano forse 30/40 ragazzi a ridere, a bere e a mangiare. Io non mi feci pregare, mi inserii subito nella festa e dopo poco ero a dir poco alticcio. Insomma, fra un brindisi e l’altro, fra una stretta di mano e un abbraccio, non so neanche perché mi ritrovai a recitare una poesia scritta da mio padre. Quando finii andai subito a sedermi vicino a Mila con il cuore che batteva all’impazzata. Lei mi guardò e mi disse con parole molto semplici e dirette che era stato emozionante ascoltarmi. Quella semplice frase mi cambiò la vita e, non so come, mi trasferii a Roma per studiare recitazione. Ne avevo parlato con la famiglia e mio padre e mia madre, superato il primo sgomento,e messe da parte le comprensibilissime preoccupazioni, mi aiutarono ad intraprendere questa nuova strada.

– Cosa porti delle tue radici nel tuo lavoro?
Sinceramente tutto! Sono lucano, sono fiero di esserlo e, quando salgo su un palco o mi ritrovo su un set, porto tutta la mia storia. Ogni volta che ho la possibilità di portare uno spettacolo o contribuire a qualche progetto nella mia terra sono sempre felicissimo, perché sono grato e orgoglioso di quello che mi ha dato e anche se ora vivo a Roma non perdo occasione per tornare. …anche perché la cucina lucana è semplicemente la migliore.
-Parlami della prossima stagione
Sarà un anno impegnativo.Insieme ai miei spettacoli/mie produzioni “Mythos, memoria di un racconto”, “Storia Nostra, viaggio nel mondo della Poesia Italiana” e un altro su Dante a cui sto ancora lavorando, che porterò in scena sia per un pubblico serale, sia in matinée per le scuole di tutto il Lazio e della Basilicata, a teatro, fra altri testi ancora da definire, interpreterò Crasso in uno spettacolo sulla figura di “Catilina”; Ivàn ne “I Fratelli Karamazov”; Ulisse nell’ “Odissea” e, forse, riuscirò finalmente a riportare in scena un testo che amo e che anni fa riempi’ il cinema 2 torri a Potenza: “Il Grigio” di G. Gaber. Per quanto riguarda il cinema invece mi divertirò a vestire i panni del Brigante Terenzio Grossi nel film “La Banda Grossi” in uscita nelle sale cinematografiche nel 2017.
-genere?
La Banda Grossi è una storia di grande violenza e di altrettanto coraggio che ha come protagonista un nullatenente di Urbania di nome Terenzio Grossi.
Un misero bracciante per lo Stato, un servitore tradito per la Chiesa, un eroe del popolo per il proletariato marchigiano…La Banda Grossi è un’emblematica banda di briganti che nel 1860 mise a ferro e fuoco la provincia di Pesaro e Urbino con omicidi, grassazioni, violenze e furti d’ogni tipo, guidata da un capobanda fiero e irriverente, uno che ha alzato la testa in un momento in cui tutti tacevano… Briganti per qualcuno, eroi per altri: uomini destinati a cambiare la storia, poi dimenticati. Ma …lasciamo stare la trama. Ti posso
Per salutarci, qual è il tuo motto nella vita? 
Memento audere semper
PER APPROFONDIMENTI