Carlo Petrone: la poesia del cuore nell’autenticità dei sentimenti

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All’indomani della prematura scomparsa del collega Carlo Petrone, Talenti Lucani vuole ricordarne la figura di poeta, con questa bella recensione fatta dal Prof.Mario Santoro  al suo libro di poesie “Il soffio di un bacio” – Edizioni Ermes – Potenza – 2000.

Mario Santoro

La leggerezza del verso in Carlo Petrone, nella quasi impalpabilità della proposizione tematico-argomentativa, è sostanziata dalla profondità dei sentimenti che sono certamente dichiarati con assoluta naturalezza e con intenti comunicativi che vanno ben al di là della denotazione e della referenzialità per gli apporti inferenziali e per le connotazioni che sono implicite o affidate a certe conclusioni che assumono il tono della sicurezza.
Certamente il volume “Il soffio di un bacio”, agile quanto prezioso, si caratterizza come fondato sull’amore, e quindi in chiave lirico- intimistica, nella sua vasta gamma di espressioni; amore che invita, incoraggia, allude, spinge, pulsa e che realizza situazioni e atmosfere particolari e rarefatte nei desideri-propositi, sempre giovanili, nelle indicazioni accennate, negli slanci composti eppure liberi da freni di alcun genere, nella spontaneità e nella ricchezza interiore che funge da base di riferimento e da filo conduttore. Ed è questo che fa dire a Giovanna Melandri in prefazione: “L’amore e la guerra, il sogno e ‘l’ardore del mondo’, la morte gitana e la grande patria mediterranea…
Queste suggestioni si rincorrono nei versi di Carlo Petrone, dove l’adesione al presente non rinuncia al contatto col mito nella sua dimensione fortemente corporea, ancorata alle sensazioni materiali come nucleo costitutivo della dimensione poetica”. E no  possiamo non condividere precisando che è sempre l’amore a permeare di sé tutto il resto, a richiamarlo direttamente o indirettamente, ad innervarlo e a condirlo. Già l’apertura è una splendida e limpida dichiarazione d’amore affidata com’è ad un tu dialogico-intimistico-confidenziale e conversativo e al verbo rigorosamente al condizionale che sa tanto, se non di realtà, troppo facile e scontata, di possibilità:
“Ti porterei
dove il sole scende
senza tuffarsi in mare
e la luna sale,
ma non tocca il cielo”.
Si assiste già ad una doppia verticalizzazione dove la discesa avviene morbidamente e senza sprofondamenti e la ascesa segue lo stesso ritmo senza impennate ma con certezza e senza toccare il cielo che di per sé è irraggiungibile. C’è molta delicatezza in questi versi e si coglie anche nelle comparazioni incomplete e nei riferimenti che sono vere e proprie allusioni che evidenziano un che di impalpabile e forse anche di irreale; la stessa delicatezza si ripropone puntuale anche nelle composizioni successive e nella ostentata convinzione di una speranza che non solo regge agli urti del tempo ma che si prospetta come possibile e anzi assai vicina e quasi sfiorabile.
Si avverte, poi, una sorta di ripercorso nel tempo e un restituire ai sentimenti la semplicità e la purezza che suona come fanciullesca nel suo indirizzarsi tenero ma anche deciso, nel proposito, antico eppure nuovo, di rubare quasi un bacio sulla riva del fiume, tenendosi per mano, nella consapevolezza che la luna possa spiare, sorniona e compiacente. E in tal modo, realizzato il miracolo, l’autore vagheggia di poter vivere tutta la notte la magia e l’incanto e di poter, se non fermare il tempo, almeno attendere l’aurora:
Teniamoci per mano questa sera
per arricchire il mondo di un amore,
sediamoci sull’argine del fiume,
baciamoci, spiati dalla luna”.
E la luna, complice, misteriosa, ammiccante, silenziosa e capace di custodire i segreti nel fondo del suo animo immenso, torna di frequente nelle poesie, quasi angelo custode o punto guida, o ancora elemento
indispensabile perché un sentimento, al suo chiarore, possa essere tranquillamente suggellato e quasi benedetto. Si tratta di luna più che amica, sicura confidente alla quale conviene concedersi. Non a caso il poeta altrove scrive:
Perché al calar della notte
non porgi un messaggio alla luna
cercando la mano di un uomo
per stringerla forte al tuo seno?”
E la luna torna generalmente per segnare una situazione di rasserenamento e di convinta accettazione delle gioie e delle pene d’amore. Essa sovente si accompagna al silenzio, al lucore delle stelle, allo splendore del firmamento, al mare con il suo invito alla confidenza piena e alla fiducia assoluta e totale:
Con te parlerei delle cose del mare,
dell’alba che porta una rosea speranza,
dell’acqua serena nell’argenteo lunare”.
Il poeta sembra disposto a lasciarsi andare e può parlare a cuore aperto, come in una sorta di confessione nel suo bisogno di affidarsi al sogno, all’illusione, all’allontanamento del dato reale, all’esigenza di amore
nella sua accezione migliore e più completa. Ma i sentimenti si moltiplicano e vengono proposti con leggerezza sul piano del linguaggio che conserva una sua musicalità e un dato timbrico specifico e particolare. Sembra quasi che l’autore costringa le parole ad un procedimento morbido, sinuoso, quasi scivoloso e addolcito, mantenendo alta la tensione emotivo-affettiva e forse anche per questo egli ricerca con cura per ogni poesia la produzione artistica di due autori che si ispirano al suo mondo poetico.
Ne scaturisce un bel volume, decisamente elegante e raffinato, nel quale poesia ed arte pittorica fungono da elementi catalizzatori. E sono talmente ben amalgamati che non si riesce quasi a ritrovare nemmeno il distinguo tra i disegni di Salvatore Sebaste e quelli di Marilena Troiano. Ma torniamo ai sentimenti che si allargano e spaziano nell’animo del poeta.
Ora il tema riguarda la violenza, la guerra, l’odio, la prepotenza, e non importa all’autore da quale parte provengano; egli sa per certo che ogni forma di prevaricazione non fa altro che richiamarne altre in una sorta di spirale continua e permanente che andrebbe eliminata alla radice in nome e per conto della pace universale:
Vorrei che il mondo intero s’accorgesse
di chi soccombe ai falchi della guerra;
son madri che s’arrampicano in cielo
per non lasciare i figli alla violenza.
Vorrei vedere tante mani forti
Impedire che uccidano innocenti…”
Come la luna, le mani ritornano sovente nella loro capacità di stringere, di avvolgere, di difendere, di proteggere le singole persone ma anche tutta quanta l’umanità, in quello che resta sostanzialmente un sogno difficilmente destinato a realizzarsi. Altro elemento ritornante, più o meno apertamente e dichiaratamente, è il ricordo, lo scavo nella memoria alla ricerca non affannosa ma appagata ed appagante di situazioni lontane che l’autore ripropone con dolcezza, quasi fossero accadute ieri e quasi riproponibili domani: 
Ritorna il ricordo di te che ballavi
leggiadra di vento tra luci soffuse…
Ritorna il ricordo di te che piangevi
cercando tua madre tra dolci ricordi…
Ancora ricordo quel dolce sorriso…”
Il ricordo, dunque, diventa elemento fondamentale: ricordo che a un certo punto diventa ricordo del ricordo e che si scioglie in situazioni diverse che si intrecciano e coinvolgono direttamente persone e cose. E non manca il riferimento ad il tempo futuro nel richiamo alla vita come viaggio che ha fine altrove e nel desiderio che il passaggio ultimo sia allietato da musica gitana o da un atteggiamento di gioia pura e di gaiezza da parte del poeta ma, forse più realisticamente, vale di più la terza asserzione:
Quando finirà il mio tempo
vorrei averti al mio fianco
per dare emozioni ad un cuore
che ha fatto di te la sua vita”.
Ma il ricordo torna a bussare alle porte del cuore e a riproporre altre situazioni tutte godibili perché, al di là di qualche segno, nella poesia di Carlo Petrone il pessimismo è tenuto regolarmente a bada, è lontano per scelta consapevole, per senso e significato dell’esistenza, per condizione di accettazione dei condizionamenti impliciti, per raggiunta maturità umana e culturale ed è proprio tale senso di saggezza che fa chiudere la breve silloge con versi convincenti e sicuri:
poi partirò per sempre,
donandoti un sorriso
e ovunque giungerò
al termine del volo
aspetterò te sola
per tenderti la mano”.
E la mano, ancora e sempre la mano, torna a tendersi nell’atto finale dell’attesa.
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Sull' Autore

Mario Santoro Mario Santoro è nato a Miracolo (Avigliano) ed è residente a Potenza. Già docente di materie letterarie, è poeta, scrittore e critico letterario. (Mariosantoro43@gmail.com) Ha pubblicato: -Embrici- poesie -Alfagrafica Volonnino- Lavello, 1986; -Embrici e poi- poesie -Alfagrafica Volonnino- Lavello, 1987; -Concerto di memorie- romanzo -Ed. La Vallisa- Bari, 1989; -Concerto di memorie- romanzo rid. Sc. Medie -Ed Appia 2- Venosa 1991; -Pianeta uomo- Tematiche di Attualità -Ed Il Girasole- Napoli, 1991; -Pianeta uomo- Tematiche di Attualità- Formato tascabile -Ed. Il Girasole- Napoli 1991; -Sentieri di ragno- poesie -Ed. Il Girasole- Napoli 1993; -Uomo e società- Tematiche di attualità- Ed Il Girasole- Napoli, 1994; -Elementi di linguistica e psicomotricità- Ed Il Girasole- Napoli, 1994; -Meridiani e paralleli - poesie -Ed La Vallisa- Bari, 1997; -Scorci di tempo- Poesie e prose- Unitre sede di Potenza, 1999; -Viaggio nella terra dei Suomi- cronaca di un’esperienza- Ed Il Portale- Pignola, 1999; -Il riverbero della luna- romanzo –ErreciEdizioni- Potenza, 2000; -Alla fontana...le parole- La Grafica Di Lucchio- Rionero in Vulture (Pz), 2009; -Stagliuozzo come strazzata- Centro Grafico Castrignano- Anzi, 2010 -Il grano azzurro- romanzo ErreciEdizioni- Anzi (Pz), 2023 -Viaggio con la madre- romanzo ErreciEdizioni- Anzi (Pz),2023 Ha pubblicato, in qualità di critico letterario i seguenti volumi: -Oltre le barriere- Ospiti del centro La Mongolfiera- Tip. L’aquilone- Potenza, 2002; -La memoria e l’identità- Antologia di poeti e scrittori lucani volume marrone- Consiglio regionale della Basilicata- Potenza, 2004; -La Memoria e l’Identità: Lucania versi- Cento schede- Consiglio Regionale di Basilicata – Potenza, 2004; -La memoria e l’identità- Antologia di poeti e scrittori lucani volume azzurro- Consiglio regionale della Basilicata- Potenza, 2005; -C’era una volta...insieme- raccolta di fiabe- Dipartimento salute mentale A.S.L. num.2 Potenza. Centro sociale La Mongolfiera, Coop Benessere- Potenza, anno 2006. Ha scritto e pubblicato centinaia di percorsi su poeti, scrittori, artisti. E' autore di percorsi poetico-letterari a tema pubblicati su riviste e antologie.

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