Ha vinto senza dubbio il Sindaco Domenico Bennardi e il suo Movimento che, in silenzio, subendo qualsiasi tipo di aggressione durante il periodo di verifica, ha saputo tessere la sua ragnatela per acchiappare le mosche bianche. Le stesse che credevano di cavare lui, il ragno, dal suo buco.
Tutto ha inizio dalle dimissioni dei due assessori indicati dal gruppo Socialista-Ver
Il risultato, viceversa, ha ridimensionato gli alleati/antagonisti e ha premiato il sindaco che, a seguito della verifica, ha aumentato il bottino di incarichi e di deleghe assessorili, pur avendo diminuito il numero di consiglieri al proprio attivo. L’uscita della consigliera Tosti dal movimento, non senza polemiche, avrebbe dovuto ridimensionare il “potere” del movimento nel “Bennardi bis”, invece, la pazienza e l’attesa di Domenico Bennardi, ha logorato gli alleati e ha premiato i Grillini. Grillini che ottengono così un assessore in più, una delega da vice sindaco, e un super consigliere delegato allo sport in capo al consigliere Materdomini che, oltre alla presidenza del Consiglio, assume il ruolo di Assessore facente funzione. Un ruolo che gli permette di accarezzare con più determinazione il suo vecchio sogno di sedere in uno scranno più prestigioso e meglio remunerato, regionale, grazie al rapporto con le associazioni sportive che contano migliaia di tesserati.
Un sogno accarezzato anche da Valeriano Delicio a capo della delegazione trattante Socialisti- Verdi, il cui unico ostacolo, per la futura corsa alle regionali, poteva essere rappresentato dall’ingombrante assessore dei Verdi, Giuseppe Digilio. L’obbiettivo di lasciarlo a casa per l’impossibilità di individuare da parte dei socialisti una figura femminile è fallito. E se pure Digilio perde la delega alle Attività Produttive, rinunciando definitivamente ad occuparsi anche di turismo, per la gioia del sindaco che non vedeva di buon occhio una sua nomina in quell’ambito, riesce ad ottenere un posto in giunta con una dignitosa delega all’Ambiente. Una materia su cui dovrà finalmente misurarsi, dimostrando di saper fare i fatti oltre alle battaglie ideologiche da Segretario Regionale dei Verdi.
Vincono sicuramente gli ex assessori di Volt, Alberto Acito e Graziella Corti che, se pur defenestrati da un gioco di palazzo e da congiure interne ed esterne alla propria lista, lasciano le deleghe assessorili con onore e dignità senza alcuna polemica sul ritorno al passato, dopo aver animato la lista insieme al giornalista, ex responsabile della Comunicazione del Sindaco, Eustachio Follia. Furono loro a garantire per Socialisti e Verdi invisi al Movimento Cinque Stelle.
Al loro posto, la prima dei non eletti. Candidata dallo stesso Follia e papabile consigliera comunale, Maria Pistone già assessora ed ex vice sindaca di Salvatore Adduce e l’eterno secondo, Angelo Cotugno, Santochirichiano di ferro. Un politico di lungo corso che finalmente entra dalla porta principale del potere senza passare dalle urne. Anche per lui, questo, rappresenta il banco di prova che dirà se alle chiacchiere da sindacalista (nell’accezione positiva del termine), e da oppositore di quasi tutte le maggioranze in cui è stato eletto, si trasformeranno in fatti concreti. Fatti che potrebbero aiutare o affossare definitivamente gli obiettivi di un ritorno in pista del suo dante causa.
Vince Coalizione Civica che, pur non partecipando alla campagna elettorale che ha portato la coalizione di Bennardi al ballottaggio, ha potuto indicare la vicesindaca, transitata opportunamente nel Movimento 5 stelle, l’arch. Rossella Nicoletti. Vince anche il mondo cooperativo che piazza una ex cooperante alle Politiche Sociali, Valeria Piscopiello. Anche per lei il tempo dirà se da amministratore e non da cooperante saprà fare meglio del suo predecessore, l’ing. Giuseppe Sarli, dimissionato, in quota Matera 3.0, ma di chiara fama Cinque Stelle.
Ai posteri l’ardua sentenza sulla sconfitta o vittoria dei cittadini in attesa del tanto agognato cambio di passo rispetto al passato. Passato che è già quello del Bennardi 1.
Elle