CHIARA E LE LETTURE DELL’ANIMA

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Sono una donna fortunata. Il mio lavoro attuale mi consente di passare tempo con belle persone un po’ speciali. Chiara Trevisan è una di queste.

Artista di strada, come lei ama definirsi, la Lettrice vis-à-vis ha convertito in mestiere tutte le sue passioni e i suoi molti talenti: la storia del teatro, i libri, la lettura, l’empatia, la capacità di dialogo con le persone. Per l’intera giornata di domenica è stata ospite del centro storico di Matera, “chiamata” anzi voluta da cittadini che avevano letto di lei nella rubrica “Buone notizie” del Corriere della Sera. Armata di una bicicletta con un carrellino pieno di libri – sicuramente il suo patrimonio più prezioso, alcuni sono edizioni introvabili e sono consumati da uso reiterato, e perciò bellissimi – un tappeto, due sgabelli, una scatola di metallo piena di parole e frasi, la Lettrice si sistema in un angolo di una piazza o di una via di passaggio pedonale, e lì aspetta i suoi fan. Quando qualcuno, attirato dalla sua allure d’oltralpe – Chiara è alta, snella, flessuosa, il nasino francese, e indossa abiti colorati e un cappello azzurro senza la parte superiore – si avvicina, lei risponde sorridente alle domande e spiega cosa fa.

E il cosa fa è questo: la persona che decide di sottoporsi a questa inusuale seduta di quasi psicoterapia, sceglie dalla scatola di latta un certo numero di parole o frasi che significano qualcosa per lei, che le suonano dentro, che rappresentano un pezzo della sua vita. Poi si siede davanti a Chiara e inizia il dialogo. La lettrice chiede conto delle scelte: perchè proprio quelle parole? cosa significano? che peso hanno avuto per te? cosa ti ricordano? In base al racconto, a quello che viene detto o anche non detto  – il corpo parla molto di più della voce, spesso – Chiara sceglie dal suo carrettino un libro, ne racconta brevemente la trama e il contesto, lo apre e ne legge una pagina o due, a bassa voce, alla persona seduta di fronte a lei. La scelta del libro non è fittizia nè casuale: ho visto scelte veloci ma anche scelte che hanno richiesto qualche decina di minuti, e un bel po’ di rovistamento fra le splendide copertine stropicciate. Alla fine, Chiara consegna all’ascoltatore un biglietto con il titolo del libro e l’autore, così da mettere in circolo curiosità e desiderio per la lettura, e scatta una foto di “cliente” e libro.

Ho visto tutti i molti che si sono seduti su quella sedia domenica 22 aprile andare via commossi, o con aria sognante, o intenti a riflettere sulle parole che avevano appena ascoltato. Nessuno indifferente, nessuno deluso, nessuno spazientito. Quando nel tardo pomeriggio si è formata una coda davanti alla scatola di latta, e la Lettrice, sfinita dallo sforzo empatico reiterato e cotta dal sole implacabile della prima domenica quasi estiva, ha dovuto porre suo malgrado uno stop, ho letto sui volti e ascoltato espressioni di sincero rammarico.

A fine serata mi è stato concesso un privilegio speciale: assistere dal vivo ad un’altra perfomance di Chiara, che ogni domenica sera, in diretta Facebook, regala una “buonanotte a modo suo” con Volta la Carta, dove racconta quello che l’ha colpita durante la giornata e leggendo – ovvio – una pagina ai suoi fan. Domenica 22 è toccato a “Sassi unplugged” di Giorgio Olmoti.

“Matera, se non è la tua città d’origine è per prima cosa arrivarci. Il viaggio per Matera è già Matera. Treni scombinati e fuori da ogni sincronia che governa la regola universale del binario, autobus lanciati a sasso sulle autostrade la notte e carichi di respiri d’ansia, rassegnazione e nostalgia, macchine azzoppate sulle buche della Basentana e reduci di un mostruoso videogioco di sbarramenti e lavori in corso e in corsa, aerei che atterrano a distanza di un viaggio ancora, passi e passaggi e occasioni e camminare. Matera è la meraviglia e l’imbarazzo, una lotta tra il bene e il meglio che non sai combattere. Matera è il sorriso e la risata. Matera è la cicatrice e la ferita. Un metro campione del dolore depositato sulla traccia genetica di questa gente. L’ostinazione di strappare terra alla terra, sasso al sasso.”

Regalare parole adatte all’anima del proprio (sconosciuto) interlocutore, ai pensieri che gli attraversano la testa, è un esercizio vitale, sicuramente per chi lo riceve e forse, al di là della fatica, un poco anche per chi lo fa. Matera e i materani ricorderanno a lungo la presenza gentile di Chiara Trevisan nelle loro piazze. E lei, ce lo ha promesso, tornerà.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.


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