Fino a questo momento le grandi aziende cinesi che volevano investire nel calcio lo hanno fatto attraverso acquisizioni di società calcistiche molto importanti d’Europa dove il calcio ha un seguito che non si riscontra in nessun altro continente. Per questo i colossi industriali della più grande nazione del mondo hanno investito i capitali per acquisire, per esempio, in Italia le due società milanesi e sembrano in trattative anche per subentrare, come proprietà, nel Palermo dove Zamparini non ha più intenzione di andare avanti. La politica di espansione verso il calcio voluta fortemente dal governo cinese ha subito un’impennata inimmaginabile con il conseguente cambio di strategia che si sta registrando in questi giorni. E che consiste semplicemente non più di andare ad investire fuori dai confini cinesi, ma di fare tutto il possibile ed anche l’impossibile per elevare di molto il tasso qualitativo, sotto l’aspetto tecnico, delle formazioni più importanti del proprio paese. E siccome l’unica cosa che non manca ai cinesi sono i soldi, hanno deciso di fare saltare il banco in riferimento alle operazioni di calcio mercato. Che per la verità, anche se per pochi casi, già avevano fatto intravedere quello che che si sta verificando adesso già nel mercato estivo dello scorso anno con il trasferimento di giocatori molto importanti, Lavezzi, Gervinho o Jakson Martinez, giusto per fare qualche esempio in Cina. Come anche l’attaccante azzurro Graziano Pellè gratificato con un ingaggio di oltre 10 milioni all’anno. Grazie ad ingaggi faraonici e che non potevano essere pareggiate dalle società occidentali. Ma da alcuni giorni a questa parte le società cinesi si sono spinte addirittura molto più in alto con le offerte economiche e questo sta creando più di qualche preoccupazione nel mondo calcistico occidentale. Un’invasione totale di soldi come non si era mai visto nel calcio. E per dare un’idea di quanto sta succedendo basta segnalare i casi eclatanti dei giorni scorsi. E allora Carlitos Tevez va a giocare a Shangai per la cifra di 80 milioni di euro in due anni di ingaggio. Oltre che a gratificare il Boca Juniors con una somma di altri 10 milioni per un giocatore che aveva anche accarezzato l’idea di appendere le scarpette al classico chiodo. In pratica Tevez prenderà in soli due anni una somma nettamente superiore a quella percepita nei circa 10 anni in cui ha militato nelle squadre più importanti di Europa. Dopo Tevez, i cinesi si sono portati a casa anche il trequartista del Chelsea Oscar pagandolo oltre 60 milioni di euro ed offrendogli un contratto di 20 milioni di euro all’anno. Una “vittima” dei cinesi è stata anche la Juventus che ha perso nei giorni scorso il centrocampista Witsel che aveva in pugno dal mese di agosto dello scorso anno e che aveva già sostenuto le visite mediche con la società bianconera forte di un accordo economico raggiunto con l’amministratore Delegato Marotta per 4 anni. Poi non se ne fece più niente perché lo Zenit San Pietroburgo non cedette il centrocampista belga alla Juve perché non riuscì a trovare negli ultimi giorni di mercato il sostituto. E quando tutto lasciava presagire che Witsel o nel mercato di gennaio che si apre domani con una trattativa con i russi o al massimo a luglio prossimo a parametro zero arrivasse alla Juve, ecco arrivare la clamorosa offerta mostruosa dello Shanghai Sipg: contratto di 18 milioni netti all’anno per quattro anni e addirittura 20 milioni allo Zenit per un giocatore che tra sei mesi si svincola a parametro zero. E non è finita qui perché l’offerta è stata pareggiata da un’altra società cinese, il Tanjin che è allenato dall’ex giocatore bianconero Fabio Cannavaro. Normale che che alla Juve la cosa abbia dato enorme fastidio perché era stato proprio Witsel a promettersi alla società campione d’ Italia accettando già ad agosto scorso il contratto che gli era stato prospettato da Marotta. Quando si era trattenuto nella sede bianconera per tutta la giornata del 31 agosto scorso pasteggiando a pizza. Certo non un comportamento corretto del nazionale belga e soprattutto del suo procuratore che sono venuti meno alla parola data ed anche a qualcosa di più perché abbagliati dai soldi cinesi. Ma questo è un problema che si ripresenterà molto spesso da domani in poi e nemmeno le società più ricche di Europa, a cominciare da quelle della Premier inglese, potranno fare granchè per opporsi allo strapotere dei soldi dei cinesi. Se è vero come è vero che, pare, sia stata fatta a Cristiano Ronaldo un’offerta per un contratto di 5 anni per complessivi 500 milioni di euro. Sulla falsariga di quello proposto agli inizi di agosto dello scorso anno a Gonzalo Higuain, prima che firmasse con la Juve: 5 anni per complessivi 250 milioni di euro. Ma Higuain che aveva già l’accordo con la Juve rispose no per due ordini di motivi: per correttezza nei confronti dei dirigenti della Juve e poi perché non voleva andare a giocare in un torneo molto scarso dal lato qualitativo, nonostante quella sagomata di soldi che avrebbe potuto incassare. Ma non tutti, come stiamo vedendo in questi giorni, la pensano come Higuain e in pratica non si preoccupano minimamente di andare a misurarsi in campionati scarsamente competitivi. Perché a prendere il sopravvento nel valutare certe situazioni sarà adesso solo e semplicemente il denaro e davvero tanto che i cinesi non hanno difficoltà a mettere sul tavolo. Il che farà cambiare e di molto anche l’atteggiamento dei calciatori nei confronti della nuova frontiera del pallone. Che fino ad un anno fa veniva percepita come un’esperienza da fare a fine carriera. Ma i cinesi fanno davvero sul serio per porre in atto il tentativo di portare il loro calcio, in tutte le sue componenti, ai livelli europei. Ovviamente ci vorrà molto tempo prima che si arrivi a questo, ma la Cina si è preposto un obiettivo molto ambizioso: quello di diventare una potenza mondiale del calcio. E di arrivare quanto prima ad ottenere dalla Fifa l’organizzazione di un campionato del mondo. Quello del governo cinese è un progetto che partirà dalla base perchè nelle scuole cinesi di ogni ordine e grado lo sport più praticato sarà il calcio. E non badano a spese.Visto che hanno affidato la guida della nazionale nientemeno che a Marcello Lippi, sempre a cifre davvero spropositate. L’ex pluridecorato allenatore della Juve e della Nazionale è stato in pratica il precursore, qià qualche anno fa, dell’emigrazione calcistica verso l’estremo oriente perché in Cina è stato alla guida del Guangzou ottenendo e non poteva essere diversamente successi molti importanti e prestigiosi come lo scudetto, la Champions asiatica e la coppa nazionale. Un’invasione bella e buona che, inevitabilmente, in un futuro nemmeno troppo lontano, metterà a dura prova le società del vecchio continente che, innanzitutto, non potranno competere a quei livelli economici pazzeschi dei cinesi, ma dovranno studiare altre soluzioni per non farsi travolgere dalla superpotenza economica della Cina. Sperando, nel contempo, che i migliori calciatori non si facciano abbagliare dai soldi e continuino a privilegiare il fascino e la bellezza dei campionati europei. E non si dimentichi che la situazione più preoccupante riguarda l’Italia che deve fare già i conti con lo strapotere economico della Premier, Bundesliga e Liga e che di fronte ai cinesi non sappiamo proprio che cosa si potranno inventare per non soccombere.
LA CINA ALL’ASSALTO DEL CALCIO OCCIDENTALE
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