L’Aula del Senato, mercoledì 20 settembre, ha licenziato per la Camera dei deputati con 121 voti favorevoli, 12 contrari e 73 astenuti, il ddl n. 2287-bis , con il nuovo titolo Disposizioni in materia di spettacolo e delega al Governo per il riordino della materia. Le novità di questo provvedimento di riforma atteso da trent’anni da associazioni e fondazioni, oltre che da artisti, musicisti, cantanti ed attori e da tanta gente che viuve intorno agli eventi culturali, sono tante e vanno a completare l’azione intrapresa con l’istituzione nel 1985 del Fondo unico per lo spettacolo. Allora si trattava solo di anticipare la norma del finanziamento, stavolta si tratta di un generale riordino delkla materia. Il provvedimento, nato dallo stralcio dell’articolo 34 della legge sul cinema, approvata il 6 ottobre 2016, è stato integrato in Commissione con il contributo significativo delle opposizioni: il testo proposto riconosce il valore formativo ed educativo dello spettacolo e lo promuovo quale fattore di sviluppo, coesione e identità culturale e ne riconosce il valore; detta criteri di semplificazione organizzativa e normativa; istituisce il Consiglio superiore dello spettacolo, che sostituisce la Consulta; aumenta le risorse, estendendo l’art bonus a tutte le forme di spettacolo; riconosce non solo le attività teatrali, lirich
e, concertistiche, corali, ma anche gli spettacoli di musica popolare, danza classica e contemporanea, i carnevali e le rievocazioni storiche, le attività circensi; responsabilizza i sovrintendenti rispetto alla gestione economica delle fondazioni lirico-sinfoniche; prevede che il 3 per cento del FUS sia destinato alle scuole; rivolge un’attenzione particolare alla qualità delle produzioni, all’internazionalizzazione e alla mobilità artistica, ai progetti e alle orchestre giovanili, all’aggiornamento tecnologico dei teatri.
CODICE DELLO SPETTACOLO: TANTE NOVITA’
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