DESTINAZIONE BOGOTA’
Stramaledetto fuso orario!
Nonostante mi sia schiantato sul letto all’una passata, dopo ventiquattro ore di volo filato senza dormire, il mio organismo non ci sta ad adattarsi al nuovo fuso orario e mi sveglia alle 4:30 del mattino senza alcuna intenzione di farmi dormire ancora.
La TV Colombiana è un tripudio di calcio, in tutte le salse, in tutte le condizioni, Bundesliga, calcio italiano, calcio inglese, colombiano, brasiliano, giro mestamente i canali e alla fine mi arrendo.
Passò un po’ di tempo su Facebook grazie al wifi dell’albergo, alle 6:00 mi faccio la doccia e scendo nella hall dell’albergo con l’intenzione di uscire per fumare.
La hall è in piena attività cameriere in divisa preparano colazioni, affettano mango, papaya, meloni e altri tipi di frutta che francamente non ho mai visto.
Lascio perdere la sigaretta e mi faccio tentare da quel tripudio di colori, di frutta a pezzetti, di succhi appena spremuti, dolci, aspri, profumatissimi. Sono abbastanza convinto che se il paradiso terrestre è veramente esistito, gli alberi della frutta sono stati tutti trapiantati in Colombia.
Li mangio, li bevo, ne assaporo profumi e colori è una colazione entusiasmante.
Sto per alzarmi ma la cameriera, vigliacca, mi passa avanti con una serie di vassoi pieni di ciambelloni alla Homer Simpson, il profumo è delizioso, naufrago in questo mare e mi servo una ciambella a cui faccio seguire un bis senza ritegno.
Alla fine di questo vero e proprio pasto mi concedo un caffè e qui, ahimè, da buon italiano di nazionalità napoletana soffro e, infine, una bella sigaretta.
Alle 7:00 arrivano i colleghi colombiani e via si parte verso il luogo di lavoro.
È un corso di specializzazione per pochi intimi, la mia platea è fatta da poco meno di una decina di ingegneri, architetti e tecnici colombiani, la mattinata corre veloce durante la mia lezione interrotta da una pausa per colazione.
Eh sì, lo so, sono senza vergogna!
Dicevo una pausa per colazione in cui portano una specie di dolce fatto con riso e latte, buono e delle palle fritte che a prima vista sembrano arancini. Mi ci fiondo, ma al primo morso mi accorgo che sono una specie di ciambelle sferiche, profumatissime e dolci.
Ne mangio solo una per ritegno e torno a fare lezione.
Ore 13, pausa pranzo.
La pausa pranzo in Colombia è molto piacevole a pranzo ci sono delle differenze niente affatto spiacevoli. Ci servono prima una zuppa, piena di verdure e con qualche pezzetto di pollo, molto profumata e poi un meraviglioso pollo fritto ripieno da leccarsi le dita con una insalata coloratissima e aromatica. Riconosco solo la lattuga e i pomodori, il resto lo mangio senza sapere cosa è: buonissimo.
A pranzo non si usa l’acqua, non si usa la birra, ti servono dei succhi di frutta spremuti al momento fatti con i frutti tropicali che se ne scendono che è un piacere.
Il pomeriggio la lezione è un vero calvario, sono stanchissimo e per di più mi brucia la gola per lo sforzo di parlare, tiro stoicamente fino alla fine e poi crollo nel taxi che mi riporta in albergo.
Finalmente mi schianto nel letto e dormo profondamente per un’ora, alle 20 il telefono squilla ed è ora di andare a cena.
Esco di malavoglia, stanco e indolenzito.
Il locale è spettacolare, mi ricorda la locanda del film “Dal mattino all’alba” di Quentin Tarantino, l’ambientazione del piano terra è luciferina, una band suona dal vivo musica sudamericana, comincio a sentirmi meglio alla seconda cerveza.
Mangiamo carne, carne, carne e carne e che Dio la benedica.
Fritta, in crosta, arrostita, con le spezie, con le verdure, con il peperoncino piccante, patatine novelle, ananas, mango, una vera esperienza gastronomica.
Di fianco a me che sono seduto in prima fila, proprio davanti all’area spettacolo, una ballerina si agita al ritmo di suoni orientali in una danza dei mille veli, assumo un tono dignitoso e cerco di non rimanere imbambolato davanti a tanta meravigliosa e procace bellezza, ma è dura, molto.
Torniamo in albergo, naturalmente inseguiti da uomini che ci offrono chicas a cui sfuggiamo rifugiandosi in taxi, filo verso la mia camera sicuro che, almeno questa notte farò un bel sonno.
Non ho fatto i conti con il fuso orario, alle 5.00 del mattino il mio corpo si sveglia e si rifiuta di dormire ulteriormente, traccheggio un po’, poi doccia e via…. per una nuova colazione a base di frutta.
