LE COLPE DI VENTURA

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ROCCO SABATELLA

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Tutti i commentatori, nell’analizzare la partita tra gli spagnoli e gli italiani a Torino, hanno messo sul banco degli imputati Ventura per aver troppo ritardato l’ingresso in campo di Immobile e Belotti che poi hanno avuto un grande merito nel consentire alla nazionale azzurra di giungere al pareggio. E qualcuno addirittura spingendosi a dire che si poteva anche fare il colpaccio. Tutto vero. Ma il vero problema dell’Italia targata Ventura è stato sicuramente un altro. E cioè quello di aver subito troppo  l’iniziativa degli spagnoli che trovavano i primi avversari italiani a contrastarli solamente quando erano a 20-25 metri da Buffon. Detto che la Spagna di Lopetegui non è stata molto dissimile, in quanto a filosofia di gioco, rispetto a quella degli europei allenata da Del Bosque con al centro sempre l’idea fissa del possesso palla, ci chiediamo: perché a Parigi l’Italia di Conte, in pratica la stessa di Torino, non soffrì quasi nulla il gioco degli spagnoli e anzi fu l’Italia a menare quasi sempre la danza, ad eccezione dell’ultimo quarto d’ora quando Iniesta e compagni tentarono il forcing finale per arrivare al pareggio ed invece a Torino si è assistito al monologo assoluto della Spagna? Con una sola nota in comune nelle due partite: che i nostri difensori, la vera ed autentica garanzia assoluta dell’Italia, sia a Parigi che a Torino hanno lasciato davvero le briciole agli avversari quando potevano diventare pericolosi. La risposta sta nel fatto che Conte, conscio delle caratteristiche degli spagnoli, impostò una partita completamente diversa da quanto fatto da Ventura che avrebbe dovuto prendere spunto da quei 90 minuti: non rintanarsi nella propria metà campo, alzare il pressing più alto possibile e pretendere dai suoi ragazzi il massimo dell’intensità. Con il risultato finale che tutti conoscono. E allora, visto che le condizioni generali tra i due appuntamenti non erano cambiati granchè, Ventura nel preparare la partita avrebbe dovuto solo lavorare per mettere la squadra nelle condizioni di di arginare, non nella propria area, il possesso palla della formazione di Lopetegui e avrebbe dovuto preparare gli accorgimenti necessari per accorciare le distanze utili a poter fare male alla difesa avversaria che ieri ha passato una serata, almeno per una settantina di minuti, di assoluto riposo e tranquillità. Al netto poi del clamoroso errore di Buffon ed anche dell’ottimo approccio alla partita dei due attaccanti subentrati Immobile e Belotti, l’Italia ha dimostrato una forza di reazione notevole, dopo il gol subito, frutto di una consapevolezza delle proprie capacità retaggio della gestione di Antonio Conte. Si capisce che ogni allenatore debba portare le sue idee e le sue concezioni del calcio, ma consigliamo a Ventura di non disperdere assolutamente il patrimonio lasciato in eredità dal tecnico del Chelsea che ha avuto il merito nei suoi due anni di ct di avere tratto il massimo da un organico che, tolte le eccezioni dei difensori che si elevano per qualità rispetto al resto del gruppo, non rappresentano il massimo per un allenatore. E anche Ventura deve attrezzarsi per lo stesso obiettivo.

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Rocco Sabatella

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