CON LA SCONFITTA A LATINA ADDIO AL SOGNO DEL QUARTO POSTO

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ROCCO SABATELLA

La sconfitta con il Latina, figlia di una prestazione molto deludente sotto l’aspetto tecnico e del carattere, conferma in pieno che questa stagione passerà alla storia come quella dei rimpianti. In primis e lo ripeteremo fino alla noia per il mancato rafforzamento della difesa nel mercato di gennaio quando il Potenza era arrivato a due punti dalla vetta e probabilmente con due difensori esterni di qualità avrebbe potuto giocarsela fino alla fine per il primo posto. L’altro rimpianto è che sul più bello e con i risultati favorevoli che arrivavano dagli altri campi, il Potenza ieri ha toppato la partita con il Latina che bisognava vincere ad ogni costo e che purtroppo non è stata giocata al meglio e ha pregiudicato il sogno di arrivare al quarto posto che con i risultati che stavano maturando sugli altri campi si stava materializzando. Il sogno s’infrange contro il Latina che, come previsto, si difende a denti stretti nella sua metà campo e ad un minuto dal novantesimo, in una delle poche azioni portate verso la porta del Potenza, trova un eurogol con Bocic che sorprende con un tiro a giro Alastra. La squadra di De Giorgio ha tenuto un possesso palla sterile per quasi tutta la partita ma non ha trovato il guizzo vincente per fare male ai laziali. Tanto è vero che di vere e proprie occasioni da gol i lucani non ne hanno costruito. Se si eccettuano i due gol di Castorani e di Rosafio che sono stati annullati per fuorigioco nel corso del primo tempo. E sui quali, a vedere le immagini televisive, non siamo in grado di dire se Castorani e Rosafio fossero realmente oltre i difensori. L’unica cosa certa è che ci dobbiamo fidare dell’operato dell’assistente dell’arbitro Santarossa di Pordenone che ha alzato tutte e due le volte la bandierina. Chi era presente allo stadio Francioni di Latina ha avuto la netta sensazione che era Bachini oltre i difensori e non Castorani che aveva intercettato e messo in rete di testa la punizione di Rosafio. Questi episodi dubbi, come anche quello accaduto al quarto dei sette minuti di recupero quando su un cross dalla destra di Riggio, Ercolano ha respinto con il braccio largo con i piedi nell’area ma l’arbitro Ramondino di Palermo ha optato per la punizione dal limite tra le proteste veementi di tutto il Potenza, non fanno che rendere sempre attuale la necessità di mettere il Var anche in serie C come ha chiesto con forza il presidente Macchia. Nella partita di ieri il Var avrebbe sicuramente corretto qualche decisione adottata dal direttore di gara e dall’assistente. Di sicuro il Potenza non si può dire fortunato quando trova sulla sua strada direttori di gara di Palermo come appunto Ramondino e Mucera contro l’Avellino. Detto questo sugli episodi che rimangono dubbi, non possiamo non rimarcare che il Potenza ha avuto una condotta di gara sterile e poco determinata. Ai rossoblù è mancato il ritmo che è stato troppo lento e non ha mai messo in difficoltà l’attenta disposizione difensiva del Latina. Aggiungiamo anche una scarsa qualità delle giocate, la mancanza di carattere per mettere la partita sul piano della battaglia agonistica per sbloccare il risultato e troviamo le cause della mancata vittoria. Anche le scelte iniziali di De Giorgio non ci sono apparse quelle giuste. Infatti Novella e Rillo hanno fatto il compitino e non hanno mai avuto il coraggio di aiutare i centrocampisti per portare palloni nella metà campo avversaria, Ferro ha giocato non bene solo per frenare le eventuali ripartenze degli avversari e non ha dato contributo efficace alla costruzione della manovra costringendo Erradi e Castorani ad abbassarsi per imbastire le manovre. Compito non agevole per la buona disposizione difensiva del Latina che lasciava l’iniziativa al Potenza fino a metà campo e poi stringeva le maglie con un atteggiamento molto aggressivo e attento. Il risultato è stato che gli attaccanti hanno avuto pochi rifornimenti e in particolare Petrungaro e Rosafio non hanno mai cercato l’uno contro uno. Che il gioco fosse prevedibile e con poca qualità è dimostrato anche dalle rimostranze di Caturano all’indirizzo dei compagni per le scelte sbagliate di alcune giocate. Anche i cambi non hanno convinto. Più che Erradi che tutto sommato stava giocando discretamente bene e meritava di rimanere in campo, era Ferro che doveva essere avvicendato con i primi due cambi effettuati. Poi con le difficoltà di manovrare nella metà campo avversaria e di arrivare nell’area del Latina, si poteva e doveva utilizzare anche il tiro da fuori. Certo è sorprendente e anche preoccupante che il gioco fluido ed efficace mostrato dal Potenza nelle partite precedenti, si sia inceppato in una gara fondamentale e da vincere per cullare il sogno quarto posto o altro piazzamento più favorevole. Alla fine anche il pareggio andava di lusso al Potenza perché i rossoblù avevano ottime chances di aspirare al quinto posto che poteva arrivare sabato prossimo battendo il Catania. Ai potenziali 52 punti finali potrebbe arrivare anche il Benevento che gioca in trasferta a Giugliano. E in caso di arrivo a pari punti, i sanniti sarebbero quinti in virtù della migliore differenza reti generale atteso che negli scontri diretti Potenza e Benevento sono alla pari. Per noi diventa inusuale analizzare la gara e scoprire che il Potenza ha fatto poco in fase offensiva, il suo punto di forza. Solo un paio di tiri di Caturano nel primo tempo, uno parato facolmente dal portiere del Latina e l’altro messo in angolo da una deviazione di Marenco in angolo. Nel primo tempo l’azione più pericolosa è del Latina con un cross di Improta sul quale Cjko anticipa Alastra e colpisce in pieno il palo. Purtroppo nella ripresa non ci sono azioni pericolose da segnalare se non gli sterili tentativi offensivi della squadra di De Giorgio.

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Rocco Sabatella...

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