
ROCCO SABATELLA
Sarà il Viviani il teatro del ritorno alla guida dei lucani di Giuseppe Raffaele che martedi scorso ha preso il posto di Siviglia esonerato dalla società dopo gli scarsi risultati ottenuti in 10 partite. Uno stadio e un terreno di gioco che il siciliano di Barcellona Pozzo di Gotto conosce alla perfezione perché in questo fortino ha costruito una parte importante dei suoi successi alla guida del Potenza nelle due stagioni conclusesi con un quarto e un quinto posto e con il sogno di giocare per la serie B sfumato per un rigore sbagliato. Raffaele è tornato a Potenza molto motivato e convinto di fare bene. Anche per riscattare le ultime due annate in cui le esperienze sulle panchine di Catania e di Viterbese non sono state esaltanti. Conosce a mena dito la piazza, è stimato dalla maggioranza dei tifosi e ha trovato subito il feeling giusto con il gruppo dei calciatori trovandone la piena disponibilità a seguirlo per centrare l’obiettivo che gli è stato chiesto dalla società, ossia la salvezza. Sulla sua strada un’altra squadra ferita, ossia la Virtus Francavilla, reduce da tre sconfitte e un pareggio. Come a dire che se Atene piange, Sparta non ride. Undici punti non sono certamente il bottino che il presidente Magri e il tecnico Calabro immaginavano. Una partita, inizio alle ore 17,30, che sancirà chi comincia ad uscire dal tunnel. E Raffaele spera che sia il Potenza ad inaugurare proprio al Viviani il nuovo corso. “ La prima volta che sono entrato in quyesto stadio sono stato accolto da una muraglia. Se ci impegniamo e diamo il massimo, questa città sa apprezzare e volerti bene, Con questi tifosi si parte sempre dall’1 a 0 e al termine della stagione il pubblico potentino garantisce alla squadra almeno 10 punti. Vogliamo dare una gioia ai nostri tifosi con una prestazione all’altezza. La società mi ha chiesto la salvezza ma sarebbe importante aprire un percorso che in un paio di anni ci porti magari ad un miglioramento globale. Al mercato di gennaio, se ci sarà bisogno, miglioreremo l’organico secondo le mie indicazioni. Sono tornato per rilanciarmi e spero anche di far passare un messaggio chiaro: i punti sono tutti importanti e vanno conquistati ogni domenica a prescindere dall’avversario”. E oggi i punti saranno ancora più importanti perché l’imperativo categorico è interrompere il momento negativo e cominciare a dare una sterzata al campionato anche se di fronte ci sarà un avversario non proprio agevole e con il dente avvelenato.” Affrontiamo una corazzata costruita per primeggiare. Hanno individualità importanti, ma per il momento che attraversiamo abbiamo impostato il lavoro su di noi e su quello che dobbiamo fare in campo. Vogliamo essere padroni del gioco e adattarci alle situazioni che la gara ci presenterà. La mia squadra deve divertirsi a giocare e imparare a lottare perché sarà importante cercare di vincere le partite sporche. Per questo oggi sono curioso di capire quale sarà la risposta della squadra. Bisogna capire che ci saranno momenti della gara in cui attaccheremo, altri nei quali sarà fondamentale saper soffrire, ma sempre conservando la giusta compattezza. Prima di scendere in campo deciderò chi sarà il capitano e chi batterà i rigori”. Molto chiaro il manifesto programmatico di Raffaele che è andato subito al sodo nella sua prima settimana di allenamenti. Cominciando ad inculcare concetti pratici ed essenziali per superare questa fase e diversificare il lavoro futuro per altre situazioni tattiche e tecniche che avranno il fine di migliorare e di molto il rendimento generale del Potenza. “ Una squadra che in 10 gare ne vince solo una significa che deve lavorare non solo dal punto di vista tattico. Non farò stravolgimenti ma ripartiremo oggi dal 4/3/3, ma non escludo per il futuro delle modifiche come ho fatto nel primo anno alla guida del Potenza.(quando è passato dal 4/3/3 al 3/5/2, ndr) Ho idee che nel tempo ho intenzione di proporre e applicare perché mi piacerebbe dare vita ad un percorso lungo. Anche attraverso la valorizzazione dei giovani dell’organico sui quali la società ha puntato, Noi abbiamo il compito di metterli in risalto con il lavoro quotidiano e di costruire una base solida per il futuro. Raffaele non ha fatto ovviamente anticipazioni sulla formazione che scenderà in campo. Ha solo annunciato che il portiere Alastra è recuperato e tornerà in panchina. Volendo abbozzare l’undici che scenderà in campo, possiamo dire che in difesa sarà ancora assente Matino atteso che il ricorso presentato dalla società per la riduzione di una giornata di squalifica è stato respinto. Quindi, davanti a Gasparini, Gyamfi, Legittimo, Girasole o Armini e Rillo, a centrocampo cinque uomini, Steffè. Del Pinto, Laaribi, Sandri, Talia si giocano tre posti mentre in attacco il punto fermo è Caturano, Raffaele deve decidere gli altri due che lo devono affiancare. Di sicuro qualcosa cambierà negli schemi offensivi rispetto alla gestione Siviglia. Gli esterni non dovranno più attaccare le bandierine degli angoli, ma stare più vicino alla punta centrale per dialogare e creare gli spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. In modo che la filosofia di Raffaele di portare tanti uomini nella metà campo avversaria, trovi la sua concreta applicazione. Calabro, tecnico della Virtus Francavilla, chiede ai suoi una prestazione come quella fatta nel secondo tempo con l’Avellino e si affida al tandem offensivo Maiorino e Patierno. Dirigerà l’incontro Di Graci di Como. Oggi sarà ospite del Potenza il presidente della Lega Pro Ghirelli che coglierà l’occasione per illustrare anche il nuovo format della Lega Pro che, se approvato dalle società, potrebbe andare in vigore per la prossima stagione. E che prevede la suddivisione delle sessanta squadre di serie C in 6 raggruppamenti da 10 squadre ciascuno con gare di andata e ritorno. Le prime 5 disputerebbero i play off per la promozione in B e le ultime cinque i play out
PICERNO A CROTONE SENZA TROPPE SPERANZE
Dopo un lungo periodo in cui il girone C ha giocato solo di sabato, da oggi si torna a giocare di domenica. Tre gare con inizio alle 14,30 e le altre tutte programmate per le ore 17,30. Tra le quali l’impegno del Picerno a Crotone. Il pronostico, manco a dirlo, è tutto dalla parte dei calabresi che stanno dando luogo ad un duello rusticano con i corregionali del Catanzaro per conquistare il primo posto. Qualcuno pensa, sbagliando, che la squadra allenata da Lerda possa commettere l’errore di entrare in campo contro il Picerno con il pensiero già rivolto allo scontro diretto con il Catanzaro che è programmato per la domenica successiva. Ma una squadra che ha in testa solo l‘obiettivo del primo posto un errore del genere non lo commetterà mai. Per cui aspettiamoci un Crotone subito all’attacco per chiudere quanto prima la gara. L’unico vantaggio che ha il Picerno è potersi presentare allo Scida con la testa sgombra, sereno e senza avere nulla da perdere. Per un’altra settimana Longo, che sembrava sull’orlo dell’esonero dopo lo scialbo pari interno con la Viterbese, ha conservato la panchina del Picerno perché così ha deciso la società. E se a Crotone dovesse arrivare un’altra sconfitta, come è assai probabile, che cosa farà il direttore generale Greco? Confermerà ancora la fiducia a Longo o si comporterà in maniera diversa? Ossia dando il benservito al tecnico campano e provvedendo a scegliere un nuovo tecnico tra quelli che ha già da tempo contattato? Perché non si capisce il motivo per cui il Picerno abbia deciso di dare fiducia a Longo pur in presenza di una striscia disastrosa di solo 4 punti conquistati su 24 disponibili e di una posizione di classifica molto precaria. Forse si da credito alla favola che davvero in queste otto partite ci siano state le prestazioni come ha detto Longo e che i risultati negativi siano arrivati solo per mera sfortuna? Continuiamo a ripetere un concetto già espresso in altre occasioni. Quando si dice che una squadra ha fatto un’ottima prestazione, si vuole intendere che il rendimento sia stato costante per tutta la durata della gara. Il Picerno invece ha giocato bene per periodi: un tempo come successo a Latina e domenica scorsa con la Viterbese nella ripresa oppure il secondo tempo nel derby con due uomini in più dopo una prima frazione inguardabile. E anche nelle altre gare della lunga striscia negativa il Picerno si è espresso discretamente, ma sempre a sprazzi. Ci sono tante cose che non vanno. Completamente assente il gioco offensivo dove i sei attaccanti che Longo alterna in campo fanno una fatica enorme a finalizzare. E, si badi bene, sono attaccanti che nella scorsa stagione sono stati alquanto prolifici perché con i gol segnati hanno permesso al Picerno di arrivare al decimo posto e partecipare ai play off. Desta stupore che il direttore generale Greco, di fronte a questa grave situazione, non prenda i provvedimenti che sono decisamente necessari e non più rinviabili. Non deve aspettare più perché il rischio che si corre è molto serio: che si intervenga quando non c’è più niente da fare e di conseguenza conservare la categoria diventerebbe molto problematico. Non credo che Greco voglia passare alla storia come il dirigente responsabile della retrocessione sul campo del Picerno in serie D. Vedremo che cosa succederà dopo la partita di oggi contro un Crotone in grande salute. Anche nel presentare questa gara Longo ha insistito molto nell’elogiare le prestazioni della sua squadra e non gli abbiamo sentito fare nessuna autocritica o dare spiegazioni sul fatto che il bottino è stato solo di 4 punti nelle ultime 8 partite. In queste dichiarazioni farneticanti, spalleggiato anche da qualche collega che, probabilmente, nel dare giudizi positivi sulle prestazioni del Picerno, si confonde e fa riferimento a quelle della scorsa stagione quando a guidare i lucani c’era Colucci. Queste le sue dichiarazioni: “ Non è il momento di trovare i colpevoli tra i giovani o gli over. Tutti hanno dato il meglio. Il mix di questa squadra è importante e deve portare a risultati diversi. Abbiamo un problema nel gioco di attacco e in questa settimana abbiamo lavorato sugli schemi offensivi per cercare di tirare di più verso la porta avversaria e superare questa astinenza dal gol. Ma la ricerca del gol non deve diventare un’ossessione. Questa squadra ha una sua identità dimostrata dal fatto che con qualsiasi avversario ce la siamo giocata alla pari. Per uscire da questo periodo nero, dobbiamo usare le nostre armi migliori”. Ci sarebbe ancora tanto da dire sul Longo pensiero ma ci fermiamo qua e diciamo che a Crotone sarà confermato, a grandi linee, l’undici di sabato scorso con qualche novità probabile in attacco e il rientro dal primo minuto di capitan Pitarresi, fresco di rinnovo del contratto fino al 2024. Assente Albadoro ancora squalificato. Direttore di gara Bonacina di Bergamo.