LUCIO TUFANO
Il treno speciale giunge il 29 settembre del 1902, la città è animatissima e tutta imbandierata con i balconi gremiti. La vista della stazione Superiore ed il piazzale brulicano di popolo festante, piante e fiori. Frequenti gli urrà della folla e i pezzi musicali della marcia reale. Per le migliaia di voci che lo salutano e per la pioggia di fiori che cade dai balconi, Zanardelli preferisce la carrozza aperta.
Alle otto di sera ha luogo, con centocinquanta coperti, il pranzo al Teatro Stabile, splendidamente decorato con rami di palma, altri fiori e bandiere. All’ingresso, sui parapetti dei palchi e sul palcoscenico si alternano gli stemmi delle Province di Potenza e Brescia.
Magnifico l’;impianto di illuminazione elettrica fatto dal bravo elettricista Aristide Cioffi. Fasci di luce bianchissima investono il teatro e centinaia di piccole lampadine formano la scritta Viva Zanardelli.
Giovanni Boccia del Lombardo ha ideato lo squisito menù. Le stoviglie di porcellana cinese, la cristalleria e la biancheria pregiatissima fanno risaltare sempre dippiù la splendida sala. Il vino di Ruoti, il più eccellente della collina potentina, riempie le bocce di cristallo di rocca sparse come rubini giganti sulle bianche tovaglie. Molto richiesto nei banchetti di Potenza, occupa nella graduatoria di pregio, un posto eminente subito dopo il Bordeaux o gli altri vini esteri. Durante il pranzo la musica dell’Ospizio Provinciale di Avigliano esegue pezzi scelti.
Allo champagne parlano l’on. Branca e il sindaco di Potenza dott. Vaccaro. Salutato da interminabili applausi, tra le acclamazioni e gli evviva, reduce dalle lande malariche, dalle steppose contrade, dai paesini sperduti e dai dirupi della Lucania dove, sposo in abito antracite, ha gettato manciate di chinino a quelli della valle del Sinni, febbricitanti, accorsi al suo passaggio, prende la parola l’On. Zanardelli.
Il presidente analizza le cause del disboscamento, della mancanza di strade, di acque, delle depresse condizioni dei contadini. Promette solo la costruzione di due tronchi di ferrovia, mantenendo le riserve per gli altri provvedimenti del governo.
Dichiara che in Basilicata occorrono amministratori abili e zelanti e promette di mandarli. Il discorso di Potenza, scrive la stampa polemica, salva il Presidente dal rimprovero che il viaggio sia stato una vanagloriosa commedia e giustifica la speranza che la pubblica opinione in Italia possa d’ora innanzi comprendere la questione meridionale nel novero dei problemi i quali richiedono una considerazione e una patriottica soluzione.
Dopo la sua partenza, e prima della pubblicazione della Legge speciale per la Basilicata, aumentano le rivendite munite di cartello: Qui si vende il chinino di Stato.
