Mentre le Regioni non rinunciano a far valere i propri diritti in ordine agli impegni indotti dal precedente decreto periferie, praticamente cancellato da questo Governo ( con la Sicilia che ha promosso il ricorso alla Consulta) e mentre i Comuni continuano a disertare gli incontri con il Governo per protesta contro l’improvvida decisione, il Comune di Potenza e la Regione stanno vedendo come non far morire il progetto di riqualificazione di Bucaletto. Oggi sono state consegnati diciotto alloggi, altri 7 verranno consegnati enTro un mese e l’intenzione è di trovare risorse in attesa che consentano di anticipare quello che il Governo ha fatto slittare di tre anni. “La Regione Basilicata, attraverso il Dipartimento Infrastrutture, verificherà quali risorse finanziarie destinate dal Po Fesr FESR 2014-2020 al Bando per l’emergenza abitativa e l’inclusione sociale non possono essere spese a causa di vari problemi per destinarne una parte al Programma Bucaletto.  
Per l’amministratore dell’ Ater ,Esposito, “si realizza solo una minima parte del Programma. E’ questo quanto siamo stati in grado di poter fare per dare corso agli impegni assunti insieme al Comune di Potenza e alla Regione nei confronti dei residenti di Bucaletto. Purtroppo il “Programma Bucaletto” – aggiunge – è ridimensionato dai tagli derivanti dal Bando Periferie. Ma continueremo a lavorare, di concerto con Regione e Comune, per impiegare tutte le risorse che si renderanno disponibili in aggiunta ai 50/60 alloggi che si possono costruire con l’attuale dotazione. Occorre considerare l’edilizia residenziale pubblica sovvenzionata un servizio di interesse generale, aumentare in maniera significativa gli sgravi fiscali, a partire dall’imposta sul reddito delle società, portare le nostre aziende a sviluppare un housing sociale complementare all’erp insieme alla Cassa depositi e prestiti – spiega Esposito – anche se ci preoccupa fortemente un fattore segnalato dal report Nomisma, e cioè il totale delle famiglie “in disagio abitativo economico” in provincia di Potenza pari a 8.896, di cui il 40,7% in affitto e con il 34,6% con fitto o mutuo al di sopra del 30% del reddito familiare. Tutto ciò mentre l’attuale patrimonio di edilizia residenziale pubblica non basta a dare risposte a chi vive situazioni di disagio tenendo conto che le famiglie che occupano i nostri alloggi sono appena un quarto di chi ne ha veramente bisogno. Se l’Ater venisse esentata dal pagamento delle imposte potrebbe essere in grado di sostenere la manutenzione di cui c’è grande necessità perseguendo, con le sue forze, più soddisfacenti livelli erogativi dei propri servizi a favore della collettività”.