
PIETRO SIMONETTI
Doveva essere una seduta tutta dedicata alla situazione dell’agricoltura , la cui crisi ha mosso gli imprenditori agricoli lucani ad unirsi alla mobilitazione in tutta Europa per rivendicare le misure minimali per la sopravvivenza del settore.
Invece la gran parte del tempo è stata spesa per l’incursione di alocuni consiglieri tesa a far modificare la gara dei trasporti pubblici locali. Una modifica a gara aperta che tende nientemeno che a consentire che una ditta o un consorzio possa riprendersi l’intera gestione regionale, come è stato per il passato che ha registrato un monopolio ininterrotto per decenni. Trattandosi di una seduta straordinaria su un argomento preciso, la manovra era evidentemente scorretta non solo dal punto di vista sostanziale, ma anche da quello formale. Convocata persino la conferenza dei capigruppo, la maggioranza dei partecipanti opta però per mettere in votazione la mozione. Ma per discutere di una mozione o un odg fuori dagli argomenti di cui alla comunicazione dei lavori, bisognava raggiungere i sedici voti, cosa che ha fatto perdere una mezza mattinata, senza approdare a nulla. Si va in aula e mancano i voti necessari.Non si discute la mozione. Crisi di nervi,accuse di assenze e tradimenti. La discussione sulla crisi dell’agricoltura si tiene in un’aula distratta.Tutti rivendicano di fare qualcosa di competenza regionale,inviti al Governo nazionale e alla UE,nel frattempo a Bruxelles vengono abbattuti monumenti e il fuoco divampa di fronte alle sedi della Commissione e del Parlamento. Rimangono alcuni scampoli di tempo per ritentare a fermare la gara. Particolare non da poco: chi ha predisposto gli atti, che ora siede in Consiglio ha votato a favore. Per non parlare della Giunta proponente. Siamo nel tempo del trasformismo più sfacciato.Lo stato di diritto sospeso.