DALLA VALLE DEL MERCURE, INSEGUENDO UN BARLUME DI SPERANZA

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Maddalena Palazzo*

Mi è stato chiesto, da Dino Nicolia, presidente di MedinLucania, un articolo sulla Valle del Mercure, la mia Valle. Medin Lucania, come tutti, ormai sanno, è un’associazione nata due anni fa e, diventata un punto di riferimento importante, per chi , oggi ha a cuore, il proprio paese , la Basilicata tutta. In questo momento , MedinLucania è riuscita, da una rudimentale chat ad avviare un dibattito trasversale sulle tante problematiche che, da anni assillano la Basilicata. Un dibattito serrato, che anima i territori dal basso , riflettendo sulle criticità di ogni territorio , mettendo in risalto le opportunità reali .Una speranza. Piccola, forse, ma tenace per tutta la Basilicata. Lo scenario dell’Eparchia del Mercurion furono i monti ricoperti di faggi, querce , castagni e incontaminate macchie di ginestre. Monti incisi da gole profonde in cui scorre il Mercure, che ha le sue sorgenti nel comune di Viggianello, fino a valle tra Calabria e Basilicata. L’Eparchia del Mercurion era un’ enclave monastica divenuta leggendaria nel X secolo. La chiesa della Panaghia Theotokos del Cassanito e la Chiesa di S. Basilio sono prova dell’insediamento in questa valle di Mercurio , di nutrite comunità di rito bizantino ma di provenienza sicula che si riunivano in queste chiese per le pratiche religiose che, specialmente nelle grandi ricorrenze festive dell’anno liturgico venivano officiate con ritualità solenni. L’Eparchia si estendeva nei territori lungo il corso del Mercure .Rivendicare, oggi, questo lembo di terra lucana potrebbe diventare un’opportunità di sviluppo , non solo per la Valle del Mercure ,ma per tutta la Basilicata. E’ mattino di una primavera inoltrata. La mia passeggiata inizia risalendo le viuzze che portano su, verso il Castello dei Principi di S. Severino di Bisignano, e dopo pochi metri si immettono sulla provinciale SP4 del Pollino,che porta verso, la Sinnica e i monti del Pollino. Basta poco per ammirare , in tutta la sua bellezza , la mia valle, la Valle del Mercure, con i suoi(circa) 10.000 abitanti. La nebbia del mattino, sale fino a metà, di quello che era una conca tettonica , un bacino naturale , forse un grande lago. I quattro paesi della Valle sembrano sospesi fra nuvole, Viggianello, Rotonda, Castelluccio Inferiore e Castelluccio Superiore, fino ai confini dove il fiume Mercure diventa Lao, nel territorio calabro. Intorno i contrafforti di Serra del Prete con i suoi 2200m slm, più in là verso il Tirreno le cime del Sirino e dell’Orso Marso. Gli insediamenti più recenti , che si vedono ,restano, per me, ancora un punto interrogativo. Forse , nel tempo, portatori di benessere,come la Centrale del Mercure( prima a lignite ora a biomasse), un pugno allo stomaco, improprio anche il nome che richiama le pure sorgenti del fiume . Tutti conoscono le battaglie , che , almeno da 30 anni si sono combattute per la Centrale. Da circa 10 anni l’insediamento delle acque minerali,S Benedetto” Fonti del Pollino” ,situato nel territorio di Viggianello, rappresenta una buona opportunità per tutta la Valle del Mercure , la nostra preziosa acqua sorgiva dà lavoro a circa 50 famiglie (nel periodo estivo ) con circa 350.000 metri cubi di acqua imbottigliata all’anno. Ma, ancora non esiste un indotto, le bottiglie , così come altri fattori della produzione vengono prodotti fuori dal territorio della Valle. Da dove passa la valorizzazione dei territori? Dalle peculiarità di ogni borgo, di ogni comunità o da attrattori che, se pure richiamano turisti, non basta a contribuire ad uno sviluppo omogeneo . Quanto incide sul PIL, in termini di ricchezza, il turismo , nella Valle Mercure? Chiudo gli occhi per sentire solo i rumori della natura, sento l’inebriante profumo delle ginestre, forse, per questo il mio paese , si chiama “Paese delle Ginestre”, e porta nelle sue memorie una delle quattro leggende che qui si narrano. Nel tempo, le ginestre e la lavanda erano fonti di guadagno. La guardo ancora, la mia Valle, e mi chiedo ,dopo più di mezzo secolo, dove è nascosto il segreto del benessere di questi posti? Della Basilicata , del Sud? A Matera , al convegno dedicato a Rocco Scotellaro , MedinLucania ha rilanciato il tema della posizione geografica della Basilicata, Quella al centro del Mediterraneo , che potrebbe cambiare la sua storia. Mi siedo sul muretto in pietra della SP4, guardo ancora . Voglio ribaltare il pensiero comune, quel pensiero opaco che ci ha tolto la capacità di guardare oltre, di guardare a quello che di bello abbiamo , di ri-prendere il cammino dei nostri avi , che ci hanno lasciato un patrimonio culturale, storico, artistico, che non ha mai suscitato interesse. Allarghiamo lo sguardo e pensiamo alla Basilicata tutta, al mondo che c’era, e che sparì ,come in un brutto sogno, alla fine degli anni settanta. Mi rivedo bambina , il mese di Agosto, quando intere famiglie ritornavano dal Nord, con luccicanti Alfa Romeo rosse o con Fiat Uno di colore bianco. Tutti con la convinzione di avercela fatta, di aver lasciato la povertà giù, a noi, che inevitabilmente ci sentivamo miseri e, con quel senso di vergogna che, ancora sento sulla pelle, quando penso a quegli anni. Ma, se la storia dà torto o ragione , forse oggi, qualche nodo, viene al pettine. Aver voluto concentrare lo sviluppo industriale ed economico solo verso una parte del Paese(Nord) a danno di intere generazioni , cosa ha prodotto? Oggi, le grandi aree industriali sono in crisi, vedi le ultime vicende FIAT( oggi Stellantis a vertici francesi). Era necessario annientare un mondo che, forse, con una classe politica più attenta avrebbe potuto progredire in modo dignitoso? Nel tempo, le classi dirigenti che si sono succedute , credo, abbiano avuto poca visione, abbiano inseguito bisogni a breve termine per meri interessi elettorali. Guardo la mia Valle e penso che sta morendo , un destino che accomuna tutte le nostre Valli. Penso allo spopolamento , alla vita che non si rigenera, ai pochi giovani che, non appena possono vanno via; oggi l’emigrazione non è più operaia ma intellettuale. Ancora una volta, penso che il disegno sia sempre lo stesso, ma le nuove tecnologie permettono a tutti di lavorare ovunque, e i nostri borghi possono offrire nuove opportunità . Ricordo a tutti che, la Valle del Mercure è anche il cuore del Parco Nazionale del Pollino che, ha sede a Rotonda. Ho sempre pensato che i territori dei Parchi Nazionali dovrebbero avere più opportunità, ad oggi il Parco del Pollino ha soltanto espletato la sua funzione protettiva e non propulsiva. Sicuramente il ruolo protettivo è utile ma, ad oggi i vincoli si sono rivelati un’arma a doppio taglio, penalizzando le poche e fragili attività, come l’ agroalimentare, ad esempio l’aumento incontrollato della selvaggina, come i cinghiali e non solo. Il 12 Dicembre 2022, l’Associazione MedinLucania ha presentato a Viggianello il convegno , Turismo Lento e Aree Interne. Mille anni fa , vivevamo insieme, uniti in queste valli, Valle del Mercure, Sinni, Agri, Basento, Bradano, uniti forse si diventa più forti, più capaci di elaborare concetti, più capaci di pensare alla cura dei territori. Riflettendo sulla parola cura, penso al GAL. Cittadella del Sapere, 19 comuni tra Lagonegrese,Valle del Mercure, Alto Sinni e Val Sarmento, che avrebbero dovuto usufruire delle tante opportunità ,purtoppo il trend demografico resta negativo. Potrà il PNRR risolvere e aiutare ? Certamente gli interventi del PNRR potrebbero essere importanti , ma lo spettro dell’autonomia differenziata creerà ancora più problemi. L’ultima provocazione sulla Basilicata( Matera in Puglia) è di pochi giorni fa . La risposta di MedinLucania ,non si è fatta attendere. Il presidente , Dino Nicolia, in un articolo ( Passaggio a Sud) parla di “Matera e Potenza al centro del Mediterraneo” “ Proporre, dice, di frammentare ulteriormente la regione è una provocazione da accantonare immediatamente …creare scontri per mere ragioni campanilistiche o per avere un titolo sui giornali fa il gioco di chi vorrebbe una Basilicata sempre più fragile , marginale e priva di prospettive” Mi ha colpito la parola fragile , le fragilità hanno bisogno di cura. La cura, lo sguardo che si volge al passato. Da quel passato bisogna provare a cambiare. Voglio pensare che ci sia ancora un barlume di speranza, voglio pensare che MedinLucania possa davvero cambiare il paradigma culturale e incarnare un “Nuovo Umanesimo”,destrutturando un modo di pensare ai territori, guardando alle peculiarità che hanno , a quello che non è mai stato valorizzato, che forse era nascosto, oppure che intere classi dirigenti non hanno mai voluto vedere. Torno verso casa, nel cuore del mio piccolo e bellissimo borgo, inserito nella mia Valle del Mercure. Il sole è già alto. Un ultimo sguardo e la consapevolezza che, tutto può cambiare.

*Giornalista pubblicista, lauerata  in scienze politiche all’Orientale di Napoli

Coordinatrice MEDinLUCANIA
Valle del Mercure

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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