DALL’UTOPIA DELLA CUCCAGNA ALL’ORGIA DEL CONSUMO

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LUCIO TUFANO

            D’innanzi alla prorompente ed immensa mole di prodotti che inonda ogni giorno il nostro mondo, tutti tesi a stimolare e soddisfare ogni nostro desiderio ed i nostri gusti, alla constatazione di come grandissime scorte i beni, attraverso le strutture della più moderna e grande distribuzione, richiamano l’attenzione di migliaia di consumatori; al cospetto di grandiose e favolose invasioni di milioni di confezioni, tipi, marche, varietà e specie … non possiamo non chiederci se l’umanità, in tutta la sua storia, abbia mai attraversato un’epoca siffatta, di mitico benessere e ricchezza distribuite in offerta da una megamacchina che muove le logiche del mercato mondiale. Vi sono mai stati tempi come questi? Un’opulenza di beni che tenta le famiglie nell’irrefrenabile propensione ad impossessarsene, acquistandoli a ‘prezzi di giornata’ o a ‘prezzi stracciati’ nel corso delle ‘settimane del risparmio’, così come i megafoni di un’assordante pubblicità insistono su ogni merce, ogni prodotto, per una ‘convenienza mai vista’. Eppure la mitica età dell’oro, di cui hanno parlato Esiodo e Platone, era ricca di campi e frutti per tutti, quando gli animali e le piante erano protetti dagli dei, abituali frequentatori della terra. Non vi era l’agricoltura e tutto si otteneva spontaneamente.

Ne parlarono Ferecrate, Cratino, Teleclide, Metagene, Luciano di Samosata e Boccaccio che descrisse come nella terra di Bengodi le vigne fossero legate  con le salsicce e la gente preparasse maccheroni e ravioli in brodi di capponi, accanto a ruscelli di vernaccia …

Soltanto dopo, molto dopo, vennero le colture agricole, i pascoli ed il grano, la mungitura delle mucche e delle pecore, vennero la sacrosanta fatica contadina ed il mito del raccolto. Si riconquistava il mondo un boccone alla volta, anche se per tantissimo tempo tutto è mancato ai vagabondi senza denaro, ai mendicanti senza fissa dimora, ai ciechi suonatori di strumenti dalle note disperate, ai giocolieri dalle tre carte, zingari e questuanti da tozzo di pane e furfanti di piazza, baraccanti da commedia, venditori di cocomeri e di foglie, di zappoli bolliti e di cotiche sottosale, di peperoni sottaceto, di lupini e carrubbe … Oggi quelle utopie, per alcuni versi, sembrano essersi realizzate in modo più moderno e più miracoloso, se si pensa alla potenza dell’offerta e alla diretta proporzionalità della domanda, alla meticolosa e capillare tecnica distributiva che va incontro ad ogni esigenza, ogni voglia o desiderio. Un’immensa, irruente, meticolosa orgia del consumo fa dell’Occidente la parte più favorita dell’intero Pianeta, tale da rappresentare per le antiche ed attuali regioni della fame un approdo agognato. Lontanissime età quelle per le quali gli scrittori e i filosofi immaginavano grandiose scene luculliane, ambienti dell’abbondanza, meravigliosi regni della crapula. Era l’ingenua concezione della felicità a dimensione fiabesca; mitologia della panacéa alimentata da presenze taumaturgiche e assicuranti di divinità intriganti. Una utopia della prosperità materiale che ha provocato, in varie epoche, il fermento animalesco, la violenza delle masse, spingendole in sommosse e rivoluzioni sanguinarie non sempre efficaci nel cinico disegno ideologico di ottenere pane e giustizia e spesso, quasi sempre, esiti del tutto disastrosi. Questa di oggi è l’era del capitalismo globale che sazia e propone, offre a piene mani; è l’era del mercato e delle multinazionali in cui vandalismi tecnici, formidabili stregoni e abilissimi managers operano in direzione di grandi self service all’ingrosso, di cash&carry alimentari, di magazzini super élite, di talk show, di play station, le cui magie non consistono solo nella spinta promozionale, bensì in un ordinatissimo pandemonio di beni materiali che corrompe e soddisfa ad un tempo, attraverso migliaia di strutture ed ipermercati organizzati, l’immensa voracità di massa: Emmelunga, Coop, il grande centro commerciale Wal-Mart, Conad … Le confezioni, le varietà, le mille possibilità di uso, di gusto e di sapore, per la voluttà che ispirano e per l’irrefrenabile propensione all’acquisto, per la possessiomania che contagia agiati e meno agiati, abbienti e meno abbienti, ricchi e poveri, appaiono come una sorta di stadio mai concepito dal genere umano nei millenni trascorsi per cui tutto viene sottoposto all’attenta e capillare valutazione ed al calcolo più minuzioso della convenienza, da parte di ciascun acquirente. Ora tutto ha nome, prezzo, dicitura, scadenze, colore, tutto è sofisticato e predisposto perché il prodotto venga posto in evidenza nelle scaffalature negli stigli illuminati, in banchi refrigeranti e in frigo dalle tentazioni inaudite.

È così che le mani delle signore, sin dalle prime ore del giorno afferrano ogni cosa da far cadere nei carrelli, con ‘quattro salti in padella’, ‘contorni mediterranei’, ‘croccole Findus’, e ‘filetti di Platessa’ … Lì si va per vino, paese per paese, cantina per cantina, regione per regione, per le carni di ogni animale, di ogni pascolo, ‘il piacere di dargli un taglio’, ‘niente fumo e tanto arrosto’, bistecche di fracoste, spezzatini di bovini, bocconcini e cotolette …, grandi scorte di yogurt magri e interi, cremosi e dessert per i gusti più raffinati, torroncino e caffè, cocco e prugna, agrumi e vaniglia, amaretto e frutti di bosco, sapori d’Africa e di Sicilia, budini di Gran Bretagna e di repubbliche sud americane propendono dai frigobar aperti e trasparenti. E c’è il ‘ceppetto fiore delle tavole imbandite’, pietanze, piatti e stoviglie, zuppiere e bottiglie, ristori al 2° e 3° piano per scale mobili, bazar d’Oriente ed ateliers d’Occidente, ‘Eurospin è per la spesa intelligente’ e ‘Muesli’ è il croccante della frutta e delle mandorle, il ‘silenzio’ è di pasta Agnesi, sfoglia Buitoni, tortelloni e cappelletti, la golosa Galbani ed i Misteri dell’Arca, Curtiriso Arborio, Ovito d’oro, Hero Diet, Balsen ed Osvago. Prevaricano, su altri prodotti, una cascata di biscotti wafer, novellini e gentilizi, le gallette di frumento di mais, di sarchio e di sesamo, Fiorucci, Vismarissima, Suprema, favolosa quella di Bologna, Golfetta Golfera, Bresaola, Punta d’Anca Rigamonti, Certosa Galbani e Citterio Milano-Ungheria, la Kraft che fa Giravolte, Gran Mix, Parmissano grattugiato, Invernizzi, Vallelata, e Sabelli di sincera natura con Pettinicchio … Ed ancora la capra Amaltea diventa Amalattea, l’emmenthal francese e il mascarpone sono Optimus! Mila e Camoscio d’oro, il formaggio alpestre. Poco più in là vi è il ‘risparmio che viene dall’orto’: broccoletti sfusi, insalata Selex, Valerianella, patate e peperoni, zucchine ‘Napoli’, finocchi e sedani, uve nere e bianche, Pizzutella e Regina, mele royal, stark di frutta Oplà, giacciono in un quadrato fragrante di verze, cavoli e pomodori.

Ecco che le tecniche dei centri commerciali poi moltiplicano l’efficienza della spesa accorpando tutta una serie di grandi magazzini e punti vendita specializzati. È questa ancora una macchina – la descrive Kowinski – per vendere estremamente efficiente ed efficace che vale la spesa per il commerciante giacché, l’assortimento dei piccoli e grandi negozi (sinergia del commercio) richiama acquirenti in massa. Vi sono anche i reparti del ‘freeze drying’: tagliatelle, pollo, piselli, scampi alla creola, capretto con patate e manzo allo spezzatino. Hanno l’aspetto di una rotonda mattonella quadrata che al momento dell’uso dovrà essere imbevuta di acqua bollente e reidratata in cinqueminuti, ‘Musica in Cucina’. È in questi luminosissimi meandri della iper-offerta che la megamacchina sciorina prodotti della Conad ‘artisti nella qualità, maestri nella convenienza’, ‘Dove natura crea Cirio conserva’, dove la Parmalat, il mulino Bianco e la Plasmon la fanno da padroni. A ‘Panorana’, a ‘Iperfutura’, ‘Le Piramidi’ da ‘Pace e Becce’ a Discount …’l’iperconvenienza è sottocosto, dove se ‘entri raddoppi la tua spesa’….

Insomma ci si dovrà rendere conto come questo vortice turbinoso provochi alla fine il dramma dei rifiuti, il diluvio che ingolfa strade ed angoli della città e crea problemi al Comune, alla Municipalizzata, alle organizzazioni della raccolta differenziata e dello smaltimento. Con quale colossale quantità di derrate e di prodotti la megamacchina dovrà sempre più sovrintendere alla voracità delle città che divorano, trasformano e tentano di distruggere ciò che rifiutano.

Ha ragione Serge Latouche, quando sostiene come <la megamacchina non sia un mostro fluttuante nell’aria: essa è saldamente ancorata nel nostro immaginario. Essa è il risultato d una vera e propria macchinazione. Si nutre dei nostri sogni e dei nostri incubi. Decolonizzare questo immaginario è un compito urgente per neutralizzare i potenziali pericoli di questa creatura non appena essa minaccia di rivoltarsi contro il suo creatore>.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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