L’attenzione degli appassionati di calcio si è spostata, almeno per quanto riguarda le tifoserie della Juve e del Napoli, sulla Champions con i bianconeri che a Zagabria hanno giocato al tiro al bersaglio contro la Dinamo e i napoletani che attendono al San Paolo il Benfica. Senza storia l’impegno dei bianconeri che hanno dominato in lungo e in largo passando l’80 per cento della partita nella metà campo dei croati e creando tantissime occasioni da rete. Squadra concentrata, attenta, determinata e mai, come l’avversario poteva forse permettere, propensa ad abbassare i ritmi della partita. Nemmeno nel pacchetto arretrato che di fronte non aveva attaccanti che potessero minimamente impensierire la BBBC che si è dedicata prevalentemente a dare manforte ai centrocampisti nella costruzione del gioco. Esattamente come aveva chiesto Allegri nel preparare la gara. Non sono queste le partite che danno l’idea precisa dei progressi dei bianconeri in attesa di sfide più toste, ma era importante che la squadra entrasse in campo convinta ed umile e facesse quello che aveva chiesto l’allenatore. Ottime notizie sono arrivate anche dagli attaccanti con la conferma di Higuain che va in rete con una continuità impressionante e finalmente il primo gol della stagione per Dybala, rimasto a secco nelle prime otto uscite ufficiali. E si sa quanto per un attaccante sia decisiva a livello mentale, più di qualsiasi altro accorgimento, ritornare a mettere il pallone in porta. Esattamente quello che mancava al giocatore argentino e che ne stava minando l’autostima e la fiducia nei propri mezzi. Se proprio vogliamo andare a trovare il pelo nell’uovo, bisogna ricordare la sola volta che la Dinamo ha trovato il modo di far tremare Buffon: manco a dirlo su un calcio da fermo un giocatore croato è svettato più in alto dei difensori della Juve e ha colpito la traversa. Purtroppo questa situazione si sta ripetendo abbastanza spesso per cui sarà compito di Allegri trovare i rimedi giusti per far tornare la Juve impermeabile. Facendo un passo indietro,nel campionato di serie A hanno fatto discutere ed ancora fanno discutere alcuni risultati che non erano attesi. Ci riferiamo, in particolare, al pareggio interno dell’Inter contro il Bologna e alla sconfitta, anche netta, della Roma sul campo del Torino. Come non si può promuovere la prestazione della Juventus a Palermo della quale si salvano solo i tre punti conquistati e poche altre cose. E dopo la quale la Juve ha dato risposte più che esaurienti nella trasferta in Croatia. Nell’ambiente bianconero, piuttosto,si impreca per i gravi infortuni capitati ad Asamoah e Rugani che saranno lontani dai campi di calcio per un mese e mezzo. Il primo per la rottura del menisco mediale e già sottoposto ad intervento chirurgico a Barcellona e il secondo ai box per una distorsione al ginocchio destro che ha interessato anche il legamento collaterale.Decisamente preoccupante è il passo indietro dell’Inter, non solo nel risultato, ma nella confusione generale che ha caratterizzato i 90 minuti con il Bologna. Che se avesse vinto, non avrebbe rubato niente. Evidentemente Frank De Boer che si è arrabbiato molto con Kondogbia fino al punto da sostituirlo, ancora non conosce bene le caratteristiche dei suoi giocatori e non riesce a trovare ancora la quadratura del cerchio se ci riferiamo allo sviluppo della manovra. Che ancora non è fluido nonostante le impennate individuali di Icardi, suoi i 6 punti conquistati tra Juve ed Empoli, di Candreva che sforna cross a ripetizione e di Joao Mario che si sta dimostrando acquisto azzeccato e molto utile. Ma siccome una squadra non può andare avanti solo a botte di giocate individuali che in qualche circostanza possono levare le castagne dal fuoco e non sempre possono sopperire ad altre carenze, allora il lavoro che attende l’allenatore olandese è molto lungo e faticoso. Se l’Inter, come desiderano i suoi proprietari e i suoi dirigenti, vuole ambire ad essere seria antagonista della Juve, del Napoli e della Roma. E De Boer non ha tanto tempo davanti a sé per risolvere i problemi, perché davanti Juve e Napoli vanno già di corsa. Ha sorpreso, non poco, la sconfitta della Roma contro il Torino in una partita in cui i giallorossi sono apparsi molli e poco reattivi lasciando ampia libertà di colpire agli amaranto. Dati i giusti meriti al Torino che ha giocato davvero bene, è più facile pensare ad una giornata storta dei giallorossi capaci solo di fiammate a sprazzi, piuttosto che pensare a passi indietro preoccupanti di una squadra che, da quando Spalletti l’ha ereditata da Garcia, in campionato ha perso con la Juve l’anno scorso e domenica scorsa con il Torino. E quindi non è pensabile che all’improvviso la Roma abbia perso le sue certezze e abbia smarrito gli insegnamenti di Spalletti.
