CON IL DECRETO IN VIA DI EMANAZIONE IL GOVERNO INDIVIDUA I CRITERI CUI LE REGIONI DEBBONO UNIFORMARSI PER SEGNALARE LA ZONA A FISCALITA’ SPECIALE CONNESSA ALLA RISTRUTTURAZIONE DEI PORTI. L’APPARTENENZA AD UN PORTO COMPORTA PER ORA LA SOLA FISCALITA’ SPECIALE QUANDO LE MERCI VI PASSANO. TOCCA POI ALLE REGIONI PREDISPORRE LA LOGISTICA E TUTTO QUANTO SERVE ALL’UTILIZZAZIONE DELLA VIA DEL MARE PER LE MERCI. DE VINCENTI ESPONE IL PROPRIO PENSIERO SUL FATTO CHE TARANTO POSSA RAPPRESENTARE L’INTERA BASILICATA.
“Il Dpcm che puntualizza i criteri di individuazione delle Zes, le Zone economiche speciali inserite nell’ultimo decreto Mezzogiorno convertito in legge, e’ stato predisposto ed e’ alla firma dei ministri concertanti: Mezzogiorno, Infrastrutture, Sviluppo economico ed Economia e finanze. Dopodiche’ andra’ alla firma del presidente del Consiglio”. Lo ha annunciato a Taranto, in un convegno della Cisl, il ministro per il Mezzogiorno e la Coesione territoriale, Claudio De Vincenti. “Ora aspetto sulle Zes le proposte delle Regioni, visto che tocca a loro avanzarle” ha aggiunto il ministro, specificando di vedere “una buona opportunita’ nel fatto che la Zes di Taranto, che ha come riferimento questo porto, si allarghi anche alla Basilicata e alle aree di Metaponto e Ferrandina”. “Se la Zes di Taranto diventa anche quella della Basilicata – ha sottolineato De Vincenti – vuol dire anche che le merci di questa regione utilizzeranno il porto di Taranto per la loro movimentazione”. “Ho visto che si e’ fatta una polemica sul fatto che se si istituisce una Zes interregionale, le risorse devono poi essere divise tra due realta’. E’ una polemica – ha chiarito il ministro – che non ha ragione di esistere perche’ noi nel provvedimento relativo alla Zes abbiamo introdotto solo le risorse relative agli incentivi fiscali. Che sono una parte e che siamo pronti ad aumentare nel momento in cui verificheremo che la misura va e viene utilizzata.
FONTE AGI
