DEBORAH DONADIO, UNA TALENTUOSA VITA DA SORDA

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Deborah Donadio, ragazza lucana , sorda. Raccontaci chi sei..

Sono una sorda bilingue, questo termine deriva dal fatto che affronto la mia vita quotidiana con due lingue, significa che parlo tranquillamente la lingua Italiana con la comunità udente e segno nella Lingua dei Segni Italiana con la mia famiglia e la comunità sorda segnante e gli udenti che la conoscono.
Ho 25 anni, appena compiuti.
Non è stato facile il mio percorso, proprio come quello di molte altre persone sorde, perché in Italia c’è ancora molto da fare per il riconoscimento dei diritti delle persone con questo deficit.
Sono riuscita comunque a diplomarmi con un buon voto nel settore di moda e abbigliamento a Policoro (Matera) presso l’IPSIA Pitagora senza aver mai avuto un assistente alla comunicazione, vale a dire un ‘orecchio’, un ruolo professionale scolastico che permette alla persona sorda di poter apprendere a pieno durante il suo percorso scolastico senza difficoltà.
Poi ho deciso di trasferirmi a Roma, città dove vivo ora, per poter continuare ad ampliare le mie esperienze nel campo artistico.
Ho concluso la mia formazione nella moda in Fashion Designer presso l’Accademia di Moda e Costume e poi mi sono iscritta a un corso intensivo di teatro integrato per persone udenti e sordi.

La tua passione inizia a dare ottimi risultati. Prima del tuo coinvolgimento per “Romanzo famigliare”,andato in onda dall 8 gennaio per sei serate su RAI1, quali lavori hai fatto nel mondo dello spettacolo, a livello Nazionale?

Sono riuscita ad affiancare una tra le attrici italiane più importanti del mondo del Cinema, Valeria Golino.
Ha dovuto imparare la Lingua dei Segni Italiana per il film di G. Gaudino – “Per Amor Vostro” che ha partecipato al Festival del Cinema di Venezia, con Valeria Golino che interpreta una coraggiosa madre Napoletana che ha tre figli di cui uno è sordo – un attore realmente sordo! – e racconta quanto la forza di una donna riesca ad affrontare situazioni brutte e dure.
Nel mondo del teatro sono riuscita ad entrare nel cast di “Figli di un Dio Minore” recitando la parte di Lydia che essendo innamorata di James prova continuamente a conquistarlo, nonostante sia impegnato con Sara, Lydia è un personaggio divertente come sa chi ha già visto lo spettacolo, andato più volte in tourneè Nazionale.
Questa è stata una bella sorpresa per me perché James era interpretato da Giorgio Lupano, attore Italiano che avevo visto in “Paura D’amare” una serie televisiva che seguivo quando ero sul divano di casa mia a Policoro,il cast di Figli di Un Dio Minore è stato mitico: attori, sordi e udenti, esperti e bravi!
In cucina con il grande Chef Rubio si sono realizzate delle ricette divertenti di piatti Romani e non, per il pubblico segnante e non, accessibili a tutti: la “Cucina in Tutti i Sensi”, realizzate anche in collaborazione con l’Istituto Statale Sordi di Roma dove Chef Rubio ha studiato la LIS, e concluse pochi mesi fa con la partecipazione straordinaria di Oney Tapia.

Per il film di “mamma” RAI qual è stato il tuo ruolo? Com è nato il ponte con questa squadra?

Nella serie televisiva “Romanzo Famigliare” andata in onda su Rai1 mi vedete interpretare Alessandra, cioè un personaggio udente. Sono l’assistente alla comunicazione di Ivan, un ragazzo straordinario, è una persona udente cresciuta bilingue come me, perché figlio di genitori sordi, Renato Raimondi.
Con il team Cinedeaf abbiamo organizzato un casting per il ruolo di Ivan, svolto all’interno dell’Istituto Statale per Sordi di Roma che realizza appunto il Festival Internazionale del Cinema Sordo di Roma.
La mia collaborazione è nata proprio grazie a questo incontro, la regista – Francesca Archibugi – ha subito voluto un team di persone esperte sorde e udenti che le potevano esser d’aiuto durante la preparazione del film. Ho potuto seguire quindi il personaggio sordo, Ivan, per la recitazione in Lingua dei Segni, è così poi che sono finita sullo schermo anche io, oltre ad affiancare altri attori della serie come Coach Lis.

Le tue emozioni su set? Quelle invece di quando ti sei vista in televisione?Con quale attore si è creata una bella amicizia?

Grande paura e forte emozione, due sentimenti che provavo prima e durante il set, in tv è stata un immensa gioia perché il duro lavoro è andato a buon fine, si è vista la bravura di tutti.
E’ stato anche strano perché ho visto un metodo lavorativo completamente diverso dal teatro, il Cinema e la TV sono altre forme d’arte.
Ero l’unica persona sorda coinvolta in un grande team di esperti del cinema che non conoscevano la Lis eppure durante il set sono nate belle amicizie con tutti, in particolare con Vittoria Puccini che ha sempre avuto a che fare con il mondo della Lis, dopo aver recitato nel film “Tutta per colpa di Freud” come Marta, la ragazza che si innamora del ladro sordo di libri, è stata anche la madrina dell’ultima edizione del nostro Festival Cinedeaf al Museo MAXXI. Lei ha compreso l’esistenza della comunità sorda e ha capito che non è un handicap la sordità, mi ha visto come una persona normale, riuscivamo a comunicare tranquillamente.

Sei una donna tenace. Tra le tue tante battaglie anche quella sul riconoscimento della LIS. Cosè la LIS?

La Lis è l’acronimo di Lingua dei Segni Italiana, essa non è mimica gestuale ma è la lingua usata dalle persone sorde e udenti appartenenti alla comunità sorda Italiana e non è un codice comunicativo universale bensì esistono tante lingue dei segni quante sono le comunità sorde sul pianeta. Ed è un sistema comunicativo che sfrutta il canale visivo gestuale che risulta integro nelle persone Sorde. Essendo cresciuta bilingue ritengo che sia importante che la persona sorda debba avere uso anche di questa lingua che rafforzi la propria identità, condividere questa lingua ti fa sentire di essere una persona normale e ricca, non diversa o minore per la società.
Per questo vorrei che l’Italia riconoscesse la LIS per quello che è: una vera e propria lingua usata da una percentuale di cittadini sordi Italiani, e che si smettesse di parlarne come di un linguaggio mimico GESTUALE.

Progetti futuri?

Far si che noi persone sorde, con la nostra abilità del visivo, sviluppiamo competenze e aumentiamo occasioni per lavorare nel mondo dello Spettacolo e della Moda.
Con Eyes Made, una giovane realtà della quale faccio parte, siamo molto impegnati su questo tema e stiamo elaborando un’offerta di formazione accessibile per la professionalizzazione delle persone sorde in questo settore, ma stiamo anche creando e diffondendo prodotti e servizi culturali e artistici per promuovere il Deaf Talent e la conoscenza della lingua e della cultura Sorda.
Per esempio stiamo per uscire con la nostra prima distribuzione italiana, il documentario Deaf Jam di Judie Lieff, che affronta le potenzialità della lingua dei segni per esprimersi artisticamente, in particolare attraverso la poesia slam, e poi sono impegnata in prima persona nel progetto produttivo di un film tratto da un libro molto interessante, dove a fare da cornice della storia ci sarà la stupenda natura della mia Basilicata…ma non posso dire niente di più ancora!

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Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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