Potenza-Nardò non ha suscitato l’attenzione generale per quello che è successo in campo nei 90 minuti con il Nardò che è riuscito ad acuire la crisi dei rossoblù di Biagioni infliggendogli la terza sconfitta casalinga, la prima sul nuovo manto del Viviani, quanto per il clima in cui si è giocata questa gara. Praticamente con gli spalti deserti per la decisione dei tifosi del Potenza di disertare lo stadio per continuare la protesta e la contestazione nei confronti dei proprietari della società Vertolomo e Vangone. Una decisione a cui si è giunti per esclusiva colpa dei due presidenti che stanno davvero prendendo in giro tutti: tifosi, squadra, l’allenatore Biagioni e alla fine, non sembri un paradosso prendono in giro se stessi. E spieghiamo subito il perché. Quando degli imprenditori acquistano una società di calcio si pongono come obiettivo, universalmente riconosciuto, di raggiungere determinati obiettivi sportivi nel corso di una stagione. La vittoria del campionato, il piazzamento play off o il raggiungimento della salvezza ripagano dei tanti sacrifici economici che i dirigenti affrontano alla guida delle società. Questo si verifica nel mondo del calcio. L’unica eccezione sono proprio i due proprietari del Potenza che sembrano ragionare al contrario di quello che è un’idea generale.Hanno avuto la fortuna di avere tra le mani, non per merito loro, una squadra costruita in modo egregio da Capuano e hanno, bisogna anche riconoscerlo, speso per permettere ciò anche un certa quantità di spldi. Ovviamente dichiarando di voler puntare in alto, Tutto legittimo. Da persone che fanno i loro interessi e di conseguenza alimentano le passioni dei tifosi ci si aspettava che la squadra, incompleta,venisse rinforzata adeguatamente. E di occasioni per fare questo ne hanno avuto tante: il mercato di settembre, il mercato degli svincolati e il mercato che è in corso e che è iniziato il primo dicembre. Ma di rinforzi nemmeno l’ombra. La conseguenza logica è che Vertolomo e Vangone corrono il rischio di aver buttato i soldi già spesi dalla finestra senza nessun ritorno. Avremmo anche capito se la proprietà avesse detto che questa era la squadra e con questa bisognava andare avanti perché il budget non poteva permettere altre spese. Ipotesi questa altrettanto legittima. Ma non è andata così perché Vertolomo e Vangone hanno sempre dichiarato che avrebbero completato la squadra e che gli obiettivi non cambiavano. Ma allora il danno, oltre che ai tifosi del Potenza, i due proprietari non lo fanno soprattutto a se stessi? E’ veramente giusto intendere il calcio in questa maniera? E’ giusto ogni anno spendere soldi invano senza avere lo straccio dii una soddisfazione personale? E’ sicuramente giusta, checchè ne pensi qualcuno della società che ha definito un crimine il fatto che i tifosi non vadano allo stadio, la decisione dei tifosi di disertare lo stadio. Chi pensa in questa maniera dubitiamo che abbia capito in quale situazione si trova il Potenza. Come non si capisce il motivo per cui i tifosi devono dare i soldi del biglietto a persone inaffidabili che promettono da due anni e non mantengono mai. Nella forma più civile e corretta, come civile è stata, fino a questo momento, anche la contestazione domenicale ai due proprietari. E crediamo che questa situazione si protrarrà ancora per parecchio tempo o meglio fino al momento in cui Vertolomo e Vangone non daranno l’annuncio ufficiale di lasciare la società. Sia trovando per fatti propri altri acquirenti sia andando dal sindaco De Luca a dire di rinunciare affidando allo stesso primo cittadino il compito di trovare in città imprenditori interessati alla società rossoblù. E il compito del primo cittadino assume un significato molto importante per mettere in atto tutti i passi necessari utili a fare ritornare ora o anche a fine stagione sportiva attuale il Potenza in mano ai potentini.
