Lungo il viale del Basento di Potenza l’attività di recupero edilizio si è fatta frenetica e mentre si annuncia un mega centro commerciale , in quattro e quattr’otto anche la Spin ha aperto i battenti per il suo nuovo supermercato.
Se da un lato la tiqwualificazione urbana fa un passo avanti in quella zona, dall’altro questa esplosione di iniziativa segna due cose: il definitivo abbandono dell’area come attività industriale ( Siderurgica a parte, il che non è poco) e la sua definitiva conversione in area commerciale. Questo cambio di destinazione non è senza problemi, giuridici o politici. Il primo dei quali è che queste attività insediatesi in zona industriale godono dei privilegi dovuti alla promozione territoriale delle industrie, cioè servizi ed infrastrutture messe a disposizione gratuitamente. La cosa non è di poco conto, perché non pagare la Bucalossi per complessi di quella metratura o volumetria è un risparmio clamoroso e segna un discrimine altrettanto grave tra chi va ad insediarsi in quella zona e chi invece sceglie altre zone della città. Il Comune sembra ignorare questo dettaglio, e va avanti come se il problema non esistesse. Il secondo tema è che , pur installati nella’rea industriale, queste aziende commerciali non solo insistono su una via cittadina, ma ne determinano anche il traffico, modificando in maniera evidente volume e direzione della circolazione.
Ci sono ormai cinque grandi strutture che insistono sulla stessa via, la Conad, EUROSpin, la Piramide, Acqua & Sapone,il centro commerciale recentemente aperto invia appia di fronte al Carcere. A questo si aggiungerà, dicono le carte finora, il megacentro che si insedierà nella area ex industrie del basento. Che succederà per la circolazione in quell’area, è facilmente immaginabile, come è facile pensare che quella stazione degli autobus adesso si pone come cavolo a merenda, costituendo una strozzatura che crea intralcio all’aumentato volume di traffico. Vogliamo ripiegarci a tutti i livelli su questi temi: vogliamo definire come regolare questa disparità di trattamento fra insediamenti commerciali nelle aree industriali e insediamenti diversamente produttivi? Cioè un provvedimento che riconosca un contributo alle infrastrutture fatte e a quelle da fare e da mantenere. E vogliamo fare un piano di circolazione che sia adeguato alla nuova situazione? Poi, con quale logica arrivano tutte queste iniziative, in una città di sessantamila abitanti, sarebbe interessante capirlo.



