DIVISI E’ MEGLIO: L’UNITA’ ADESSO CREA SOLO AMBIGUITA’

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Marco Di Geronimo

La Regione Basilicata andrà presto a elezioni. E il centrosinistra si presenterà diviso. Saranno almeno due, probabilmente tre, i frammenti che troveremo sulle schede. E non bisogna escludere colpi di scena dell’ultimo minuto. Una cosa è certa: l’unità dei progressisti è irrecuperabile.

Da più parti in Regione si levano appelli all’unità. Appelli che suonano come campane a morto. L’epoca del centrosinistra come l’abbiamo conosciuto è ormai finita. Non si tratta di una questione di nomi: Pittella o non Pittella, quella stagione storica va soltanto archiviata. I rapporti tra il centro e la sinistra hanno perso ogni equilibrio. Bisogna ricominciare da zero.

Dare a Palazzo Verrastro cinque anni di litigi interni alla coalizione progressista servirebbe soltanto a rimandare il problema. La classe dirigente lucana è oggetto di costante sfiducia popolare. Prolungarne l’agonia avrebbe il solo effetto di potenziare lo sviluppo delle forze populiste. E il rischio concretissimo di consegnare la Regione ai populisti sbagliati.

Difficile che il Movimento 5 stelle possa sopravvivere indenne a questa legislatura nazionale. Difficile che la Lega possa perdere la leadership del nuovo centrodestra. Forse è un bene che il 24 marzo prefiguri una corsa tra i «gialli» e i «verdi»: meglio che un soliloquio leghista. Al quale saremmo stati condannati, se le regionali si fossero tenute più in là.

Vero è che il centrosinistra avrebbe potuto essere della partita. Ma quale progetto avrebbe potuto mettere in campo? È questa la motivazione per la quale le forze, dalle più radicali alle più centriste (come il PD), non hanno interesse a presentarsi assieme. Non tanto per tentare inutili tira-e-molla: quanto per imporre un nuovo orizzonte ideologico all’area.

Parliamoci chiaro: costruire una grande armata brancaleone per perdere ignominiosamente o litigare avvitandosi in litigi infiniti non conviene a nessuno. Non conviene alle singole forze in campo, ciascuna alla ricerca di una identità che deve trovare in contrapposizione ai propri futuri alleati. Non conviene all’area progressista in generale, al momento in profondissima crisi perché priva di valori comuni. E non conviene agli stessi lucani, che hanno bisogno di «saggiare» l’alternativa per tornare a fidarsi di una classe dirigente che disprezzano.

È un fenomeno che non interessa solo la Basilicata. E non facciamoci ingannare dai numeri: la debolezza strutturale del centrodestra offre a un centrosinistra unito delle chance che altrove si sogna. Ma a Potenza come a Roma il centrosinistra semplicemente non esiste. Non esiste né come categoria, né come filosofia, né come strategia.

Costruire un grande cartello elettorale «sciolto», una pletora di liste e listini che raccolgono voti in giro per i paesi al solo scopo di far scattare il premio di maggioranza, è proprio ciò che i lucani si aspettano da questa classe dirigente. Ed è proprio il motivo per cui la rigettano. Vero è che il M5s ha nella sua tattica (corriamo da soli!) la sua debolezza – specie in elezioni regionali come le nostre, molto simili a delle comunali allargate.

Ma è innegabile che la nostra Regione necessita di un ricambio. E anche chi di noi è (legittimamente) spaventato da questa rivoluzione politica epocale, non può che prendere atto dei frutti migliori che produrrà. Anzitutto sarà una boccata d’ossigeno per la democrazia lucana: comunque vada, la sensazione che la gente avrà vinto contro la cricca sarà un’importante iniezione di fiducia nell’elettorato. Ma più d’ogni altra cosa, sarà un ceffone importante, che costringerà, prima o poi (Roma suggerisce poi), il centrosinistra a fare politica. Partendo dall’opposizione.

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Sull' Autore

Marco Di Geronimo

Classe 1997, appassionato di motori fin da bambino. Ho frequentato le scuole a Potenza e adesso studio Giurisprudenza all'Università degli Studi di Pisa. Ho militato nella sinistra radicale, e sono tesserato all'Associazione "I Pettirossi". Mi occupo di politica (e saltuariamente di Formula 1) per Talenti Lucani. Scrivo anche per Fuori Traiettoria (www.fuoritraiettoria.com), sito web di cui curo le rubriche sulla IndyCar e sulla Formula E; collaboro pure con Leukòs (https://leukos.home.blog/). In passato ho scritto anche per ItalianWheels e per Onda Lucana.

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