DOMENICO SANTORO, IL DESIGNER DELLE COSE BELLE, UTILI E DI QUALITA’

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di LUCIA LAPENTA

C’è chi per ideare oggetti che siano glamour, dal grande impatto comunicativo e visivo, studia le forme e le tecniche dei designer o degli architetti più creativi. E, chi, come Domenico Santoro mette, invece, le cuffie e ascolta il sound intimo, garbato, genuino, a tratti criptico e geniale di un musicista inglese, definito dalla critica come il “padre” del soul step, ovvero passo dell’anima.

“Tento di fare – ci conferma l’architetto e designer Domenico Santoro, nato nel 1982 a Potenza ma vissuto sin da piccolo a Castelmezzano e specializzato in product design per l’arredamento, l’innovazione e l’industria – ciò che il britannico James Blake fa con la sua musica elettrostrumentale minimalista e la sua voce profonda, che si serve anche dei momenti di silenzio per creare quei piccoli vuoti cosmici, tipici di ogni sua composizioni”.

Nelle creazioni di questo giovane designer, dunque, c’è quello stesso “ritmo” particolare che mixa e coniuga sapientemente la creatività più pura con la tecnica più moderna, la passione tumultuosa con il metodo e la logica.

“Non ho mai pensato di fare altro. Per me – continua il giovane, diplomatosi nel 2002 all’Istituto d’Arte del capoluogo lucano e, poi, dopo la laurea, nel 2006, in Disegno industriale alla Prima Facoltà di Architettura  Ludovico Quaroni della La Sapienza di Roma, nel 2009, anche in Architettura degli interni e allestimento – fare il designer non è una vocazione, piuttosto una parte di me che si manifesta da sempre: da piccolo disegnavo di tutto, soprattutto mi piaceva comprendere i meccanismi, le tecniche utilizzate per la produzione degli oggetti, anche diversissimi tra loro”.

Così, seguendo questa passione viscerale per le forme, gli ingranaggi e i metodi di lavorazione è stato semplice trasformare, dopo la formazione liceale e quella accademica, questo interesse in una vera e propria professione che ha trovato espressione nell’insegnamento, nel lavoro per le industrie, per la clientela sia italiana che estera e nell’imprenditorialità. Oltre infatti ad aver tenuto, come professore a contratto, dal 2013 al 2015, il corso di Laurea triennale in Product Design allo IED, l’Istituto Europeo di design di Roma, Santoro ha collezionato un sostanzioso portfolio clienti per i quali progetta e sviluppa prodotti di arredamento, in particolare sedie, divani, complementi di arredo e accessori. E, non ultimo, dal 2012 è proprietario, direttore creativo e socio fondatore insieme alla sua compagna di vita e di lavoro, Francesca Paddu, dello studio di design Pastina, dove ha sviluppato un brand tutto suo: Italian Goodies.

“Il nostro – sottolineano i due designer che, insieme dagli anni dell’Università, hanno abbracciato un progetto ambizioso, quello di seguire l’intero processo di creazione degli oggetti, dal concepimento dell’idea alla sua realizzazione – più che uno stile è un metodo che ci rende riconoscibili, nonostante tutto. Crediamo fortemente nel made in Italy : il nostro paese mantiene ancora un ruolo di player nel settore del manufacturing, del Life style e dell’homewear! Le nostre creazioni non sono pezzi unici, ma prodotti pensati e realizzati in serie perché ormai, negli ultimi dieci anni la gran parte delle aziende, avendo subito un’enorme contrazione del canale retail nei mercati tradizionali, hanno declinato la loro produzione verso il mondo contact, ovvero quello dell’accoglienza come alberghi, aeroporti, musei, navi da crocieria…Le aziende ci chiamano perché riconoscono, nei nostri oggetti, un linguaggio comprensibile e una propria identità, dal mood coinvolgente, caldo, affatto austero”.

Seguendo questa filosofia, i due creativi hanno lasciato la loro firma sulle sedie dalla linea nordica ma con dettagli “mediterranei” dati dai colori che sfumano dal grigio cemento al rosa antico, prodotte da rinomate aziende del Nord Italia; sui divani modulari dalle linee generose, pensati per assolvere non solo alla funzione di comodità ma anche di praticità. “In particolare – sottolinea Domenico, con il modello di divano Lazy, vale a dire Pigro, realizzato per la più antica azienda del Distretto del mobile imbottito di Matera, abbiamo vinto il German Design Award 2020, il riconoscimento più ambito del settore che identifica e presenta i trend di design attuali, promuovendoli nel panorama internazionale. Lazy è un divano componibile, dalla struttura in legno, imbottito e acquistabile in vari colori e tessuti, dalla pelle alla lana. E’ personalizzabile, con le sue forme abbondanti e morbide è come un pantalone loose fit, talmente comodo da poterci non solo accomodare o dormire, ma anche persino lavorarci con il pc”.

Dal componibile allo scomponibile, i sofà che escono dallo studio Pastina hanno conquistato, non solo l’Italia e il suo Mezzogiorno, ma anche l’estero, in particolar modo, in Francia, in California, in Canada e persino in Corea, dove il loro brand è conosciuto, valorizzato e apprezzato per la capacità di modellarsi alle esigenze, anche di tipo urbanistico. “Ad esempio – racconta ancora Domenico – per un’azienda leader del mercato coreano abbiamo studiato un sistema di divani e poltrone, la linea Carmel, dalle dimensioni più contenute e scomponibile, in quanto in questa penisola le abitazioni hanno accessi estremamente ridotti rispetto ai nostri.

Dal minimalismo di alcuni oggetti al massimalismo di altri, per andare incontro alle esigenze più variegate: “Ci piace poter immaginare e realizzare – affermano Santoro e Paddu, di origini sarde ma ormai “adottata” dal paese di origine dei genitori di Domenico, Castelmezzano – arredi e prodotti che possano, non solo essere belli e di qualità, ma anche multifunzionali e soprattutto dai massimi criteri di sicurezza”.

Un esempio, oltre a quello del divano premiato a Francoforte, è la recentissima mascherina ARIA progettata come presidio di sicurezza nel periodo del lockdown, che non ha affatto inciso sulla loro lavoro, anzi è stato da stimolo per fornire un supporto alle esigenze delle persone. “Abbiamo disegnato e brevettato Aria tra Marzo e Aprile – concludono i due trentottenni che hanno al loro attivo altri due brevetti, quello di sedute per il settore contratto Chips Family e il Rain in, per uno speciale ombrello con copertura richiudibile a scomparsa – ragionando in modo, sia ergonomico per dare una sensazione di piacevole comodità nell’indossarla, che psicologico, fornendo delle soluzioni ai problemi attuali”. Nel pieno della pandemia la loro mascherina e la guida con cartamodelli per assemblarla è stata scaricata da oltre tremila persone, a riscontro della bontà, non solo dell’idea ma anche della praticità di poter realizzare per conto proprio un oggetto divenuto ormai indispensabile.

Obiettivi sempre più sfidanti sono alle porte per i due designer con la Basilicata nel cuore: in essere ci sono già numerosi progetti che li attendono, tra cui la progettazione di sedie, sistemi modulari per ufficio e il disegno di un oggetto che verrà montato nelle case, commissionato da una start up romana che si occupa di rilevamento sismico.

Oggetti sì utili, di “qualità”, nel rispetto del nome dato al loro brand, ma anche che sappiano parlare alla gente, con semplicità e profondità.

 

 

 

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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