Vorrei ricordare Donatino Grieco, che ci lasciato oggi, non solo per le sue doti professionali e di umanita’, in questa fase di produzione di odio e della prevalenza della incompetenza nell’agire amministrativo e politico, Donatino pensava e sapeva confrontaRSI
Il confronto é la voglia di arrivare ad un risultato comune, mentre il dialogo frequenta spesso punti di vista che non si incontrano: si fissano i paletti per non arrivare ad una sintesi.
Con lui, nei diversi settori dove e’stato protagonista, molte cose sono state fatte per la sanita’, il sociale, il lavoro:specialmente per i deboli.
Lo ricordo in particolare per una giornata. All’alba ci ritrovammo in un bar vicino all’ospedale psichiatrico di Potenza. Io con due assistenti e lui per una attivita’ ispettiva del Consiglio Regionale. Trovammo nel reparto ortofrenico del Don Uva gli ospiti legati alle sedie e carne argentina congelata del 1937, dismessa dall’esercito italiano, per il vitto dei degenti e circa un miGliaio di libretti postali degli stessi conservati in direzione con interessi ridicoli, per pattuizioni in nero su conti privati. Da quel giorno partirono inchieste, rivisitazioni delle convenzione ed un diverso trattamento degli ospiti e del personale. Anche meno sedativi ed altro. “
Pietro Simonetti e tutta la redazione di PaSSAGGIO A sD