Nel 2017 si rafforza il trend di crescita dei prodotti agroalimentari di qualità nelle sue diverse componenti (produttori, trasformatori, superfici e numero di prodotti riconosciuti); solo gli allevamenti sono in leggero calo.
 Il numero di produttori Dop, Igp e Stg aumenta, rispetto al 2016, dell’1,8% sintesi del persistente calo registrato al Nord (-2,8%) e di un consistente aumento rilevato nel Mezzogiorno (+7,3%) e, in misura più lieve, al Centro (+1,4%). Cresce considerevolmente il numero dei trasformatori (+7,6%); l’aumento è maggiore nel Mezzogiorno (+11,5%) e al Centro (+8,4%). Pur essendo presenti su tutto il territorio nazionale, i produttori risultano fortemente concentrati in alcune aree; oltre la metà (50,9%) è localizzata in tre regioni: Sardegna, Toscana, e Trentino-Alto Adige, con un peso pari, rispettivamente, a 20,5%, 16,1% e a 14,3% del totale nazionale. Tali concentrazioni dipendono dall’esistenza di produzioni regionali di pregio molto diffuse e attive da prima del conseguimento dei rispettivi riconoscimenti Dop e Igp. Lombardia, Sicilia ed Emilia- Romagna comprendono il 18,5% dei produttori mentre il restante 30,6% è distribuito nelle rimanenti 14 regioni. In particolare, in Trentino-Alto Adige prevale nettamente il settore frutticolo, in Toscana l’olivicolo e in Sardegna il lattiero-caseario.

Circa la metà dei trasformatori (48%) opera in quattro regioni del Centro-nord: Emilia-Romagna (18,6%), Toscana (16%), Veneto (7,4%) e Lombardia (6%). In Emilia-Romagna e Lombardia prevalgono i trasformatori di prosciutti e insaccati (macellatori, elaboratori e porzionatori), in Toscana gli operatori oleari (molitori e imbottigliatori) e in Veneto i confezionatori ortofrutticoli. A livello regionale, i maggiori incrementi si segnalano in Sicilia (+750 produttori, +21%; +8,3 mila ettari, +36,2%; trasformatori +106, +22,4% e impianti di trasformazione +193, +32,7%) Puglia (+465 produttori, +14,4%; +8,7mila ettari, +26,4%), Emilia-Romagna (+11mila ettari; +115,4%) e  Veneto (+104 trasformatori; +21,1%).

Gli allevamenti sono particolarmente concentrati in Sardegna ( 41,1% delle strutture), Lombardia (13,1%), Emilia-Romagna (9,8%) e Veneto (6,6%), ossia nelle aree geografiche del Paese storicamente specializzate nell’allevamento suinicolo e nella produzione lattiero -casearia di qualità.

La superficie interessata alle Dop e Igp, investita principalmente a ortofrutta e olivo, è concentrata in tre regioni: Toscana (30,3%), Puglia (17,8%) e Sicilia (13,3%), seguono Trentino-Alto Adige (9,3%), Emilia-Romagna (8,8) e Calabria (5,6%). In particolare, si conferma la netta prevalenza della melicoltura in Trentino-Alto Adige, dell’olivicoltura da olio in Toscana, Puglia e Sicilia e dell’ortofrutta in Sicilia ed Emilia-Romagna. Le specialità Dop e Igp riconosciute dall’Ue sono ampiamente diffuse sul territorio3. La ripartizione con più prodotti Dop e Igp è il Mezzogiorno che comprende 114 riconoscimenti, pari al 38,9% dei prodotti italiani (Stg escluse) riconosciuti dell’Ue 

Alcune regioni sono particolarmente ricche di Dop e Igp4; in Emilia-Romagna e Veneto i prodotti riconosciuti sono rispettivamente 45 e 38. Nel Nord spiccano anche Lombardia e Piemonte con 35 e 24 specialità, mentre la Valle d’Aosta dispone di soli quattro riconoscimenti.

Nel Centro, la maggiore consistenza di denominazioni si rileva in Toscana e Lazio, rispettivamente con 31 e 28 specialità. Nel Mezzogiorno le regioni con più riconoscimenti sono la Sicilia con 30 prodotti e la Campania con 23, seguono Puglia e Calabria, rispettivamente, con 20 e 18 prodotti. La Basilicata ne ha dieci,  uno in più dell’anno prima

 

PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ DOP E IGP RICONOSCIUTI DALL’UE PER REGIONE

 Al 31 dicembre 2017

REGIONI                                              DOP                                         IGP                        TOTALE (a) (b) (c)       

2016         2017       Variaz.      2016       2017      Var.    2016          2017      variaz

Piemonte 13 14 1 9 10 1 22 24 2
Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste 4 4 4 4
Lombardia 21 21 14 14 35 35
Liguria 3 3 3 4 1 6 7 1
Trentino Alto Adige (d) 9 9 5 5 14 14
Bolzano 3 3 2 2 5 5
Trento 8 8 3 3 11 11
Veneto 19 19 19 19 38 38
Friuli – Venezia Giulia 5 5 1 1 6 6
Emilia-Romagna 20 20 25 25 45 45
Toscana 16 16 15 15 31 31
Umbria 4 4 5 5 9 9
Marche 6 6 7 8 1 13 14 1
Lazio 16 16 12 12 28 28
Abruzzo 6 6 4 4 10 10
Molise 5 5 1 1 6 6
Campania 14 14 9 9   23 23
Puglia 12 12 7 8 1 19 20 1
Basilicata 5 5 4 5 1 9 10 1
Calabria 12 12 6 6 18 18
Sicilia 17 17 13 13 30 30
Sardegna 6 6 2 2 8 8
                   
Nord-ovest 36 37 1 21 23 2 57 60 3
Nord-est 42 42 43 43 85 85
Centro 36 36 28 29 1 64 65 1
Mezzogiorno 68 68 44 46 2 112 114 2
Italia 166 167 1 123 126 5 289 293 6
  • Il territorio di un prodotto riconosciuto può comprendere una o più regioni e una o più
  • Per ciascuna preparazione di carne, si considerano solamente le regioni, indicate nei relativi Disciplinari di produzione, ove si realizza la trasformazione della materia prima in prodotti
  • Le Stg non sono considerate in quanto non legate a un determinato
  • Due prodotti riconosciuti sia per Trento che per Bolzano si considerano una sola volta nel calcolo dei prodotti per il Trentino Alto Adige