Siamo consapevoli del fatto che il paesaggio coopera alla elaborazione delle culture locali e rappresenta una componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale d’Europa, contribuendo così al benessere e alla soddisfazione degli esseri umani e al consolidamento dell’identità europea (Carta Europea del Paesaggio Firenze, 2000).
14 marzo, in Basilicata (Italia)
La Giornata Nazionale del Paesaggio è degna di interesse. Degna di uno stato civile, evoluto. Un obbligo morale, etico oltre che la celebrazione, la festa del bene comune più grande del nostro Paese. Il paese del Paesaggio. Tutelato, visitato, fotografato perché opera d’arte, bene antropologico, custode di tecniche di coltivazione, agricole. Il Paesaggio che non è solo riduttivamente ambiente. Il Paesaggio che è occhio, olfatto, vista, tatto.
Ma io in quale stato vivo? Mi sento confusa. Perché stamattina sono uscita col sorriso della festa. La festa del paesaggio e niente. Non l’ho visto. Mi sono spostata più in là.. niente. Alloro ho guardato a destra.. niente. a sinistra.. niente. Sono salita in alto.. niente. Scesa in basso niente. Allora?? la mando una email al Ministero dei Beni Culturali ?? Si Si. La mando.” Caro Ministero, oggi è la festa del Paesaggio. Io ero pronta a festeggiarlo. Non da sola. C’è gente innamorata del paesaggio qui. C’è gente che ci dedica il tempo, che ci mette mente e cuore. Ti comunico ufficialmente che oggi 14 Marzo qui.. qui sotto.. ci vedi?? siamo qui in Basilicata, è successo un fatto gravissimo. Il paesaggio non l’ho trovato. Caro Ministero è giusto che tu sappia. Come dici?? E’ una denuncia?? Lo hanno rubato? Non posso rispondere con esattezza. Non voglio fare allarmismo. Come dici?? Devo essere più precisa? Caro Ministero di più non so dire. Ero felice stamattina ma lo giuro lo giuro non l’ho trovato! Ho visto cose brutte. Colline crocifisse, golgota di acciaio. Ho visto buche profonde riempite di cemento e ho visto sparire orizzonti. Ho visto colline che hanno perso il collo, piccoli borghi oscurati da giganti. Ho visto la gente che perdeva la strada perché non la riconosceva più.
Come non capisci… caro Ministero chi sono io?? Una cittadina. Ma se vuoi ti leggo un passo di qualcuno che ne sa più di me: .. “ c’è un altro tipo di inquinamento, ancora meno avvertito e segnalato dai media: l’inquinamento antropico, lo stress da devastazione del paesaggio, il burnout (esaurimento e disinteresse) generato dal sentirsi “ fuori luogo” in casa propria. Già negli anni cinquanta Ernesto De Martino parlava efficacemente di “ angoscia territoriale”.. Oggi l’angoscia territoriale è quella di chi resta nei propri luoghi e non li riconosce più, insomma una sorta di saudade indirizzata non nello spazio ma nel tempo, verso i nostri luoghi del cuore oramai irriconoscibili ( Salvatore Settis, Paesaggio, Costituzione, Cemento, 2010.).
Ancora non è chiaro? E allora continuo “…lo Stato ha semplicemente abdicato al suo dovere. Senza mai indicare, valutare, ammettere o respingere proporre o magari mitigare l’impatto ambientale, dire no qualche volta alle pale. No qui no. Lì invece si. Senza cura per il bene di tutti. Senza amore per il territorio . Lo Stato ha chiuso gli occhi davanti al più grande scandalo di questo inizio secolo. Lo stato ha ammesso al grande banchetto anche centinaia di prestigiatori improvvisati, titolari di microsocietà da diecimila euro di capitale, un’industria inventata di sana pianta, senza curriculum, strategie, senza neanche un bilancio consolidato, senza niente. Scatole vuote e già sfondate dal sospetto. Imprenditori di paglia sono stati nominati tutori del bene comune.(Antonello Caporale- Controvento).
Ecosistemi agricoli e pastorali trasformati in piantagioni di acciaio. La biodiversità è stata duramente colpita. Le aree archeologiche e storiche, i piccoli centri urbani vengono profanati perdendo il loro contesto identitario, trasformato in accozzaglia di macchine industriali. Il celebrato paesaggio italiano e quello del centro sud in particolare, primario bene collettivo inalienabile spazzato via o ridotto meschinamente a mero contenitore di speculazioni a vantaggio dei soliti noti. Perfino sul piano sociale, le vulnerabili democrazie dei piccoli centri rurali sono state soggiogate e condizionate dall’abbaglio delle royalties. (Enzo Cripezzi- Lipu Puglia-Basilicata)
Caro Ministero, adesso è tutto chiaro. Sono sicura che hai capito, che ci saranno cose che puoi fare, persone da richiamare, ordini da dare. Tu sei lo Stato. Tu tuteli il cittadino. Io ci credo.
La lettera l’ho mandata ma la festa me la sono persa. E sentivo da lontano una nenia, quella di Rocco Scotellaro che di questo paesaggio lucano si è nutrito.
Ci fosse oggi.. potrebbe mai ispirarsi guardando il profilo delle pale eoliche?
Schienali di montagne
toccate dal lieve sole d’inverno si vede la pozza lucente
che diventa il nostro fiume.( R. Scotellaro, un mare di nebbia)
