di Franco Cacciatore
Giovedì 6 maggio 1961 un programma della televisione nazionale (ovviamente in bianco e nero) arrivava per la prima volta in Basilicata. La Rai approdava a Melfi con “Campanile sera”. A condurre Enza Sampò. La città sfidante era Gubbio, con Enzo Tortora. Mike Bongiorno in studio alla Fiera di Milano. A Melfi come set televisivo un grande palco, installato lateralmente al duomo. Mentre il cosiddetto “pensatoio” con gli esperti di varie materie (musica, cinema, storia locale, attualità ecc.) in una sala del palazzo vescovile. Facendone parte, tanti i ricordi! Enza Sampò giunse a Melfi in treno e fu accolta dalle autorità della città. La concorrente di Melfi in studio Teresa Rizzitiello. Una ragazza in gamba, tanto da divenire in futuro la responsabile del Fondo Monetario Internazionale. Un ricordo particolare quello dei reperti vascolari della necropoli di Chiuchiari, mostrati per la prima volta, addirittura in TV. Erano stati rinvenuti e gelosamente custoditi dal professore Alessandro Cassotta, Ispettore Onorario della Soprintendenza.
La ripresa nello studio del sacerdote Dante Casorelli, che alla richiesta di un fondale nero, mise a disposizione la sua tonaca. Lo slogan coniato per l’occasione: “Non c’è Gubbio vince Melfi”. Ed, in effetti, Melfi vinse alla grande. Ad assicurare la vittoria, tra l’altro, un grande truccatore, forse ingaggiato proprio da Cinecittà, che riuscì a trasformare un sarto del luogo, Vincenzo Solazzo, in uno stupendo Yul Brynner. Non così la puntata con Fiesole. Non tutto andò per il verso giusto anche se il bravo truccatore riuscì a fare del barbiere Pasquale Catalani uno straordinario Albert Einstein. Però per Melfi fu senz’altro una vittoria. Per due settimane ebbe la ribalta televisiva e l’evento fece davvero epoca. Enza Sampò al centro dell’attenzione. Dalla sua caricatura che campeggiava ovunque alla satira poi nel Carnevale, con un carro a lei dedicato. La partecipazione a “Campanile sera”, suscitò grande interesse e sulla stampa apparvero spaccati della città, per la prima volta in tutti i suoi risvolti. In particolare su un settimanale da noi ritrovato, “Le vostre novelle”, datato 6 maggio 1961, della città tutto e di più. La presentazione nei suoi minimi particolari, che noi riportiamo per rivivere quel tempo.
A iniziare dalle autorità, sindaco Giuseppe Lasala e giunta, vescovo Mons. Domenico Petroni, Presidente del Tribunale, Giovanni Celentano, presidi delle scuole e ancora tanti. Poi ovviamente la sua storia dalla Caput Apuliae alle Costituzioni di Federico II, all’eccidio francese del 1528 e le “bellezze artistiche” dal sarcofago al castello, la cattedrale e i portali. L’atteso sbocco turistico del Vulture e Monticchio laghi, località da divenire “meta di una clientela nazionale e internazionale”. Unitamente si stava “procedendo allo sfruttamento delle ottime acque minerali”. L’artigianato con i vasai Francesco e Nicola Guantario. Gli artisti. Un promettente pittore, Ordenio Loberto e lo scultore affermato Francesco Amarena. E ovviamente la banda cittadina, diretta “con passione dal M.° Tullio Cardone”. Non mancava la citazione di una “grande cerimonia religiosa”, la festa dello Spirito Santo che dell’antico retaggio storico conservava trombe di terracotta e “tanti ramoscelli di castagno”. Per essere una rivista coniugata al femminile dava largo spazio alle ragazze di Melfi, pubblicando tante foto. Non mancava l’amaro commento sulle difficoltà dei giovani, che pur trovandosi “in uno dei centri più importanti della Lucania”, avevano il disagio di vivere in “una regione molto povera”, dove si avvertiva ancora una situazione postbellica.
Nonostante questo, Melfi presentava aperture per il domani, riusciva a trovare spazio anche per il tempo libero. L’associazione turistica, presidente Michele Pastore, aveva avviato manifestazioni come il Carnevale che culminava “con feste danzanti” e in autunno una “domenica delle castagne”, a valorizzare un prodotto locale. Per l’aggregazione dei giovani lo scoutismo, sorto nel 1946, con la “guida appassionata di Don Casorelli”. Infine novità assolute nel campo scolastico e sociale. Accanto allo storico Istituto per Ragionieri e Geometri, sorto in epoca borbonica, e il liceo scientifico, era istituita una scuola ad indirizzo tecnico professionale. Nel contempo, in atto la riforma fondiaria con l’assegnazione di trecento appezzamenti di terreno dotati di case coloniche. E intanto si andavano realizzando una trentina di strade, acquedotti ed elettrodotti. Questo nel 1961! Poi il cammino si è interrotto, all’area melfese negata l’autonomia, avviata la stagione delle sottrazioni, che oggi si vive.