ERMINIO TRUNCELLITO: TRA SETTIMA ARTE E RITMI LUCANI

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

DI LEONARDO PISANI

Difficile dare una definizione di Erminio Truncellito, forse meglio così, perché fa parte del suo molteplice essere, dall’antico feudo di Favale, dove spicca quel suggestivo castello che fu dimora della lirica e della tragedia di Isabella Morra,  e da Valsinni, dove è anche regista ed interprete degli eventi teatrali del Parco Letterario “Isabella Morra”, si è avviato a essere un poliedrico artista:  versatile attore di cinema e Teatro, è anche musicista e un cantante dal timbro profondo, di quelle voci che quando le ascolti, non le dimentichi. Truncellito vanta numerose collaborazioni con registi importanti quali Michele Placido, Pino Quartullo, Enrico Oldoini. Impegnato in diverse importanti produzioni cinematografiche ( Il Grande Sogno, Vallanzasca- gli angeli del male, Itaker, L’ultimo Paradiso) per citare le più note. Protagonista di puntata in Fiction come “La Nuova Squadra” (R. Ravello e Marco Giallini),”Il  Restauratore 2″ (Lando Buzzanca),  “Ris Romanzo Siciliano” (Fabrizio Bentivoglio e Claudia Pandolfi). A Teatro, passione che lo impegna maggiormente, ha interpretato numerosi ruoli e lavorato in diverse produzioni (“La Cassaria” regia di Pino Quartullo, “Stupor”, Masters Faber”, “Sei personaggi in cerca d’autore” regia di Giampiero Francese. Da un mese è anche un volto noto su Netflix… Di questo e altro ne parliamo con lui.

Allora un film molto lucano,  Il regista Rocco Ricciardulli è di Bernalda, tu sei di Valsinni e Antonio Gerardi, un aviglianese potentino o potentino aviglianese, come per scherzo gli dico sempre. Parlaci  un po’ di “ L’ultimo Paradiso,”.

“C’è sicuramente un bel po’ di Lucania nel nostro film..merito di Rocco Ricciardulli, regista di Bernalda, che è riuscito a coinvolgere professionisti della Basilicata che, per fortuna, almeno parlo del sottoscritto, rappresentano, mi auguro degnamente, la nostra Terra oramai meta sempre più apprezzata di produzioni cinematografiche attente anche alle professionalità del settore cinema. Detto ciò, il film racconta la storia di una realtà non circoscritta al solo luogo della storia, ma in maniera più ampia di un Sud che lotta per affermare uguaglianze tra uomini di diverso ceto, sfruttati da uomini potenti e collusi pronti a tutto pur di soffocare una sana rivoluzione atta al raggiungimento di tale fine. Ciccio Paradiso ( Scamarcio) rappresenta l’uomo che prova a combattere il sistema facendosi portavoce di tanta gente, compreso il personaggio da me interpretato (Vincenzo) suo amico e consigliere, che però ama la vita avventurosa fino ad innamorarsi seriamente di una ragazza (Bianca interpretata da Gaia Amaral) che però è figlia del signorotto che ostacola la sua lotta sociale (Antonio Gerardi) con tutte le conseguenze che tale relazione comporterà..non vado oltre per non svelare particolari della storia e incuriosire chi ancora non ne ha avuto ancora  modo di vedere il ..film! È sicuramente un lavoro che omaggia il Cinema  che ci ha rappresentato da sempre come il Paese della Bellezza, dei contenuti e delle grandi eccellenze! Un omaggio a quella Poesia del racconto tanto amata..il film è disponibile su Netflix dal 5 Febbraio”.

Scamarcio è anche interprete e coproduttore, il film sulla piattaforma Netflix è piaciuto molto  a gli spettatori, tra altro  ispirato a una storia vera e sotto molti punti di vista è anche attuale: pensiamo al caporalato, ai rider …

“Riccardo Scamarcio è sia il protagonista che il produttore del film che, da uomo e imprenditore di Cinema, stringendo l’accordo con Netflix ha sia assicurato una visione del prodotto sicuramente molto più ampia ma anche dato la possibilità al progetto di poter essere usufruibile data la pandemia che ci ha colpiti e che ci avrebbe sicuramente impedito di poterlo vedere al Cinema. Il film sta riscuotendo un bel successo di pubblico e di critica proprio perché, come dicevo prima, abbraccia temi sempre attuali purtroppo come  lo sfruttamento dei lavoratori ad opera dei caporalati..un tempo normali contadini, oggi ragazzi immigrati da altri Paesi..una piaga sicuramente da combattere con ogni mezzo e, in questo caso, il nostro Film vuole essere di supporto nello scuotere  le coscienze”.

Senti, Erminio, so come farti arrabbiare. Ma tu sei quello che canta in “Fiore di Lucania”?. A parte scherzi, molte mie conoscenze  – persone che non ti conoscono di persona e non lucane- sono rimaste colpite dalla tua voce, molto particolare. Con la musica come sei messo, Covid a parte?.

“Tranquillo..non riesci nel tuo intento, se pur scherzoso..anche perché è la verità..canto, e sono felice di farlo da sempre, in Terra di Lucania in cui da sempre ho scelto di restare e vivere perché va protetta e tutelata ( con assoluta umiltà lo dico ma con vero credo!) oltre che supportata attraverso le professionalità e competenze che ognuno di noi, a prescindere dal campo in cui si opera, mette a disposizione di una Terra che deve competere seriamente e altamente con le altre realtà nazionali. La musica quindi rappresenta senza dubbio l’altra parte della medaglia, l’altra mia faccia, che da anni mi accompagna in esperienze straordinarie e ricche di valori. Dal 2109 sto collaborando con una storica realtà musicale lucana come i Tarantolati di Tricarico con cui ho vissuto momenti davvero coinvolgenti, tra tutti in assoluto, il Jova Beach ( due date a Praia e a Policoro) evento di una bellezza indescrivibile per le emozioni provate..suonare e vedrete danzare una  marea di gente al ritmo antico ed ancestrale della taranta lucana, beh, ti assicuro che rappresenta un ricordo indelebile! Colgo l’occasione per ringraziare di cuore le persone che rivolgono apprezzamenti sulla mia voce e, credimi, mi emoziona sempre e un po’ imbarazza anche, perché davvero non riesco a rendermi conto di quanto si lasci al pubblico a livello qualitativo, ma, e di questo sono certo invece, di quanto “Cuore” muova ogni mia interpretazione canora! Questo mi onora e rende davvero felice..grazie! Ah..dimenticavo..per il futuro sto lavorando con un amico caro, che ora mi seguirà anche in questa nuova avventura artistica in veste di produttore e autore dei brani, Gianpiero  Francese, ad un disco dai contenuti “raffinati ” in cui si esplorerà l’animo umano  e non solo e in cui l’attore (interprete di emozioni) e il cantante (interprete delle emozioni attraverso le sfumature del suono) si fonderanno!”.

Il teatro? Altra tua passione. Tra poco dovrebbero riaprire i teatri. Ma il digitale, lo vedi come un mezzo da poter utilizzare anche nel futuro?

“Il Teatro è il mio Amore vero, è la mia Casa, il luogo fisico ma soprattutto mentale che consente alle mie emozioni, quindi alla persona, di diventare Forma, identità..Vita! Accolgo con gioia finalmente questa notizia (sperando, dopo aver atteso davvero tanto, di tornare ad essere di nuovo zona gialla per quella data!) perché rappresenta una vera rinascita, per le ragioni sopra esposte..le nostre vite ( parlo ovviamente di tutte le maestranze) torneranno ad avere un senso, perché rispettate nel valore più alto per ogni essere umano, la dignità! La dignità del lavoro, dell’appartenenza che gratifica il professionista ma anche il padre, come nel mio caso, che può finalmente guardare negli occhi i propri figli con nuova soddisfazione, quella della responsabilità che gli compete e lo fa uomo! Se la pandemia ci ha dato l’opportunità di scoprire nuove soluzioni per raccontare storie con la digitalizzazione, intendo, allora, va bene..perché ci ha consentito di continuare a dire ci siamo..ma credo, ed è la mia opinione, che il contatto col pubblico rappresenti sempre la vera esperienza..perché lo scambio di emozioni che avviene in “quel momento” è  davvero unico e irripetibile! Spero, però, perché è nella natura di chi fa il nostro mestiere, di spingersi sempre verso nuove esperienze, esplorare, scoprire, che la formula digitale possa rappresentare una soluzione su cui lavorare” .

Sto rileggendo il Saggio di Benedetto Croce su Isabella Morra dell’antica Favale. Come è stata l’esperienza del parco letterario?

“La tua ultima domanda, lo è solo nell’ordine in questa nostra piacevole chiacchierata, perché, per me, invece, nell’ordine della mia vita, è sicuramente al primo posto perché, dall’esperienza più che ventennale nel progetto Parco Letterario Isabella Morra di Valsinni, di cui sono direttore artistico dal 2001, oltre a curare la regia e essere interprete insieme a tante altre professionalità locali, nate nei lunghi anni trascorsi, è nata la mia carriera professionale. È stata la mia palestra di vita, dunque, la mia “accademia” teatrale,  dove ho scoperto le mie qualità, la mia vocazione..confrontandomi ogni volta nell’immediato col pubblico, percependo l’emozione che ci si scambiava come la conferma di un lavoro fatto bene che emozionava, quindi funzionava ed accresceva in me la consapevolezza del mestiere. Rileggere Croce, farsi trasportare dalle sincere parole del suo originario taccuino divenuto poi il libro nel quale le proprie emozioni si sposano con quelle di Isabella Morra, è sempre un bel viaggio da vivere perché è il viaggio di ognuno nella tematiche della vita di tutti noi e scoprire in tal modo che i luoghi da lui vissuti ancora oggi  sono depositari di tali messaggi, è davvero emozionante. Tutta la mia vita è nata e si è sviluppata tra le braccia di questa Madre, che come ogni vera madre, dona generosità e sorella della partecipazione, come diceva un grande Pensatore come Gaber, è l’unica via verso il senso della vita: la Libertà!”.

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