NEANCHE L’INCENDIO SVILUPPATOSI NEI GIORNI SCORSI INTORNO AL CAPANNONE DELLA EX Materit, pieno di amianto in tutte le forme e per tutti gli usi, dalle tubazioni,alle lastre, ai sacchi di povere,ai manicotti, con il pericolo, poi sventato dai vigili del fuoco di interessare l’interno della fabbrica abbandonata, con un grave rischio di inquinamento di tutta l’area, è riuscito a smuovere le autorità nazionali per un pronto e rapido intervento di messa in sicurezza della fabbrica e di corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi ivi esistenti. Giorni fa una denuncia del TG3 di basilicata ha sottolineato la gravità della situazione , chiedendo a Ministero e Regione di prendere provvedimenti urgenti. Uno di questi, secondo Pio Abiusi dell’associazione ambiente e legalità, sarebbe la nomina immediata di un commissario ad acta, che assuma su di sé la responsabilità delle operazioni che ci sono da fare. Per capire la sordità delle istituzioni ri8spetto a questo tema, basti dire che da 31 anni va avanti questa storia, da quando la fabbrica venne messa sotto sequestro a causa di una mancanza di discarica autorizzata. Ancora oggi, dopo tutto questo tempo ( ed è un miracolo che la situazione non sia precipitata) vi si trovano abbandonati ed incustoditi centinaia di sacchi contenenti amianto e altri rifiuti pericolosi conservati tra l’altro in pessimo stato, il che- fa presente Abiusi in una ennesima lettera di sollecito al Ministero dell’Ambiente, rappresenta un serissimo rischio per la salute pubblica e l’ambiente. A luglio anche il deputato Palazzotto aveva fatto una interrogazione allo stesso ministro , mettendo altresì in evidenza il grave danno di salute subito dagli operai della fabbrica, molti dei quali alle prese con gli esisti di patologie respiratorie gravi. A complicar la vicenda una gara per lo smaltimento aggiudicata da una ditta non risultata in regola per presunte irregolarità in materia di sicurezza ambientale. Ricorsi e controricorsi , alla fine la società contestata ha avuto la meglio e non si capisce l’atteggiamento del Ministero di non deciderne l’aggiudicazione o, di contestarne eventuali profili di illegittimità. Una perdita di tempo che rischia di costare parecchio sia in termini di risorse finanziaria che in quelle di persistenza del rischio ambientale, Ma da Roma si ostenta un silenzio incomprensibile. R.R.
EX MATERIT, IL MINISTRO FA ORECCHIE DA MERCANTE
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