FESTA PATRONALE

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PATRIZIA BARRESE

D’agosto settembrino,

nei dì di festa,

s’intonano rosari e preci,

tra trine, tonache e fiori

nell’effluvio mistico d’incenso,

che da terra a cielo spicca il volo.

Di fiumare umane e ceri

le strade son calcate,

tanti e ottanta piedi,

dai legni caldi ai cupi ottoni

note storpie ed emozioni

vagan di rigo in coro,

tra sinfonie e ricordi di canzoni.

Piazze, viottoli e rioni

di pietra scolpiti,

colgon guardinghi e crudi,

sul lastricato di nera arsura,

il passo morbido del carro ornato,

che in lontananza appare,

come miracol sognato.

Rintocchi fendon l’afa rovente,

tra frotte d’anime pie e di gente,

suon di mani e croci legnose

serpeggian nei boccioli di rose spinose,

negli occhi lagrimanti dei passanti

dinanzi a Cristo, Madonna e Santi.

Palpitano voci del fedel devoto

e urla silenziose del viandante

sotto lo sguardo vitreo e il cuore

della Madre e del Signore

che dal trono spalleggiati

scrutan opere e miracol cercati.

Pensieri taglian lingua e gola,

la terra tribolata geme,

Ave Maria e Domineddio,

a cantilenar strofe e parole,

strappan di bocca il fiele

e donan pace santa e miele.

A chi genuflesso tende la pallida mano

e a capo chino ansima e trema,

a piedi nudi e un cieco abbaglio,

la Santa visione l’alma scuote…

 e tra cardinal, folla e commiato,

svanisce muta a perdifiato.

Fuochi e luminarie ardon di colori

svettanti tra i portali titolati,

fra sacri cenni che san di acquasantiera,

profano incalza l’andirivieni dai giostrai,

di popolani e forestier, da mane a sera,

nel dì d’agosto a tempo musicale,

tra litanie e bagordi della festa patronale.

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Sull' Autore

Insegnante lucana con la passione per la scrittura. Amo la mia terra sebbene per lavoro io risieda a Milano. Scrivere e condividere la passione per la scrittura e poter divulgare anche da lontano per rendere "maggiormente visibile" il nostro paese è uno dei miei desideri. Il mio paese natio è Rionero in Vulture.

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