FRANCESCO SATRIANO
Il tentativo di immortalare il secondo, l’attimo impercettibile del quotidiano tormento umano che si materializza davanti agli occhi e precipita tra la pancia e le costole ( come un percorso di jogging).
L’andamento quasi precipitoso della poesia,le contraddizioni , la ridondanza e la sconclusionatezza dei concetti, rappresentano l’irrequietezza dell’uomo che riordina le proprie giornate tra rapporti scaduti, insonnia e solitudine fai da te. Non esistono soluzioni o compromessi. Si finisce per gridare aiuto, uscire a bere o andare a dormire.
Non ha senso né fine la guerra con noi stessi.
JOGGING
Peggio della pioggia e le scarpe da ginnastica
ci sono la pioggia, le scarpe da ginnastica
ed io che mi vomito sulle scarpe da ginnastica in mezzo al diluvio
mentre corro tra gli eremi delle domande
che lasciasti in braccio all’edera prima di lasciarmi perdere.
L’unica differenza tra mancanza e completezza
è l’abitudine
umida panchina di ruggine
sulla quale non mi asciugo ma riposo.
Ché ostinarsi è vincere
o vomitarsi sulle scarpe.
C’è chi ha stomaco e chi
non digerisce la vertigine del podio.
–
Non capisco chi non riesce ancora a dormire.
Narciso impaurito da se stesso non accetta
che la veglia lo abbandoni in balìa di tutto ciò dal quale,
di giorno, lo proteggerebbe.
Non sanno che il fucile da mettere in bocca
è sempre scarico.
L’epilessia è danza contemporanea.
–
Io invece ho imparato a chiudere gli occhi.
Accogliere droghe oniriche
in un esofago esausto di respingere
tutto ciò che somigli a me.
Colpa di un fattore esogeno l’esito misantropo delle mie parole poche e
l’esodo del buon umore dall’Egitto dei nostri discorsi.
Ho cercato di trovarmi in ciò che ho perso
Ma non c’erano che tempo e un po’ di te .
E la moralità dell’azione o non azione dettata dal cerebro umano
data via in cambio della libertà di scegliere
di non avere una certa sanità mentale;
quella che m’ impone di impormi di non fare.
Fermatemi voi.
L’ustione che porto sulla mano è colpa di chi non ha scritto
“Vietato Toccare Il Fuoco”.
Francesco Satriano Il ” Circolo di Q” è un progetto messo in piedi da alcuni ragazzi del dipartimento di Scienze Umane dell’UniBas, accomunati dalla passione per la scrittura e dalla voglia di costruire qualcosa all’interno dell’Università e, in generale, all’interno della città di Potenza. Si tratta di un giornalino letterario in cui vengono pubblicati racconti e poesie che provengono da giovani penne molto diverse tra loro, che condividono la voglia di esprimersi liberamente ed autenticamente e comunicare agli altri. Il nome “Q” è nato casualmente, ma hai acquisito nel tempo il senso dello spirito del gruppo. Dal punto di vista grafico la lettera Q è un cerchio con una “gambetta”: “Q” dunque è un circolo culturale chiuso composto da ragazzi che si confrontano tra di loro, ma aperto all’esterno a nuove esperienze, nuovi stimoli, pronto dunque a crescere e ad arricchirsi.
