FURIA

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di GERARDO  ACIERNO

 

Caro Presidente Andrea Agnelli,

Sandro Veronesi, scrittore toscano e tifoso juventino scrive:

“.. la Juventus

è la squadra degli operai che tifano per il padrone, 

dei poveri che pagano i lussi del ricco,

 degli emigranti che vogliono rimanere italiani,

 degli immigrati che vogliono diventarlo,

 dei terroni che lavorano per la Savoia,

 dei preti, dei montanari, dei marinai, dei poliziotti..”

e tu, ora, che cosa mi proponi? 

Fu bello ascoltarti quella notte allo Stadium “..fino alla FINE!”

E ora? 

Questa vostra Superlega è la fine del sogno … della meraviglia dell’incertezza, dell’emozione del tempo che non passa quando stai vincendo, del tempo che scorre veloce quando perdi, dell’urlo di Tardelli, del fischio del Trap, delle fughe a fine primo tempo di Boniperti, della pioggia sul nostro potentino Viviani che non fermò il nostro entusiasmo per vedere il grigio Ravanelli, il sigaro di Lippi, le sgroppate di Vialli.

E tu, ora, che fai?

Il calcio voluto e amato dall’Avvocato (scusa se  te lo dico, ma so che tu sai)  era bellezza, poesia, dipinto e ironia. E passione. Come la mia, come la tua, come quella di milioni di tifosi che proprio non capiscono questa tua scelta.

Torna indietro, Andrea, lascia andare, la Juventus è già Super così e tu lo sai bene! Non legarti a un mondo che noi non capiamo, non vogliamo capire e non apprezziamo. Petrolieri e cavalieri comprati da un capitalismo straniero tacciono o si nascondono. E manovrano. Tu non farlo. Non potremmo seguirti. Siamo ancora i poveri che vogliono continuare a pagare i lussi del ricco. Gli operai che tifano per il padrone. Per continuare a sognare, a soffrire, amando sempre il ‘bianco e il nero’.

Fino alla Fine!

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