IL FUTURO DEL POTENZA

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ROCCO SABATELLAROCCO SABATELLA

Finalmente qualcosa si comincia a muovere intorno al Potenza. Non vogliamo peccare di eccessivo ottimismo su quello che sarà capace di fare il sindaco De Luca nei prossimi giorni. Ma non si può che partire da un dato di fatto incontrovertibile: ossia la volontà espressamente dichiarata dal presidente Vangone domenica scorsa di non voler andare più avanti e di avere intenzione di cedere le sue quote e quelle del socio Vertolomo. Ed anche la circostanza che Vangone abbia accettato il suggerimento dei giornalisti che seguono il Potenza di  andare a consegnare al primo cittadino del capoluogo di regione, ovviamente simbolicamente, la società, potrà avere comunque l’effetto di provocare una scossa nella nostra città. Adesso sarà compito del sindaco e della giunta mettere il massimo del loro impegno per trovare un gruppo di imprenditori che si possano sedere, con la mediazione dello stesso sindaco, intorno ad un tavolo e cominciare a parlare con i due proprietari del Potenza. Certo non pretendiamo che si possa ripetere oggi quello che succedeva una ventina e passa di anni fa quando bastava che l’allora partito di maggioranza, la Democrazia Cristiana,decidesse che era necessario e doveroso aiutare il calcio della nostra città e in men che non si dica era capace di far affluire al capezzale del Potenza una grande quantità di imprenditori con i soldi da investire già belli e pronti per essere spesi. Ma allo stesso tempdario-de-luca-potenza-sindacoo sarebbe necessario che l’azione del sindaco sia molto incisiva e pressante per convincere gli imprenditori interessati a voler realmente fare qualcosa di estremamente concreto, in termini economici, per risollevare le sorti della maggiore squadra del capoluogo. L’ing. De Luca non deve commettere l’errore di scoraggiarsi subito se nei suoi contatti dovesse incappare in qualche no che è sicuramente preventivabile. Come è suo compito incalzare i due proprietari della società a non fare ostruzione ma ad avere la massima trasparenza e correttezza dei comportamenti. Perché questa può essere l’occasione giusta e da non lasciarsi sfuggire affinchè il Potenza possa finalmente tornare dopo tre anni in mani potentine. Atteso che i primi contatti avviati dal sindaco, subito dopo la telefonata con Vangone nel dopo gara con la Gelbison, sono stati abbastanza incoraggianti perché gli imprenditori contattati non hanno chiuso la porta ed hanno mostrato una certa disponibilità di massima. E ovviamente ci riferiamo, giusto per non fare nomi, ai vari Cannizzaro, Donofrio, Rosella e company che la passione per il calcio non l’hanno mai persa, ma allo stesso tempo, da buoni imprenditori quali sono, non hanno perso l’abitudine di pretendere dalla controparte, in questo caso Vangone ed anche due anni fa da Notaristefani, la trasparenza delle carte contabili ufficiali della società. Che deve essere dimostrata non solo a voce, come ha fatto Vangone domenica scorsa quando ha detto che i debiti non superano quota 50 mila euro e che la spesa maggiore riguarderebbe la gestione corrente della stagione fino alla sua conclusione. E anche al sindaco lo stesso Donofrio ha ripetuto un concetto che per lui è un mantra: quello cioè di non fermarsi alla convocazione dei soliti noti ma di fare il possibile per allargare il numero degli imprenditori interessati ad una quota che si possa avvicinare ad una decina. E che con le loro conoscenze possano coinvolgere altri appassionati a dare il loro contributo.  Ripetiamo: non indulgiamo per niente all’ottimismo perché non conosciamo la reale situazione economica del Potenza che Vangone e Vertolomo hanno il dovere di portare a conoscenza al tavolo delle trattative, ma una cosa è certa: dopo aver fatto tanti danni sotto l’aspetto sportivo in un anno e mezzo di gestione,  Vangone e Vertolomo hanno un’occasione più unica che rara di poter, anche se in minima parte, riscattarsi agli occhi dei tifosi e della città: concedere senza fare melina, nei termini richiesti, la possibilità agli interlocutori che si siederanno al tavolo di poter conoscere la reale situazione economica della loro gestione. Senza nascondere niente e usando la massima chiarezza possibile. Se saranno rose, fioriranno. Altrimenti amici come prima con la conseguenza che tutti ci dobbiamo rassegnare a continuare ad avere i due dirigenti campani alla guida del Potenza. E poi ognuno sarà libero di decidere se continuare a seguire il Potenza oppure no. Ma se dovesse fallire questo tentativo del sindaco De Luca, noi siamo dell’avviso che il fallimento giuridico del Potenza non sarebbe per niente un fatto estremamente traumatico perché finalmente ci si potrebbe liberare del fardello rappresentato dai due dirigenti campani che, è bene sottolineare ancora una volta, non hanno la minima possibilità di portare in alto il Potenza. Che  vivacchierà sempre nell’anonimato e nella disorganizzazione generale e costante: questo non è il calcio che meritano i tifosi rossoblù e quindi non sarebbe uno scandalo  chiudere definitivamente esperienze cosi negative.

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Rocco Sabatella

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