E’ suggestiva ma poco praticabile e di incerta legittimità la norma che il consigliere provinciale Pappalardo intende introdurre nelle gare portate avanti dalla Provincia di Potenza e cioè l’introduzione di una premialità per le ditte che si impegnano a pagare i lavoratori in misura non inferiore al salario minimo di 10 euro ad ora. Quello che non è entrato in parlamento , lo si vuole introdurre da una porta di estrema periferia dell’Amministrazione pubblica italiana. Staremo a vedere, per intanto registriamo le motivazioni di questa proposta: L’opportunità di questa iniziativa nasce dal fatto- dice il proponente- l’Italia risulta essere l’unico Paese in Europa in cui, negli ultimi 30 anni, i salari dei lavoratori e delle lavoratrici sono diminuiti in termini reali del 2,9%.
Secondo l’Inps il 23% dei lavoratori italiani percepisce un salario inferiore a 780 euro al mese e il 30% delle lavoratrici e dei lavoratori italiani guadagna meno di 892 euro al mese per 13 mensilità. Mentre nei Paesi Ocse i salari sono cresciuti in media del 32,5%, in Italia sono fermi dal 1991.
Cifre che hanno ridotto sempre più nuclei familiari sul filo della povertà relativa, specie dopo oltre due anni di inflazione che hanno ulteriormente impoverito i salari, riducendone il potere d’acquisto di circa il 20%, nel mentre sono aumentate le famiglie in povertà assoluta, che in Italia nell’ultimo anno sono arrivate all’8,3%.
Quest’ultimo dato riconducibile principalmente al lavoro povero, precario e sottopagato. C’è poi il tema sollevato dalla volontà di oltre 70 mila firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare per chiedere l’introduzione di un salario minimo legale di 10 euro indicizzato. Alla luce di tutto ciò, con la mozione si chiede di verificare con gli Uffici competenti la possibilità di: a) inserire nelle gare di appalto della Provincia di Potenza, tra i requisiti per l’aggiudicazione di lavori e servizi, dei meccanismi di premialità per le ditte e/o imprese che si impegnano formalmente a corrispondere ai propri lavoratori coinvolti nell’appalto un trattamento economico non inferiore a 10€/ora per tutte quelle mansioni che hanno minimi tabellari al di sotto di questa soglia; b) prevedere tra i motivi di risoluzione contrattuale la non osservanza degli impegni di cui al punto a) dichiarato dalla ditta e/o impresa in fase di gara.
GARE CON L’INTRODUZIONE DEL SALARIO MINIMO A 10 EURO: LA PROVINCIA CI PROVA. DUBBI SULLA LEGITTIMITA’
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